I campioni del mondo del 2006, subito dopo i Mondiali
Alcuni andarono in Serie B, altri vinsero la Champions League, uno vinse il Pallone d'oro
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Il 9 luglio del 2006, vent’anni fa, la Nazionale italiana maschile di calcio diventò campione del mondo battendo la Francia nella finale dei Mondiali. Fu una partita molto equilibrata, in cui entrambe le squadre non vollero correre troppi rischi. Finì 1-1, fecero gol Zinedine Zidane su rigore, calciato con un cucchiaio, e Marco Materazzi di testa, e infine vinse l’Italia ai rigori.
La partita è ricordata, tra le altre cose, per la testata che Zidane diede a Materazzi e per una telecronaca molto intensa di Fabio Caressa e Giuseppe “Beppe” Bergomi per Sky Sport. «Abbracciamoci forte e vogliamoci tanto bene», urlò Caressa piangendo subito dopo il rigore decisivo segnato da Fabio Grosso. Anche una frase che disse il telecronista della Rai Marco Civoli diventò assai famosa: «Il cielo è azzurro sopra Berlino» (su DAZN c’è un documentario con quel titolo, che racconta tutti quei Mondiali).
La finale di quei Mondiali fu molto raccontata. Con quella precedente, la semifinale contro la Germania che giocava in casa, sono due delle partite più famose della Nazionale italiana. Fu anche l’ultima partita di calcio giocata da Zinedine Zidane, uno dei migliori giocatori al mondo, e forse la prima in cui gli arbitri presero una decisione importante (espellere Zidane) grazie ai replay visti a bordo campo, un po’ come avviene oggi col VAR. Più che della partita in sé, però, qui parleremo di cos’è successo subito dopo, a chi quei Mondiali li vinse.
Pochi minuti dopo la fine della partita, naturalmente, ci furono grandi festeggiamenti. Anzitutto in campo: molti giocatori baciarono la coppa (peraltro disegnata dallo scultore milanese Silvio Gazzaniga circa 30 anni prima), Materazzi le mise sopra uno strano cappello, il capitano Fabio Cannavaro la alzò. Anche tante persone in Italia si misero a festeggiare: alcune cronache scrissero di centinaia di migliaia di persone al Circo Massimo, a Roma, mentre a Milano la gente «si bacia anche se non si conosce».

Tifosi dell’Italia festeggiano la vittoria dei Mondiali del 2006 a Sydney, in Australia (Chris McGrath/Getty Images)
Nella notte, la nazionale italiana tornò nel luogo in cui si allenava e alloggiava durante i Mondiali, l’albergo Landhaus Milser a Duisburg, cinque ore a ovest di Berlino. Qui continuò la festa con le famiglie dei calciatori, che il giorno dopo la partita tornarono in Italia con un aereo privato. Partirono da Düsseldorf alle 16:55 e atterrarono all’aeroporto militare di Pratica di Mare, vicino Roma, alle 18:36. Durante il viaggio in aereo Cannavaro tagliò i capelli con un rasoio elettrico a Daniele De Rossi e Gennaro Gattuso.
La prima cosa che fecero in Italia fu un incontro istituzionale col presidente del consiglio di allora, Romano Prodi, a Palazzo Chigi. Andarono poi a festeggiare coi tifosi al Circo Massimo: il sindaco di Roma Walter Veltroni stimò in 700mila le persone presenti.

