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  • Venerdì 10 luglio 2026

Se la FIFA va da una parte, l’UEFA va dall’altra

La federazione del calcio globale e la confederazione del calcio europeo hanno interessi diversi, e presidenti avversi: perché?

Aleksander Čeferin e Gianni Infantino nel 2024 (Daniele Buffa/Image Sport, via Getty Images)
Aleksander Čeferin e Gianni Infantino nel 2024 (Daniele Buffa/Image Sport, via Getty Images)
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La FIFA e la UEFA sono le due più importanti organizzazioni del calcio mondiale, dato che ne gestiscono gli interessi rispettivamente per il mondo e per l’Europa, dove ci sono i tornei e le squadre più ricche e forti. Da decenni hanno, almeno sulla carta, il comune obiettivo di far crescere il calcio in Europa e nel mondo, ma soprattutto negli ultimi anni sono spesso in disaccordo, e quindi in competizione.

Di mezzo ci sono interessi a volte in contrasto, visioni diverse sul futuro del calcio, e la volontà dell’UEFA di distanziarsi e differenziarsi da quello che decide di fare la FIFA. C’è poi la competizione personale tra i loro due presidenti: lo svizzero Gianni Infantino e lo sloveno Aleksander Čeferin, entrambi alla guida di FIFA e UEFA dal 2016. C’entra insomma il calcio, ma anche molto la politica, le divergenze e le ambizioni personali dei due presidenti. Di certo ci sono ostilità reciproche, e già nel 2025 The Athletic si chiese se FIFA e UEFA fossero impegnate in una «forever war», una guerra eterna.

Una grande prova recente è stato il modo in cui l’UEFA ha criticato la FIFA per la sua gestione della squalifica sospesa all’attaccante statunitense Folarin Balogun prima dell’ottavo di finale contro il Belgio, che in quanto squadra europea è parte di entrambe le organizzazioni. «Esprimiamo la nostra incredulità per una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile», ha scritto l’UEFA in un duro comunicato contro la FIFA, accusandola di aver «superato una linea rossa».

Folarin Balogun dopo il cartellino rosso (Maja Hitij – FIFA/FIFA via Getty Images)

Ma già prima c’erano stati tanti altri segnali della contrapposizione tra UEFA e FIFA, tra Čeferin e Infantino. Due che, come ha notato Matt Hughes sul Guardian, «nonostante una comune tendenza a girare il mondo e un forte interesse per il proprio tornaconto, sono di rado nello stesso posto allo stesso momento». Secondo l’esperto giornalista sportivo Paolo Condò non si sbaglia a parlare di “FIFA di Infantino” e di “UEFA di Čeferin”: «La personalizzazione è necessaria perché nello scontro di potere in corso l’antipatia tra presidenti ha un ruolo», ha scritto per Sky Sport.

La FIFA (Fédération Internationale de Football Association) esiste dal 1904, quando tra l’altro fu fondata da federazioni solo europee: regola e governa il calcio globale, e soprattutto organizza i Mondiali. È formata da 211 federazioni mondiali, a loro volta raggruppate in sei federazioni continentali. Quelle di Africa, Asia, America centrale e settentrionale, Sudamerica, Oceania e, per l’appunto, Europa.

L’UEFA (Union of European Football Associations) c’è dal 1954. È la confederazione, ora formata da 55 federazioni, che organizza gli Europei per nazionali e le competizioni europee per squadre di club, quindi soprattutto la Champions League, la principale competizione europea che è anche la più prestigiosa al mondo.

Prima di essere eletto – un po’ a sorpresa – presidente della FIFA, Infantino ne era stato segretario generale per sette anni.

Pur con molta autonomia in molti aspetti, l’UEFA è soggetta ai regolamenti della FIFA, per esempio sui trasferimenti dei calciatori o sul loro passaggio da una nazionale all’altra. Soprattutto, ne fa parte: al punto che Čeferin è vicepresidente del Consiglio della FIFA, il suo principale organo strategico e decisionale.

