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  • Mercoledì 8 luglio 2026

Come gioca Messi

Cammina molto, ma si guarda anche molto attorno: una cosa che, unita alla sua tecnica, lo rende ancora determinante nonostante i 39 anni

Lionel Messi dell'Argentina durante la partita contro l'Egitto, ai Mondiali del 2026 (Julian Finney - FIFA/FIFA via Getty Images)
Lionel Messi dell'Argentina durante la partita contro l'Egitto, ai Mondiali del 2026 (Julian Finney - FIFA/FIFA via Getty Images)
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Per buona parte della partita degli ottavi di finale dei Mondiali maschili di calcio contro l’Egitto, l’Argentina ha giocato male. Quando mancavano circa venti minuti alla fine della partita, l’Egitto stava vincendo 2-0 e sembrava più probabile il gol del 3-0 che non una rimonta dell’Argentina. Invece è finita 3-2 per l’Argentina, e anche questa volta c’entra molto Lionel Messi, numero 10 e capitano della squadra, che con lui – in buona misura grazie a lui – vinse i Mondiali nel 2022.

Fino al 79° minuto Messi – otto volte vincitore del Pallone d’oro, il premio individuale più importante del calcio – non aveva combinato granché. Nel primo tempo aveva addirittura sbagliato per la seconda volta un rigore in questi Mondiali.

La rimonta clamorosa dell’Argentina però è per molti versi merito suo. Perché negli ultimi minuti, quando l’Argentina sembrava ormai destinata a una sorprendente eliminazione, Messi ha risolto la situazione. Prima ha fatto l’assist a Cristian Romero per il gol del 2-1, con un cross perfetto (perfetto nel senso che per segnare di testa Romero nemmeno ha dovuto saltare). Poi Messi ha segnato il gol del 2-2, con un potente tiro sotto la traversa: un tiro difficile, arrivato al termine di un’azione confusa nella quale Messi aveva provato due cross.

La palla «è tornata da Messi perché gli vuole bene», ha detto in telecronaca per DAZN Andrea Marinozzi. Non è così, ovviamente; ma a volte la sensazione è comprensibile. In realtà, spesso, il fatto è che Messi è talmente in grado di capire il calcio, prevedere dove finirà la palla, da dare la sensazione che succeda il contrario. È lui, insomma, che vuole molto, molto, molto bene alla palla.

Gli highlights della partita, dal momento in cui Messi ha iniziato a fare Messi

È una delle cose che si dicono spesso di Messi: nonostante sia un giocatore assai meno veloce e rapido rispetto ad anni fa (ha da poco compiuto 39 anni), è ancora uno dei migliori al mondo – il migliore, a guardare i gol segnati in questi Mondiali – perché intuisce prima il gioco, prevede le azioni meglio degli altri e fa giocate importanti nei momenti decisivi delle partite. Tutte qualità che senza la sua tecnica, in particolare senza il suo piede sinistro, servirebbero poco, o comunque parecchio meno. Ma che unite a quella tecnica e a quel piede lo rendono determinante, affascinante da osservare.

Anzitutto, Messi si guarda continuamente intorno, molto più di tantissimi altri calciatori. Qualcuno dice che scannerizza il campo, per capire dove sono, dove stanno andando e dove potrebbero andare avversari e compagni, e per capire dove andare o in alternativa dove far andare il pallone.

Un video in cui Messi si guarda spesso attorno prima dell’assist per il gol di Nahuel Molina, in Argentina-Olanda, quarti di finale dei Mondiali del 2022

A volte quasi non si capisce come faccia Messi a pensare certe giocate. C’è chi parla di una sorta di «sesto senso», oppure di una «abilità preternaturale nel trovare spazi in cui far andare il pallone». Per chi non ci crede, è il raro, quasi unico, insieme di abilità, tecnica ed esperienza che fa sembrare impossibile quello che lui riesce a vedere e fare.

