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  • Venerdì 26 giugno 2026

Perché l’Ucraina attacca la Crimea

I droni colpiscono infrastrutture militari ed energetiche e stanno provocando una crisi feroce: è una questione di pressione politica

L'attacco con un drone a un palazzo storico di Sebastopoli, in Crimea (Sevastopol Mayor Mikhail Razvozhaev's Telegram channel via AP, File)
L'attacco con un drone a un palazzo storico di Sebastopoli, in Crimea (Sevastopol Mayor Mikhail Razvozhaev's Telegram channel via AP, File)
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Le forze ucraine sostengono di aver colpito e distrutto con i droni un ponte ferroviario che collega la penisola di Crimea agli altri territori ucraini occupati dalla Russia. «Il ponte ferroviario del Canale della Crimea settentrionale non esiste più», ha scritto l’esercito ucraino in un comunicato. Negli ultimi giorni sono stati colpiti anche altri ponti, stazioni radar, sistemi di difesa aerea russi, stazioni elettriche, depositi di carburante e così via.

Gli attacchi dell’Ucraina contro le infrastrutture militari ed energetiche in Crimea si stanno facendo sempre più intensi ed efficaci, e stanno mettendo in enorme difficoltà le autorità russe, che da anni lavorano per integrare la Crimea occupata nello stato russo dal punto di vista economico, sociale e dei trasporti. Le operazioni ucraine stanno cercando di annullare questo lavoro: «Sembra che molto presto la Crimea diventerà un’isola», ha detto il ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov. Il governatore della Crimea nominato dalla Russia, Sergei Aksyonov, ha dichiarato venerdì lo stato di emergenza economica.

La Crimea fu occupata dalla Russia nel 2014. Poi, con l’invasione su larga scala del 2022, la Russia occupò i territori ucraini a nord della Crimea, assicurandosi un accesso diretto alla penisola. Da allora ha costruito ponti, autostrade e infrastrutture, e ha fatto di tutto per fare in modo che quel territorio fosse pienamente assimilato.

Per la Russia la Crimea ha un’importanza strategica e storica: strategica per la sua posizione geografica nel mar Nero; e storica perché è sempre stata considerata una parte vitale prima dell’Impero russo e poi dell’Unione Sovietica. Per decenni, inoltre, la Crimea è stata il luogo in cui milioni di cittadini sovietici trascorrevano la villeggiatura, e molte persone in Russia non hanno mai smesso di pensare alla penisola come a un proprio territorio.

Negli ultimi mesi però l’Ucraina ha intensificato gli attacchi con droni contro la Crimea, con l’obiettivo di isolarla. Per questo anzitutto è stata attaccata l’autostrada R-280, che collega la penisola con la Russia passando per i territori ucraini occupati. Gli attacchi sono poi proseguiti contro i ponti che collegano la penisola con il resto del continente, e contro i traghetti che trasportano merci dalla Russia.

Poi i droni hanno continuato a colpire infrastrutture russe in Crimea. Gli ucraini si sono concentrati soprattutto sulle infrastrutture energetiche come raffinerie, depositi di carburante, centrali elettriche. La Crimea dipende dalle importazioni energetiche dalla Russia, e la conseguenza degli attacchi ucraini è una crisi energetica feroce: domenica le autorità filorusse hanno sospeso del tutto la vendita del carburante ai privati perché ormai non ce n’è abbastanza, e hanno detto che verrà venduto soltanto alle «agenzie governative che assicurano il funzionamento» del territorio.

– Leggi anche: In Crimea manca il carburante

Alcune aree della penisola sono interessate da blackout frequenti, perché manca anche l’elettricità, e altre sono colpite da attacchi di droni ormai quotidiani. Di conseguenza la stagione turistica è rovinata e le autorità sono in pieno stato di emergenza.

L’Ucraina in questo momento non spera davvero di poter riconquistare la Crimea: sebbene negli ultimi mesi l’esercito ucraino sia riuscito a recuperare lentamente terreno nell’est del paese, la Crimea è un obiettivo lontano e al momento inarrivabile dal punto di vista militare.

Gli attacchi hanno invece altri due obiettivi. Il primo è di aumentare il costo della guerra per la Russia: fare in modo che la guerra non danneggi soltanto il territorio ucraino, ma anche quello russo, e aumentare in questo modo la pressione politica sulle autorità russe.

Il secondo obiettivo è mostrare alla popolazione locale l’impotenza delle autorità russe. Questo è particolarmente rilevante in Crimea, dove una parte consistente della popolazione ha accettato l’occupazione russa, anche grazie alla promessa del regime di Vladimir Putin di investimenti, integrazione e sviluppo economico. L’Ucraina sta cercando di rendere inattuabile quella promessa.

Gli attacchi dell’Ucraina contro le infrastrutture militari ed energetiche in Crimea si accompagnano a quelli fatti più in generale contro il territorio russo, che stanno mettendo in difficoltà il regime di Putin. Sono tutti una risposta ai bombardamenti quotidiani con droni e missili che la Russia compie sulle città ucraine.

Negli scorsi giorni il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che le operazioni militari ucraine contro obiettivi russi, compresa quella in Crimea, sono «calcolate con cura» e che hanno l’obiettivo di «creare le condizioni per costringere la Russia a scegliere la pace».

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