L’attentato al Pride di Berlino
La polizia sta ancora cercando l'uomo sospettato di aver investito la folla uccidendo una persona e ferendone 16
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Sabato sera intorno alle 22 una persona a bordo di un’auto ha investito la folla radunata per il Pride nel parco di Tiergarten a Berlino, in Germania, uccidendo una persona e ferendone 16, tre in modo gravissimo e otto in modo grave. Il sospettato è ancora in fuga, ed è in corso una grande operazione per cercarlo. La polizia lo ha identificato come Abdul B., dicendo che è noto alle forze dell’ordine e «associato alle idee islamiste». Il sindaco Kai Wegner ha parlato di «un attacco alla nostra società libera e aperta».
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo guidava un suv o un minivan bianco. Ha investito diverse persone lungo l’Ahornsteig, una strada del parco che arriva alla Porta di Brandeburgo, prima di schiantarsi contro un albero. Ci sono anche alcune testimonianze che parlano di un successivo accoltellamento, ma la polizia ha detto di non averlo ancora verificato. Da lì sarebbe poi scappato a piedi, e la polizia lo sta cercando in un’ampia area del centro di Berlino.
L’evento chiudeva una giornata di festeggiamenti a cui avevano partecipato centinaia di migliaia di persone, radunate per il Christopher Street Day, la giornata in cui si ricordano gli Stonewall Riots, la prima ribellione di una comunità queer contro la polizia, che avvenne a New York nel 1969. I partecipanti sono stati evacuati dall’area e alle persone è stato chiesto di evitare la zona del parco.
Secondo il quotidiano Die Welt, nella notte la polizia ha fatto un’operazione in un palazzo nel quartiere Schöneberg di Berlino, all’indirizzo di residenza di Abdul B., senza però arrestare nessuno.



