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  • Mercoledì 15 luglio 2026

Cosa si sa sull’omicidio di Ann Widdecombe

Le indagini sono state caotiche finché non le ha assunte l'antiterrorismo: intanto Reform UK, il partito di destra di cui era portavoce, ne ha fatto un caso politico

Un mazzo di fiori appoggiato fuori dalla casa di Ann Widdecombe ad Haytor, con sullo sfondo un veicolo della polizia, l'11 luglio
Un mazzo di fiori appoggiato fuori dalla casa di Ann Widdecombe ad Haytor, con un veicolo della polizia sullo sfondo, l'11 luglio (Finnbarr Webster/Getty Images)
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Le indagini sull’omicidio di Ann Widdecombe, la politica di Reform UK trovata morta in casa sua giovedì scorso, sono state finora molto caotiche. Il partito, che ha posizioni di destra populista, ne ha fatto un caso sostenendo che i suoi esponenti non ricevano sufficiente protezione dalle istituzioni per le minacce che subiscono. Sono due aspetti diversi della vicenda e per capire come sono collegati è utile vederli uno alla volta.

Partiamo dalle indagini. Lo sviluppo principale è che lunedì sono passate alla sezione antiterrorismo della polizia britannica. Fino a quel momento erano state gestite dalla polizia del Devon e della Cornovaglia, la zona dell’Inghilterra sud-occidentale dove Widdecombe viveva ed è stata uccisa. Secondo la polizia l’omicidio è avvenuto martedì 7 luglio, il giorno prima che fosse trovato il corpo.

La prima cosa che ha fatto la sezione antiterrorismo è stata arrestare una seconda volta il principale sospettato dell’omicidio, un 28enne bianco di nazionalità britannica che era già stato arrestato domenica. È un atto soprattutto formale, necessario ad aggiornare le accuse: a quella di omicidio, su cui indagava la polizia locale, sono state aggiunte la preparazione e l’esecuzione di un attacco terroristico.

Martedì l’antiterrorismo ha detto che considera l’omicidio un attacco mirato, senza sbilanciarsi sul movente. Tuttavia l’omicidio non è ancora stato classificato come atto di terrorismo: quello è un passaggio successivo. Il Guardian e altri giornali britannici scrivono che l’antiterrorismo sta valutando un movente legato all’estremismo politico, o comunque un movente politico, ma non è ancora stato confermato.

Ann Widdecombe durante la convention annuale di Reform UK, a Birmingham nel settembre del 2024

Ann Widdecombe durante la convention annuale di Reform UK, a Birmingham, nel settembre del 2024 (Christopher Furlong/Getty Images)

Widdecombe non ricopriva più incarichi elettivi, ma era stata per moltissimi anni parlamentare con i Conservatori, poi si era avvicinata a Farage ed era stata eletta al Parlamento Europeo nel 2019. Era conosciuta per le idee ultraconservatrici e interveniva assiduamente nei talk show come portavoce di Reform UK sull’immigrazione, tema su cui il partito ha posizioni assai restrittive e su cui ha costruito buona parte dei suoi consensi. La mattina in cui è stata uccisa aveva fatto due interviste, di cui una diffusa a posteriori in cui difendeva Farage.

L’intervento dell’antiterrorismo ha smentito le ipotesi investigative fatte dalla polizia del Devon e della Cornovaglia, che inizialmente aveva escluso un movente politico e che fosse un atto di terrorismo. Venerdì la polizia locale aveva fatto un primo arresto: un 26enne poi rilasciato nel giro di un giorno perché ritenuto estraneo al caso. Domenica c’è stato il secondo arresto (quello poi ripetuto dall’antiterrorismo) a Rotherham, a più di 400 chilometri dal luogo dell’omicidio. La ricostruzione secondo cui si è trattato di un attacco mirato si basa su una perquisizione a casa del 28enne, ma per ora non si sa più di così.

L’omicidio Widdecombe è diventato velocemente un caso politico. Farage è stato criticato perché sabato – quando non c’era nessun sospettato in arresto e le dichiarazioni degli investigatori erano molto caute – aveva detto che pensava fosse un omicidio premeditato, legato all’attività politica di Widdecombe. Quando è stato accusato di strumentalizzare il caso, Farage ha sostenuto che non fosse «una rapina finita male» ma si è astenuto dal fare congetture sui sospettati o sul movente.

Da lì in poi l’interesse intorno alla storia si è spostato parzialmente su di lui e sui politici di Reform UK, che hanno sostenuto di sentirsi in pericolo e che il governo del Laburista Keir Starmer non faccia niente per proteggerli. «È come se qualcuno nell’establishment ci volesse morti. Veniamo trattati in modo diverso per via delle nostre idee», ha detto per esempio il vice di Farage, Richard Tice. Reform UK ha una retorica antisistema, nonostante sia un partito con una classe dirigente piuttosto ricca.

Nigel Farage, il 7 luglio a Londra

Nigel Farage il 7 luglio a Londra (Chris Ratcliffe/Bloomberg)

Le accuse di vari membri del partito sono gravi, anche se non supportate da prove, e si sono inserite in un’altra controversia.

Lunedì la ministra dell’Interno, Shabana Mahmood, ha offerto a Farage un incontro con l’organo responsabile delle misure di sicurezza per i parlamentari, che è un passaggio necessario per l’assegnazione di una scorta. Farage ha accettato, ringraziandola. Da sempre sostiene di essere il politico che riceve più minacce e di recente Reform UK ha diffuso statistiche prodotte internamente secondo cui ne riceverebbe più di 300 al mese, di cui oltre un terzo di morte. Martedì la polizia ha arrestato per la prima volta un uomo, poi rilasciato su cauzione, che lo aveva minacciato di morte sui social.

Robert Jenrick, un altro dei principali dirigenti di Reform UK, ha accusato il governo di essersi mosso troppo tardi, offrendo la scorta a Farage solo dopo l’omicidio di Widdecombe. Reform UK sostiene di avere posto la questione della sicurezza dei propri membri almeno da settembre del 2025, quando negli Stati Uniti fu ucciso l’attivista Charlie Kirk, un punto di riferimento per la destra radicale occidentale e molto noto anche nel Regno Unito.

Nel frattempo però si è scoperto che in precedenza Farage aveva rifiutato la proposta di una scorta, che includeva una guardia del corpo e una macchina con autista, cioè lo stesso livello di protezione che ha la leader dell’opposizione Kemi Badenoch, dei Conservatori. Farage l’aveva ritenuta inadeguata, anche perché più contenuta rispetto alla scorta che aveva avuto in passato.

Il discorso della scorta non è secondario, per Farage. Sostiene che i cinque milioni di sterline che ha ricevuto senza dichiararli da un miliardario attivo nel settore delle criptovalute gli servano proprio a pagare le spese per la sicurezza. Per quella donazione (e per un altro caso) è indagato dall’organo di controllo del parlamento britannico. Proprio queste indagini hanno portato Farage alla mossa azzardata di dimettersi dal parlamento, a inizio luglio, sperando di venire rieletto con un’elezione suppletiva e distogliere così l’attenzione dai presunti finanziamenti illeciti.

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