L’Unione Europea ha revocato i fondi alla Biennale di Venezia a causa della riapertura del padiglione russo

In tutto sono 2 milioni di euro di finanziamenti

L'ingresso del padiglione centrale della Biennale di Venezia, 11 maggio 2026 (Giuseppe Cottini/Getty Images)
L'ingresso del padiglione centrale della Biennale di Venezia, 11 maggio 2026 (Giuseppe Cottini/Getty Images)
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Martedì l’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura, un ente dell’Unione Europea che gestisce i finanziamenti per l’istruzione, ha deciso di revocare 2 milioni di euro di fondi europei alla Biennale di Venezia, una delle esposizioni d’arte contemporanea più importanti al mondo. La revoca è stata decisa dopo che l’11 luglio la Commissione europea aveva raccomandato all’agenzia di togliere i finanziamenti, a causa della decisione da parte della direzione della mostra di riaprire quest’anno il padiglione della Russia, esclusa dal 2022 in seguito dell’invasione dell’Ucraina.

Prima dell’inizio della mostra la maggioranza dei paesi dell’Unione Europea si era schierata contro la riapertura del padiglione inviando una lettera di protesta, e la Commissione aveva aperto una procedura per revocare o sospendere i fondi europei, che coprivano un periodo di tempo fino al 2028.

La Commissione aveva anche detto che la riapertura del padiglione avrebbe violato il regolamento dell’Unione Europea sulle sanzioni contro la Russia, visto che è il governo russo a finanziare la partecipazione alla Biennale. Ciononostante la direzione della Biennale aveva deciso di aprire il padiglione.

Il ministro della Cultura italiano Alessandro Giuli aveva detto di essere contrario alla riapertura del padiglione, ma aveva precisato che la Biennale è un’entità autonoma e che quindi non aveva potere sulla decisione: l’Italia comunque non aveva firmato la lettera di protesta con gli altri paesi.