Chi è il nuovo capo delle forze armate ucraine
Mykhailo Drapatyi è stato nominato dopo giorni di proteste contro il suo predecessore, ed è vicino alle posizioni innovative dell'ex ministro della Difesa
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Martedì sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha nominato come nuovo comandante delle forze armate ucraine il generale Mykhailo Drapatyi, in sostituzione di Oleksandr Syrsky, dopo giorni di proteste contro quest’ultimo. Drapatyi è un militare con una lunga esperienza, ed è apprezzato anche per la sua capacità di ascoltare i sottoposti, al contrario del suo predecessore.
La mossa di Zelensky è stata fatta per accontentare i manifestanti, dato che Drapatyi è considerato vicino al popolare ex ministro della Difesa Mychajlo Fedorov. Il licenziamento di Fedorov, deciso da Zelensky la settimana scorsa per uno scontro con Syrsky, era ciò che aveva innescato le proteste.
Il dissidio era essenzialmente tra due visioni della guerra: quella innovativa di Fedorov, basata sulle nuove tecnologie come robot e droni, e quella più tradizionale di Syrsky, con l’impiego massiccio di fanteria e, secondo i manifestanti, meno rispettosa delle vite dei soldati.

Il presidente Volodymyr Zelensky incontra il nuovo comandante Mykhailo Drapatyi, a Kiev il 20 luglio (Ufficio della presidenza ucraina via AP)
Drapatyi è considerato un fautore della prima, e per questo una parte dei manifestanti, tra cui ci sono anche soldati e veterani, chiedeva espressamente la sua nomina come capo delle forze armate. Drapatyi ha difeso pubblicamente l’ex ministro, ha sostenuto le sue riforme e ha proposto altre innovazioni, per esempio sul discusso tema dell’arruolamento di soldati. Fedorov stesso, che martedì ha incontrato Zelensky, ha celebrato la nomina.
Nonostante compaia raramente in pubblico, Drapatyi è ritenuto il simbolo di una nuova generazione di ufficiali che hanno accumulato esperienza dopo l’invasione russa su larga scala del 2022. Ha 43 anni ed è molto rispettato negli ambienti militari, coi quali Zelensky si è consultato per giorni per decidere chi nominare come capo delle forze armate. Drapatyi si è mostrato aperto alle innovazioni tecnologiche e, soprattutto, è fautore di un approccio meno verticistico di quello di Syrsky.
Drapatyi è un militare di carriera e nel 2014 durante la prima invasione russa, ai tempi dell’annessione della Crimea, era stato protagonista di un episodio molto celebrato. Aveva guidato una missione per soccorrere alcuni poliziotti e funzionari a Mariupol, che le forze filorusse stavano cercando di occupare, quando si era imbattuto in una loro barricata improvvisata. Decise di sfondarla con il suo veicolo corazzato: il video di quell’azione diventò virale e finì tra i simboli della resistenza ucraina alle ingerenze russe.
Nel 2022, con la seconda invasione, Drapatyi si occupò della difesa del settore del fronte a Kryvyi Rih, nell’Ucraina meridionale, e in seguito fu tra i protagonisti della riconquista di Kherson, vicino alla costa del mar Nero. Da allora ha ricevuto varie promozioni consecutive.
Nel 2025 c’è stato un altro episodio che l’ha fatto ritenere attento alle esigenze dei soldati e agli antipodi di Syrsky, che i manifestanti soprannominano «il macellaio». Quell’anno Drapatyi si dimise, dicendo di avvertire «un senso personale di responsabilità» dopo che un missile russo aveva colpito una base ucraina, ma Zelensky non volle privarsi di un comandante così abile e rifiutò le dimissioni.
Da allora Drapatyi è stato in servizio perlopiù nella zona di Kharkiv e di Kupiansk, ed è considerato uno degli artefici del lento ma ininterrotto recupero di terreno da parte delle forze ucraine.



