È stato il giugno più caldo per l’Europa occidentale

Le temperature sono state di circa 3 °C al di sopra della media degli ultimi decenni, superando il record dello scorso anno

(Claudia Chieppa/Anadolu via Getty Images)
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Il mese di giugno appena trascorso è stato il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale e il secondo più caldo a livello globale. Secondo i dati della collaborazione scientifica europea Copernicus, le temperature in Europa sono state di 3,06 °C al di sopra della media degli ultimi decenni, superando il record di giugno dello scorso anno, sempre per la parte occidentale del continente.

A livello globale il mese scorso è stato invece il secondo giugno più caldo mai registrato, con un aumento della temperatura media di 1,39 °C rispetto al periodo preindustriale, quando non veniva ancora immessa nell’atmosfera un’enorme quantità di gas serra per via delle attività umane.

(Copernicus)

L’ondata di calore di giugno e quella tra la fine del mese e luglio in buona parte dell’Europa hanno contribuito sensibilmente al nuovo record. Per giorni le temperature sono state ben al di sopra della media in Francia, Spagna, Regno Unito e parte della Germania e dell’Italia, con anomalie in diversi altri paesi compresi quelli del nord Europa.

Samantha Burgess, una ricercatrice di Copernicus, ha detto che questi record: «Mostrano un sistema climatico in continuo accumulo di calore. Il risultato sono ondate di calore sempre più intense, un oceano caldo in modo persistente e rischi crescenti per le persone, gli ecosistemi e le infrastrutture in tutta Europa e non solo».

(Copernicus)

Il blocco atmosferico che ha causato la recente ondata di calore, dovuto a un’area di bassa pressione sull’Atlantico e a una di alta pressione su buona parte dell’Europa centrale e del Mediterraneo, non è una novità e si è spesso manifestato nei mesi estivi. Negli ultimi anni si è però accentuato a causa del riscaldamento globale indotto dalle attività umane. La temperatura media è più alta, di conseguenza la base di partenza è superiore rispetto a quella di mezzo secolo fa. Ciò comporta ondate di calore non solo più intense, ma anche precoci e decisamente più durature.

Secondo le analisi del consorzio di scienziati World Weather Attribution, un’ondata di calore come quella tra fine giugno e inizio luglio in Europa sarebbe stata impossibile senza la crisi climatica.

I prolungati periodi di caldo hanno conseguenze per l’economia dei paesi coinvolti e per la salute di milioni di persone. Le autorità sanitarie francesi hanno stimato che ci siano state almeno mille morti in eccesso durante i tre giorni più caldi dello scorso mese, quando la Francia ha superato per tre volte consecutive il record di giorno più caldo mai registrato. Nel complesso, a giugno si stima che le morti in eccesso in Francia siano state almeno 2.700, ma le analisi sono ancora provvisorie.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha calcolato che oltre 200mila persone sono morte a causa del caldo anomalo in Europa negli ultimi quattro anni. Secondo l’OMS la maggior parte di questi decessi poteva essere evitata con politiche di sostegno per le persone fragili, dall’installazione dell’aria condizionata nei centri per le persone anziane alla costruzione di rifugi climatici nelle città dove si sviluppano spesso le isole di calore.

La notizia sul giugno più caldo in Europa occidentale è arrivata mentre diversi paesi europei affrontano un nuovo periodo di caldo, con massime che in alcuni casi hanno superato i 40 °C. Rispetto a giugno, l’escursione tra le temperature massime e le minime è più marcata e questo contribuisce a offrire un minimo di sollievo nelle ore notturne, rendendo il caldo meno rischioso rispetto a quello dell’ondata di caldo da poco finita.