I calciatori dell’Italia campione del mondo nel 2006 festeggiano al Circo Massimo di Roma coi tifosi (Salvatore Laporta/Getty Images)
Come ricordò Fabio Grosso pochi minuti dopo la vittoria finale, la nazionale italiana in quei Mondiali non era una delle favorite, e nemmeno giocava a cuor leggero. Erano i mesi di Calciopoli, il più grande scandalo del calcio italiano e un bruttissimo colpo per la Serie A, in termini economici, sportivi e d’immagine. Diverse squadre, in breve, furono accusate di aver fatto pressioni per ottenere arbitri considerati più favorevoli nei loro confronti.
Il 4 luglio per esempio, giorno della semifinale contro la Germania (altra partita storica per l’Italia), il pubblico ministero Stefano Palazzi aveva chiesto la retrocessione in Serie C1 della Juventus e la revoca dello Scudetto vinto nella stagione 2004-2005, tra le altre cose. Il caso Calciopoli in realtà andò avanti per anni e tra le principali conseguenze ci furono la revoca degli Scudetti vinti dalla Juventus nelle stagioni 2004-2005 e 2005-2006 e la retrocessione in Serie B.
Buffon fu uno dei campioni del mondo che decise di rimanere alla Juventus per la stagione in Serie B, nonostante fosse un giocatore di livello ben superiore. Con lui rimasero anche Alessandro Del Piero e Mauro Camoranesi. Curiosamente, rimase alla Juventus anche l’unico giocatore che sbagliò il proprio rigore in quella finale dei Mondiali: l’attaccante francese David Trezeguet.
Fabio Cannavaro e Gianluca Zambrotta ricevettero offerte di alto livello e andarono a giocare al Real Madrid e al Barcellona. La Juventus li cedette per oltre 10 milioni di euro ciascuno, parecchi per l’epoca e per due difensori non più giovanissimi. Cannavaro vinse il Pallone d’oro, il premio individuale più importante nel calcio, nel novembre del 2006, e due campionati spagnoli nelle due stagioni successive.
Andò ancora meglio ai giocatori del Milan, che nella stagione 2006-2007 vinsero la Champions League, il trofeo più prestigioso per squadre europee. Ma non fu un percorso facile fin dall’inizio, tutt’altro. Il giornalista sportivo Giuseppe Pastore ricorda che 20 giorni dopo aver vinto il Mondiale Alessandro Nesta, Gennaro Gattuso, Andrea Pirlo, Alberto Gilardino e Filippo Inzaghi ricevettero «tutti la stessa telefonata da Milanello: vacanze interrotte, tra 10 giorni c’è il preliminare di Champions».
Mesi dopo, tutti e cinque giocarono nella finale di Champions League giocata ad Atene contro il Liverpool: fu una rivincita della finale di Istanbul di due anni prima, persa in modo clamoroso dopo essere stati in vantaggio di 3 gol. Il 23 maggio del 2007 invece Inzaghi fece due gol dei suoi: sul primo fu difficile capire se fosse stato più scaltro o fortunato, visto che una punizione calciata da Pirlo gli sbatté sulla spalla e finì in porta. Loro dissero che era stato uno schema, già riuscito peraltro in un derby contro l’Inter di qualche anno prima.
Lo Scudetto della stagione 2006-2007 fu vinto dall’Inter allenata da Roberto Mancini. Anche grazie all’acquisto, nell’estate 2006, dell’attaccante svedese Zlatan Ibrahimovic dalla Juventus, l’Inter fece 97 punti (allora un record) e fu certa della vittoria con ben cinque partite ancora da giocare.
L’unico campione del mondo dell’Inter, Marco Materazzi, fece 10 gol (di cui quattro su rigore) in quella stagione: tantissimi per un difensore centrale. Ne fece due già al Mondiale, di cui fu un protagonista inatteso. Gianni Mura su Repubblica scrisse: «Mi avessero mai raccontato che avrei visto un Mondiale con due gol di Materazzi, e lui determinante, non ci avrei creduto. Però è così».
Il capocannoniere della Serie A 2006-2007 fu Francesco Totti: fece 26 gol e vinse la Scarpa d’oro, il premio che viene assegnato al miglior marcatore d’Europa. L’anno prima l’aveva vinta un altro campione del mondo, Luca Toni della Fiorentina, che nell’estate del 2007 si trasferì in Germania, al Bayern Monaco.
I campioni del mondo dell’Italia del 2006 giocavano tutti in Serie A, nella stagione precedente ai Mondiali. Come detto, cinque nel Milan e cinque nella Juventus. La terza squadra con più giocatori convocati era il Palermo, ben quattro: Cristian Zaccardo, Andrea Barzagli, Simone Barone e Fabio Grosso (quest’ultimo subito dopo i Mondiali passò all’Inter, ma non andò bene). Era un Palermo molto forte, che nella stagione 2006/2007 arrivò quinto in campionato; ci giocavano, tra gli altri, gli attaccanti Edinson Cavani e Amauri e i centrocampisti Mark Bresciano e Fabio Simplicio.
Tre giorni dopo la finale dei Mondiali, il 12 luglio 2006, Marcello Lippi lasciò l’incarico di allenatore della nazionale. Anche qui c’entrava Calciopoli, nel cui processo era indagato il figlio di Lippi, Davide. Arrivò Roberto Donadoni, uno dei calciatori italiani più forti negli anni Novanta. Con Donadoni l’Italia uscì ai rigori nei quarti di finale agli Europei del 2008, contro la Spagna poi vincitrice del torneo.

Roberto Donadoni si allena coi giocatori dell’Italia prima di una partita degli Europei del 2008 (AP Photo/Michel Euler)
A chi perse la finale, comunque, andò peggio. Nei due successivi tornei (gli Europei del 2008 e i Mondiali del 2010) la Francia fu eliminata nella fase a gironi e in generale furono squadre disfunzionali, anche a causa del pessimo rapporto tra l’allenatore Raymond Domenech e uno dei giovani campioni francesi, Karim Benzema.
La stampa francese s’interrogò sui motivi della testata di Zidane, che incredibilmente incontrò l’arbitro che lo aveva espulso, l’argentino Horacio Elizondo. «Con Zizou abbiamo chiacchierato, cenato insieme, le nostre famiglie si sono conosciute. Ma di quella finale non abbiamo mai parlato, credo che per lui sia ancora una ferita aperta», ricorda Elizondo.
La finale del 2006 rimane l’ultima partita a eliminazione diretta vinta dall’Italia ai Mondiali. La Francia invece nel frattempo ha giocato altre due finali, vincendone una, nel 2018 e perdendo l’altra, nel 2022. Stasera gioca contro il Marocco nei quarti di finale.
– Leggi anche: Le foto di Germania 2006



