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  • Giovedì 25 giugno 2026

Gli aeroporti europei sono preoccupati dei nuovi controlli per i passeggeri extra-UE

Il sistema EES per prendere le impronte e scansionare i volti non funziona bene, e si prevedono grandi code e disagi

Un dipendente scansiona le impronte digitali durante una dimostrazione del nuovo sistema del nuovo sistema EES, presso il terminal dell’Eurotunnel a Folkestone, nel Regno Unito, 23 settembre 2025 (Jaimi Joy/Bloomberg/Getty Images)
Un dipendente scansiona le impronte digitali durante una dimostrazione del nuovo sistema del nuovo sistema EES, presso il terminal dell’Eurotunnel a Folkestone, nel Regno Unito, 23 settembre 2025 (Jaimi Joy/Bloomberg/Getty Images)
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Tra chi gestisce gli aeroporti europei c’è grande preoccupazione per i disagi e i ritardi che potrebbe causare il nuovo sistema di controllo per i viaggiatori in arrivo dai paesi extra europei, il cosiddetto “sistema di ingressi/uscite” (Entry/Exit System, o EES). Richiede che i passeggeri registrino le proprie informazioni biometriche, come la scansione del volto e delle impronte digitali, ma la sua introduzione graduale negli scorsi mesi è stata complicata da problemi tecnologici e lunghe code. Quest’estate si teme che le cose possano peggiorare.

L’amministratore delegato di Aeroporti di Roma Marco Troncone ha detto al Financial Times che «il processo si sta rivelando incompatibile con i picchi di afflusso che ci troveremo ad affrontare», e ha avvisato che probabilmente dovrà essere sospeso per evitare «disastri». Stefan Schulte, presidente di Airports Council International Europe, organizzazione che rappresenta gli aeroporti europei, ha dettoBBC che «i politici dovrebbero smettere di fare finta che EES funzioni. Non funziona».

L’EES è un sistema di controllo che è stato progressivamente introdotto negli aeroporti europei da ottobre del 2025: prevede la registrazione dei dati biometrici per tutti i viaggiatori provenienti da paesi al di fuori dell’area Schengen, la zona di libera circolazione di merci e persone che coinvolge quasi tutti i paesi dell’Unione Europea più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. I nuovi controlli valgono per chiunque non sia cittadino o cittadina dell’Unione, quindi anche per le persone provenienti dal Regno Unito.

Gli obiettivi di EES erano controlli più moderni, efficienti e veloci, con la possibilità di «opzioni self-service e la possibilità di fornire le informazioni personali in anticipo». Tuttavia il sistema spesso non funziona o è molto lento, e costringe a nuovi controlli i passeggeri che sono già passati attraverso il sistema e che da protocollo dovrebbero saltare la fila.

In molti aeroporti si sono verificate code lunghe anche parecchie ore, e che con l’aumento dei viaggiatori nel periodo estivo è facile peggiorino: l’associazione di categoria delle compagnie aeree IATA (International Air Transport Association) ha avvertito che i tempi di attesa potrebbero raggiungere anche le sei ore negli aeroporti più trafficati. Per Troncone, in una scala da 1 a 10 gli aeroporti sono preoccupati «8 o 9».

In alcuni casi le code sono state talmente lunghe che i passeggeri hanno perso l’aereo: all’inizio di giugno decine di passeggeri di un volo Ryanair diretto a Londra sono rimasti in Grecia. Alcune compagnie aeree, come Wizz Air, hanno esortato i propri passeggeri britannici a presentarsi con molto anticipo in aeroporto per scongiurare il rischio di perdere l’aereo.

Troncone e altri capi di aeroporti europei sostengono che, quando si formano code eccessive, difficili da gestire, l’unica soluzione pratica sia tornare temporaneamente ai controlli tradizionali con i timbri sui passaporti. Sebbene per farlo sia necessaria un’autorizzazione specifica della Commissione europea, alcuni aeroporti hanno già sospeso l’applicazione dell’EES per gestire meglio l’afflusso di passeggeri. È successo per esempio in alcuni aeroporti greci, dove i cittadini britannici sono stati fatti passare senza essere registrati dal sistema.

In alcuni paesi la situazione è poco chiara: a fine maggio Olga Kefalogianni, ministra del turismo della Grecia, aveva promesso che i passeggeri britannici non sarebbero stati sottoposti a controlli biometrici in Grecia quest’estate. Tuttavia successivamente il ministro degli Esteri Gerapetritīs ha smentito l’esistenza dell’esenzione.

Dall’altra parte la Commissione europea nega l’inefficienza del sistema. Un portavoce della Commissione ha dichiarato al Financial Times che «i lunghi tempi di attesa non sono legati al funzionamento dell’EES, ma a fattori preesistenti, come la carenza di personale, le limitazioni infrastrutturali e la concentrazione dei voli in determinate fasce orarie». Secondo la Commissione l’EES  è «pienamente operativo in tutti i paesi Schengen e funziona bene».