L’operazione dell’esercito israeliano in Cisgiordania dopo le violenze dei coloni
In diverse città e centri palestinesi ci sono state perquisizioni e arresti dopo le violenze di venerdì, in cui sono state uccise sei persone
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Nelle prime ore della mattina di sabato l’esercito israeliano ha compiuto diverse operazioni in Cisgiordania, attaccando almeno dieci tra città e centri abitati palestinesi, conducendo perquisizioni e interrogatori, e arrestando oltre venti persone. L’esteso intervento dell’esercito è una risposta alle violenze avvenute venerdì pomeriggio vicino a Nablus, nel nord della Cisgiordania, dove un gruppo di coloni che stava conducendo un’incursione in un centro palestinese si è scontrato con alcuni residenti: nella sparatoria sono stati uccisi quattro palestinesi e due israeliani.
Lo scontro aveva provocato una serie di violenze da parte dei coloni israeliani, che sistematicamente attaccano le comunità palestinesi della Cisgiordania con la protezione e l’immunità quasi totale garantite dall’esercito israeliano. Le ripetute incursioni dei coloni nel villaggio di Urif hanno richiesto l’intervento dell’esercito, e ce ne sono state altre a Sarta, Immatin, Far’ata, Umriha e Masafer Yatta, tutti centri vicini a Nablus.
La presidenza dell’Autorità Palestinese ha denunciato anche un attacco all’ospedale di Nablus, nel quale è stato minacciato lo staff e sono state arrestate due persone. L’esercito israeliano ha condotto delle operazioni anche più a nord, nell’area di Jenin.
Quello di venerdì vicino a Nablus è stato il più violento dei molti attacchi dei coloni israeliani in Cisgiordania di quest’anno: gli attacchi si sono intensificati in vista delle elezioni in Israele di quest’autunno, dopo le quali il governo potrebbe non riuscire a garantire ai coloni la stessa impunità di cui godono adesso.
La dinamica dello scontro è ancora confusa. Un gruppo di coloni israeliani si era avvicinato al centro abitato palestinese, per una delle frequenti incursioni intimidatorie in un’area, la cosiddetta “area A”, che sarebbe vietata ai civili israeliani dagli accordi di Oslo. Erano seguiti degli scontri fisici, e un uomo palestinese aveva strappato un fucile a uno dei coloni. Secondo le ricostruzioni dell’esercito israeliano aveva poi sparato con quell’arma, ma dalle immagini non è chiaro se sia stato lui a sparare e uccidere i due uomini israeliani. Un soldato israeliano che era presente ha sparato contro i palestinesi, uccidendone quattro.
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