Messi gioca soprattutto sul centrodestra del campo. Nella Scaloneta, soprannome dato alla nazionale argentina allenata da Lionel Scaloni, Messi gioca con un altro attaccante – Julian Alvarez dell’Atletico Madrid o Lautaro Martinez dell’Inter – ma è uno dei pochi giocatori offensivi in campo. Per questo ha molte responsabilità offensive: gran parte del gioco dell’Argentina nell’ultimo terzo di campo, quello più vicino alla porta avversaria, passa dai suoi piedi.

Corre relativamente poco, meno di un tempo, ma è comunque in gran forma per la sua età. Non è mai stato granché dedito alla fase difensiva, e i suoi compagni di squadra sanno che è meglio lasciarlo libero di fare altro, altrove. Il centrocampista argentino Alexis Mac Allister dice che Messi non deve «sprecare energie in cose non necessarie».

Più che altro Messi cammina: in Argentina-Algeria è stato il giocatore che ha fatto meno chilometri: solo 6,8, di cui 4,2 camminando. Contro l’Austria per il 63 per cento del tempo in cui si è spostato in campo Messi lo ha fatto camminando. Per fare un paragone, l’attaccante inglese Harry Kane, che pure ha 32 anni, contro la Croazia ha camminato solo nel 34 per cento del tempo trascorso in campo, correndo in tutto più di 11 chilometri.

Messi fa almeno un gol da 9 partite di fila ai Mondiali, e ne ha segnati più di tutti nella storia (21). Ieri è diventato l’argentino con più assist ai Mondiali: sono 9 ed è un dato che conta, visto che ha superato l’altro argentino che ne aveva 8, Diego Armando Maradona. In questa edizione dei Mondiali è il calciatore con più gol (8), più tiri e più tiri in porta di tutti, tra le altre cose.

Per quanto impressionanti, tuttavia, i numeri raccontano solo una piccola parte del valore di Messi per l’Argentina. È il capitano, è il giocatore in funzione del quale tutti giocano, quello a cui affidarsi – letteralmente, passandogli la palla – nei momenti difficili. «Alza il livello del suo gioco» quando conta di più, ha detto l’ex calciatore Thierry Henry. Nel quarto d’ora finale contro l’Egitto, per dire, Messi da solo ha tenuto il pallone per il 10,7 per cento del tempo.

«La gente pensa che passiamo il tempo a parlare di tattica» ha detto Scaloni. «Lo facciamo, ma soprattutto passiamo molto tempo a capire Leo [come è più noto Messi, dal nome Lionel]. Dove gli piace ricevere il pallone, quando lo vuole e quando no». Sempre Scaloni ha aggiunto: «A volte scherzo con i giocatori e dico loro che prima di entrare in nazionale devi imparare una lingua, la lingua di Messi. Dopo che lo capisci, il calcio diventa più facile».

Il rapporto tra Messi e la nazionale argentina non è però sempre stato questo. Tra 2014 e 2016 perse tre finali su tre: ai Mondiali contro la Germania e due volte in Copa América contro il Cile. Deluso da questi risultati e dalle critiche che ricevette in quanto ritenuto responsabile di quelle non vittorie, Messi – che già era capitano e numero 10 della squadra – smise di giocare con l’Argentina. Per fargli cambiare idea, tantissimi argentini lo pregarono di non lasciare la nazionale. Mauricio Macri, allora presidente del paese, per convincerlo a tornare lo definì «un dono di Dio».

Anche ai Mondiali, Messi ha avuto anni difficili. Nell’edizione del 2010 per esempio fece il record per il maggior numero di tiri (29) senza segnare nemmeno un gol.

In altri momenti la carriera di Messi sembrava finita, o perlomeno destinata a un livello inferiore. Non andarono bene le sue due stagioni al Paris Saint-Germain, tra 2021 e 2023, e quando andò a giocare all’Inter Miami, negli Stati Uniti, era lecito attendersi un finale di carriera in discesa, un po’ triste e crepuscolare. Invece Messi è ancora qui: giocherà nei quarti di finale contro la Svizzera domenica 12 luglio, alle 3 di mattina.