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  • Venerdì 26 giugno 2026

Gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran

Per la prima volta dopo l'accordo preliminare tra i due paesi, e in risposta a un attacco iraniano nello stretto di Hormuz

Navi ferme nello stretto di Hormuz in una foto dello scorso 11 giugno (Amirhosein Khorgooi/ISNA via AP)
Navi ferme nello stretto di Hormuz in una foto dello scorso 11 giugno (Amirhosein Khorgooi/ISNA via AP)
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Venerdì sera l’esercito statunitense ha attaccato alcuni obiettivi militari in Iran per la prima volta dall’accordo preliminare tra i due paesi per mettere fine alla guerra in Medio Oriente, firmato lo scorso 18 giugno. L’attacco statunitense è una ritorsione per un altro attacco, compiuto dall’Iran giovedì sera contro una nave portacontainer che stava attraversando lo stretto di Hormuz su una rotta che secondo il regime iraniano non era stata concordata.

Il comando delle forze armate degli Stati Uniti per il Medio Oriente (CENTCOM) ha detto che gli aerei statunitensi hanno colpito alcuni siti di stoccaggio di missili e droni iraniani, e i sistemi radar sulle coste. Al momento non risultano feriti.

Iran e Stati Uniti si sono accusati a vicenda di aver violato il cessato il fuoco, in vigore da aprile, ma al momento la ripresa della guerra non è negli interessi né dell’Iran né degli Stati Uniti. Un funzionario del ministero della Difesa statunitense sentito dal New York Times ha detto che gli attacchi sono circoscritti e non indicano un nuovo inizio di operazioni più ampie contro l’Iran.

I due paesi stanno negoziando per trovare un accordo definitivo, ma sulle questioni più complicate le loro posizioni restano inconciliabili. Tra queste c’è anche la gestione dello stretto di Hormuz, che l’Iran controlla dall’inizio della guerra e su cui applica un pedaggio, cosa inaccettabile per gli Stati Uniti. Prima della guerra dallo stretto transitava il 20 per cento delle esportazioni globali di petrolio e di gas naturale liquefatto: la sua chiusura ha causato una grave crisi energetica, che tra le altre cose ha fatto aumentare parecchio i prezzi.

– Leggi anche: Se c’è un accordo, perché negoziano?

Giovedì sera l’Iran aveva attaccato con un drone la nave Ever Lovely della Evergreen Marine, una compagnia navale di Taiwan. La nave stava navigando vicino alle coste dell’Oman, proseguendo su una tratta che secondo i Guardiani della Rivoluzione (il corpo armato più potente dell’Iran, che di fatto comanda e controlla lo stretto) non era stata concordata. Poche ore prima dell’attacco i Guardiani avevano avvertito tutte le navi di non procedere su rotte alternative a quella lungo le coste iraniane, più a nord, confermando la volontà dell’Iran di controllare il traffico nello stretto.