Uno dei più gravi incendi che abbiano mai colpito la Spagna
In Andalusia sono morte 12 persone ed è stata distrutta un'area di 66 chilometri quadrati: ora la situazione sta un po' migliorando
- Condividi
- X
- Regala il Post

altre
foto
L’incendio che da giovedì sera si è sviluppato nel comune di Los Gallardos, nella regione dell’Andalusia, è uno dei più gravi della storia della Spagna. Almeno 12 persone sono morte e 8 sono ferite, di cui 4 in modo grave. Ci sono poi altre 23 persone che sono considerate disperse, anche se le autorità locali hanno detto che tra loro ci sono cittadini stranieri difficili da contattare che non è detto si trovassero nell’area colpita dall’incendio.
Raramente ci sono stati incendi che hanno fatto un numero maggiore di morti: è capitato nel 1984, a La Gomera, una delle Isole Canarie, e nel 1979 a Lloret de Mar, vicino a Barcellona. Erano morte rispettivamente 20 e 21 persone. L’incendio ha bruciato un’area di più di 66 chilometri quadrati, un’estensione comparabile a quella di una città italiana di medie dimensioni, come Salerno.
L’incendio è ancora attivo, e nella zona sono al lavoro centinaia di pompieri per cercare di controllarlo. Sabato le condizioni meteorologiche sono migliorate un po’, rispetto ai giorni scorsi: il vento che aveva contribuito ad alimentare le fiamme è calato, e il tasso di umidità dell’aria è cresciuto.
Finora i pompieri avevano soprattutto cercato di evitare che l’incendio si propagasse; sabato mattina però il ministro regionale della Sanità e delle Emergenze Antonio Sanz ha detto che grazie alle condizioni un po’ più favorevoli sarà possibile «passare al contrattacco» e provare a spegnerlo.
Le autorità spagnole non sono ancora riuscite a identificare le 12 persone morte negli incendi. Venerdì le autorità locali avevano ipotizzato che alcune di loro potessero avere cittadinanza britannica, dal momento che erano state trovate all’interno di automobili che avevano la guida a sinistra, come si usa nel Regno Unito.
Dai corpi sono stati prelevati dei campioni per poter analizzare il loro DNA e compararlo con quello dei familiari delle persone scomparse, che sono arrivati sul luogo degli incendi per donare campioni del proprio, e cercare eventuali corrispondenze.

Alcuni pompieri al lavoro per contenere l’incendio a Los Gallardos, il 10 luglio 2026 (AP/Gregorio Marrero)
Il governo dell’Andalusia ha anche ricevuto alcune critiche per non avere utilizzato il sistema chiamato “ES-Alert”, che permette di avvisare con un messaggio sul cellulare tutti gli abitanti di una determinata zona in caso di emergenza. Non è la prima volta che succede: nel 2024 a Valencia 224 persone morirono dopo alluvioni disastrose, e il governo aveva attivato il sistema di allarme con diverse ore di ritardo.
Sanz si è difeso sostenendo che un sistema come ES-Alert è programmato per mandare lo stesso tipo di messaggio a tutti gli abitanti di una zona, e che per questo non è indicato in caso di situazioni come quella dell’incendio di Los Gallardos, dove le persone hanno dovuto seguire raccomandazioni diverse a seconda della situazione: «in alcune aree bisognava confinare le persone, in altre evacuarle, in altre ancora evacuarle attraverso una via diversa», ha detto.
Quello di Los Gallardos non è l’unico incendio attivo in questo momento in Spagna. Altri incendi più piccoli sono in corso a Rute, vicino a Córdoba; a Mont-roig del Camp, vicino a Tarragona, dove sono state sfollate più di mille persone; ci sono poi anche diversi incendi nella regione di Castilla y León, nella Spagna nord-occidentale. Sabato AEMET, l’agenzia statale di meteorologia, ha anche diffuso un’allerta per il rischio di incendi molto elevato su gran parte del paese, a causa della siccità e del caldo.