L’UEFA vuole difendere gli interessi di squadre, nazionali e tornei europei. La FIFA pensa invece al calcio mondiale, come si vede bene dal fatto che da questi Mondiali ha alzato il numero di squadre da 32 a 48. Tra le due, l’UEFA è quella più ricca: solo con la Champions League guadagna ogni anno circa 5 miliardi di euro. La FIFA guadagna circa 12 miliardi di euro ogni quattro anni, la maggior parte dei quali grazie ai ricavi dei Mondiali maschili.

Le divergenze tra le due organizzazioni si sono intensificate da quando Infantino e Čeferin ne sono presidenti. Una prima grande prova arrivò nel 2021, quando la FIFA provò, per ora senza successo, a rendere i Mondiali biennali anziché quadriennali, come sono da sempre. La UEFA si oppose perché farlo avrebbe creato problemi agli Europei, che sono anche loro ogni quattro anni, però in anni alterni rispetto ai Mondiali.

Anche i Mondiali per club, che potrebbero entrare in competizione con la Champions League europea, fanno litigareda anni – UEFA e FIFA. Pure in questo caso, per gli stessi motivi, la FIFA vorrebbe allargare il torneo a sempre più squadre: erano 6 e poi 7; ora sono 32 e la FIFA vorrebbe farle diventare, pure queste, 48. Di fatto provando ad assimilare il torneo, almeno nella forma, ai ben più seguiti Mondiali per nazionali.

Infantino e Čeferin nel 2017 (Mike Hewitt – FIFA/FIFA via Getty Images)

Insomma: la FIFA vuole crescere e allargarsi. E visti i pochi spazi e tempi liberi del calcio moderno, per farlo deve togliere spazio e tempo all’UEFA.

Ma non c’è solo questo. Nel 2025 Čeferin e altri rappresentanti di alcune federazioni calcistiche europee lasciarono il Congresso che la FIFA che stava tenendo in Paraguay per protesta contro gli «interessi politici privati» di Infantino, che era arrivato in ritardo perché impegnato in un incontro in Medio Oriente con, tra gli altri, il presidente statunitense Donald Trump e Mohammed bin Salman, il principe ereditario che di fatto governa l’Arabia Saudita.

– Leggi anche: Tutte le volte che Infantino ha provato a compiacere Trump

Più di recente, l’UEFA ha più volte preso posizioni in evidente contrasto con quelle della FIFA, a volte addirittura come reazione diretta a quelle posizioni. Se la FIFA ha problemi con i costi dei biglietti, l’UEFA fissa un tetto massimo per quelli degli Europei. Se la FIFA esclude un arbitro somalo dai Mondiali, l’UEFA decide di fargli arbitrare – pur non essendo lui europeo – una sua importante partita. Se la FIFA decide di punire, a certe condizioni, i calciatori che parlano in campo coprendosi la bocca, l’UEFA non lo fa. Se la FIFA impone un criticato hydration break nelle partite dei Mondiali, l’UEFA chiarisce che gli Europei non avranno simili pause.

Non è facile, però, dire il perché di tutti questi contrasti, cosa è dovuto a diversi punti di vista, cosa alla volontà dell’UEFA di opporsi alla FIFA, e cosa ai contrasti personali tra Čeferin e Infantino. «Molto in questa disputa è personale e politico», ha scritto Hughes sul Guardian, «ma nella sede dell’UEFA [che così come quella della FIFA è in Svizzera] c’è anche una generale sfiducia verso il modo in cui la FIFA sembra essere gestita».

C’è poi anche una questione di schieramenti, di posizionamenti (Infantino è molto interessato a compiacere Trump, mentre l’UEFA si interessa di questioni europee), ma forse anche di elezioni imminenti. Sia quelle dell’UEFA che quelle della FIFA saranno nel marzo del 2027. È molto probabile che Infantino si ricandiderà a quelle della FIFA, mentre Čeferin già nel 2024 disse di non volersi ricandidare a quelle dell’UEFA perché «stanco del Covid, di due guerre» e del tentativo di alcune squadre di creare una Super Lega che facesse concorrenza alla Champions League. Non è chiaro, per il momento, se si candiderà invece a quelle della FIFA.