Tom Hanks assomiglia ai suoi personaggi

Che sono spesso gentili e affabili, qualità riconosciute anche fuori dal set a uno dei più importanti attori di Hollywood, oggi settantenne

Tom Hanks sul red carpet del festival del cinema di Cannes per il film Asteroid City(REUTERS/Gonzalo Fuente)
Tom Hanks sul red carpet del festival del cinema di Cannes per il film Asteroid City
(REUTERS/Gonzalo Fuente)
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Nel corso della sua lunga e prolifica carriera l’attore statunitense Tom Hanks, nato il 9 luglio di settant’anni fa, ha interpretato in più occasioni personaggi accomunati da una spiccata bontà d’animo e da modi gentili e affabili: le stesse qualità che vengono riconosciute all’attore nella vita reale da chiunque abbia avuto l’occasione di intervistarlo, condividere il set con lui o anche solo scambiare qualche parola.

In oltre 45 anni di carriera si è definito una sorta di canone dei personaggi-di-Tom-Hanks, che ha alcuni capisaldi: Forrest Gump, l’uomo dal basso quoziente intellettivo ma dalla grande bontà d’animo protagonista dell’omonimo film di Robert Zemeckis; o Viktor Navorski, il paziente e onesto viaggiatore che rimane bloccato nell’aeroporto in The Terminal; o ancora Paul Edgecomb, la guardia carceraria buona e compassionevole verso i detenuti del Miglio verde. Personaggi che praticano la gentilezza e si fanno amare, le cose che succedono anche con Hanks, come testimoniano molti aneddoti.

Nel 2008, quando stava girando Angeli e demoni a Roma, scortò all’interno del Pantheon una sposa che non riusciva a passare per via del trambusto legato alle riprese. Nel 2015 a New York, mentre passeggiava a Central Park, trovò per caso il tesserino di una studentessa della Fordham University e pubblicò una foto del documento su X (che ai tempi si chiamava ancora Twitter), premurandosi di nascondere il cognome: «Lauren! Ho trovato il tuo tesserino al parco. Se ti serve ancora, il mio ufficio ti contatterà. Hanx», scrisse. Un professore se ne accorse, e Hanks glielo fece recapitare. Nello stesso anno un cittadino di New York trovò una carta di credito che Hanks aveva smarrito, e gliela restituì. L’attore lo ringraziò pubblicamente.

A differenza di molti colleghi che hanno impiegato anni prima di dimostrare il proprio talento e conquistare ruoli importanti, Hanks ottenne parti da protagonista fin da quando cominciò a lavorare sui set, favorito anche dall’enorme successo della serie televisiva comica Henry e Kip, che agli inizi degli anni Ottanta lo rese un volto familiare a milioni di americani.

All’inizio però i personaggi che Hanks interpretava non erano poi così amabili. Tra i primi ci furono Rick Gassko, l’autista donnaiolo protagonista di Bachelor Party – Addio al celibato, e Richard Drew, il violinista scambiato per un agente segreto e finito nel mirino della CIA di L’uomo con la scarpa rossa.

Dopo questi primi lavori, la fama e la considerazione di Hanks aumentarono considerevolmente grazie a Ron Howard, che lo scelse per la parte di un fruttivendolo la cui vita viene salvata da una sirena in Splash – Una sirena a Manhattan (1984). Il film ottenne una candidatura per la miglior sceneggiatura originale agli Oscar, e consolidò la reputazione di Hanks come uno dei più promettenti attori emergenti di Hollywood.

Quattro anni dopo Hanks lavorò con Penny Marshall in Big, che con un’idea tutto sommato semplice – un 13enne che esprime il desiderio di diventare grande e si risveglia magicamente nel corpo di un adulto – riuscì a fare ottenere ad Hanks la prima nomination all’Oscar come migliore attore.

Fu il suo ruolo più importante degli anni Ottanta, decennio in cui Hanks si affermò come attore versatile e capace di fare bella figura in tutti i generi, dalla commedia (Casa, dolce casa?, Niente in comune, Turner e il casinaro e L’erba del vicino, per citarne alcune) al poliziesco (La retata), fino ai film di guerra (Dirsi addio).

Gli inizi degli anni Novanta per Hanks furono densi di enormi successi. Lavorò con alcuni tra i registi più importanti e rispettati al mondo, tra cui Brian De Palma, Jonathan Demme, Steven Spielberg e Robert Zemeckis, e ottenne uno status quasi impareggiabile a Hollywood. Vinse due Oscar come miglior attore protagonista consecutivamente (nel 1994 per Philadelphia e l’anno dopo per Forrest Gump), il primo a riuscirci dopo Spencer Tracy.

Nel 1999 rischiò di vincere il terzo con Salvate il soldato Ryan di Spielberg, in cui interpretò un capitano dell’esercito tormentato e tutto d’un pezzo, John H. Miller. Il film ottenne undici candidature agli Oscar e cinque premi. In quello per il miglior attore, però, Hanks fu superato da Roberto Benigni, che vinse con La vita è bella.

Nel 2002 Spielberg e Hanks tornarono a collaborare in Prova a prendermi. Racconta della fuga di Frank Abagnale Jr. (Leonardo DiCaprio), un truffatore poco più che adolescente molto abile nel far perdere le sue tracce, e degli sforzi di Carl Hanratty (Hanks), l’agente dell’FBI a cui viene affidato l’infausto compito di arrestarlo.

Nel mezzo Hanks aveva lavorato di nuovo anche con Zemeckis, probabilmente il regista che più di ogni altro ha saputo esaltare le sue doti da attore, interpretando un dirigente della FedEx finito su un’isola deserta in Cast Away (2000). In quel decennio Hanks lavorò anche con i fratelli Coen (Ladykillers) e con Sam Mendes (Era mio padre), e interpretò il protagonista dei film tratti da due fortunati bestseller di Dan Brown, Il codice da Vinci e Angeli e demoni.

Dagli inizi degli anni Dieci Hanks ha continuato a recitare con grande continuità, soprattutto in film ad alto budget. Oltre a girare altri due film con Spielberg (Il ponte delle spie e The Post), nel 2016 fu diretto per la prima volta da Clint Eastwood in Sully, incentrato sulla storia dell’aviatore statunitense Chesley Sullenberger.

Nella fase più recente della sua carriera, Hanks ha iniziato ad alternare ai ruoli principali interpretazioni più defilate ma altrettanto riconoscibili. Per esempio nel 2022 fu il colonnello Tom Parker, il controverso manager di Elvis Presley, nel biopic di Baz Luhrmann e Geppetto nel Pinocchio di Robert Zemeckis. È inoltre diventato uno degli attori feticcio di Wes Anderson, che lo ha scelto sia per Asteroid City (2023) sia per La trama fenicia (2025), il suo film più recente.

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