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  • Venerdì 3 luglio 2026

All’ultimo funerale di una Guida Suprema molte cose andarono storte

Fu quello di Ruhollah Khomeini nel 1989, partecipatissimo e talmente concitato che la bara cadde più volte

La folla circonda il corpo di Ruhollah Khomeini durante i funerali del 6 giugno 1989 a Teheran
La folla circonda il corpo di Ruhollah Khomeini durante i funerali del 6 giugno 1989 a Teheran (AP Photo)
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Il grande funerale di Ali Khamenei, che inizierà sabato in Iran, sarà il secondo di una Guida Suprema, la massima carica politica e religiosa del regime. Il primo fu quello di Ruhollah Khomeini, il fondatore della repubblica islamica e il mitizzato artefice della rivoluzione del 1979, nonché il predecessore di Khamenei. Fu un evento storico ed enorme, in cui molte cose non andarono come previsto.

Il funerale di Khomeini si tenne il 6 giugno del 1989 a Teheran, e fu un evento partecipatissimo e caotico. Tuttora è il funerale a cui hanno partecipato più persone in relazione alla popolazione di uno stato: più di 10 milioni, circa un sesto della popolazione iraniana dell’epoca. In questi giorni il sindaco di Teheran, Alireza Zakani, ha sostenuto che al funerale di Khamenei sono attese 20 milioni di persone.

Khomeini era morto il 3 giugno di infarto, 11 giorni dopo essere stato ricoverato in ospedale per un’operazione all’intestino. Aveva 86 anni. Nei giorni successivi la bara fu esposta in una teca di vetro refrigerata posizionata sulla spianata davanti alla Grande Moschea di Teheran, in modo che i sostenitori potessero andare a rendergli omaggio.

Il 6 giugno faceva caldo – c’erano circa 33 °C – e vennero usati i camion dei pompieri di Teheran per cercare di refrigerare la folla che si era radunata sulla piazza. I presenti si battevano il petto e la testa, come si usa nell’Islam sciita per esprimere dolore. L’inviato del New York Times John Kifner scrisse che, malgrado i cori propagandistici di «morte all’America», gli iraniani furono amichevoli coi giornalisti stranieri perché grati che fossero venuti a raccontare il funerale.

– Leggi anche: Per l’Iran il funerale di Ali Khamenei è una dimostrazione di forza

La cerimonia prevedeva una processione, ma si smise di seguire il programma praticamente subito. Il corteo funebre partì dopo una preghiera di pochi minuti e venne fermato dopo aver percorso solo qualche centinaio di metri. Migliaia di persone si accalcarono, cercando di toccare il legno della bara di Khomeini, che cadde più volte. A quel punto le persone cercarono di prendere un pezzo del suo sudario, rischiando di trascinare per terra il corpo.

Il fotogiornalista francese Eric Bouvet, che assistette ai funerali, ha raccontato che fu impressionante. Era rimasto bloccato nella ressa e la scena, con la bara strattonata, gli parve inaudita per quanto era rispettato, venerato e potente Khomeini.

Alcuni membri dei Guardiani della Rivoluzione, che già allora erano il corpo militare più indottrinato e potente dell’Iran, avevano il compito di trasportare a spalla la bara fino a un furgoncino che l’avrebbe poi portata in processione. Spararono in aria per cercare di disperdere la folla, senza riuscirci, e bastonarono le persone che si avvicinavano alla bara per toccarla. Nei tumulti fu ferito anche il figlio di Khomeini, Ahmad, inizialmente considerato un suo possibile successore.

Una veduta aerea dei funerli

Una veduta aerea dei funerali (Georges De Keerle/Getty Images)

La processione fu interrotta: arrivò un elicottero militare su cui fu caricata e portata via la bara. A causa del caos si disse che la sepoltura avrebbe potuto essere rimandata di un giorno: si avvicinava infatti il tramonto e i precetti islamici vietano di seppellire i defunti dopo l’imbrunire. Probabilmente, far circolare questa voce servì ai media per convincere la folla a disperdersi.

Alla fine, dopo cinque ore, l’elicottero atterrò direttamente al cimitero di Behesht-e Zahra, a sud di Teheran. In quello stesso luogo, nel febbraio del 1979, Khomeini aveva fatto il primo discorso dopo il suo trionfale ritorno dall’esilio in Francia. La cerimonia, più rapida e altamente presidiata dai servizi di sicurezza, è considerata un secondo funerale. Stavolta, al posto della bara di legno, il corpo era in una specie di container di metallo, sigillato. La folla riuscì comunque a rompere il cordone di sicurezza.

Nei tumulti di quel giorno morirono almeno otto persone e ne rimasero ferite 11mila. Un precedente intermedio, per dimensioni, tra il funerale di Khomeini e quello di Khamenei è stato nel 2020 quello del generale Qassem Suleimani, ucciso dagli Stati Uniti: anche lì, secondo i media iraniani, parteciparono milioni di persone e nella ressa morirono in 50.