In Crimea le autorità filorusse hanno sospeso la vendita di carburante per la carenza causata dagli attacchi ucraini

Le code alle pompe di benzina dei giorni scorsi a Sinferopoli, in Crimea, 12 gugno 2026 (AP Photo)
Le code alle pompe di benzina dei giorni scorsi a Sinferopoli, in Crimea, 12 gugno 2026 (AP Photo)

Le autorità russe che governano la Crimea, la penisola ucraina occupata dalla Russia nel 2014, hanno sospeso la vendita di carburante alla popolazione perché non ce n’è abbastanza. La penuria è una conseguenza dei frequenti attacchi con droni ucraini alle infrastrutture petrolifere e alle vie di accesso al territorio, che puntano precisamente a ostacolare i rifornimenti verso le zone occupate.

L’ultimo di questi attacchi è avvenuto tra sabato e domenica, quando l’Ucraina ha colpito anche un deposito di carburante a Kerch. Il capo dell’amministrazione filorussa Sergey Aksyonov ha detto che sono state uccise quattro persone. La città sorge all’estremità dell’omonimo ponte, che è un passaggio fondamentale per i rifornimenti russi ed è spesso bersaglio degli attacchi ucraini.

La carenza di carburante in Crimea va avanti da settimane, e si è aggravata progressivamente. A inizio giugno era già stato introdotto un sistema di razionamento, con una quota massima garantita a ciascun cittadino, che però non era bastato a risolvere la situazione. Domenica Aksyonov ha detto che d’ora in poi il carburante verrà venduto soltanto alle «agenzie governative che assicurano il funzionamento» del territorio.