Su che aerei viaggia il papa

Non ce n'è uno fisso ma le compagnie nazionali mettono a disposizione i propri, con vari accorgimenti e a volte qualche intoppo

Papa Leone XIV si allontana dall'aereo di Iberia con cui sarebbe dovuto tornare in Italia, accompagnato dal re di Spagna Filippo VI, Tenerife, 12 giugno 2026 (Vatican Media via AP)
Papa Leone XIV si allontana dall'aereo di Iberia con cui sarebbe dovuto tornare in Italia, accompagnato dal re di Spagna Filippo VI, Tenerife, 12 giugno 2026 (Vatican Media via AP)
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L’aereo che venerdì avrebbe dovuto riportare papa Leone XIV in Italia dopo il suo viaggio apostolico in Spagna è un modello Airbus A320 della compagnia spagnola Iberia. È lungo poco meno di 40 metri e può portare fino a 171 persone. È insomma un aereo come tanti altri, riadattato un po’ per l’occasione: il Vaticano non ha un suo aereo privato e proprio per questo ieri, dopo che l’Airbus ha avuto un guasto, il re di Spagna Filippo VI ha prestato il suo jet Falcon al papa perché potesse tornare a Roma senza troppi ritardi.

Per i viaggi del papa vengono organizzati voli charter delle compagnie aeree, cioè in sostanza voli privati per il pontefice, il suo seguito di ecclesiastici – tra cui c’è sempre il segretario di Stato, la carica che in Vaticano è paragonabile a quella di un primo ministro con una estesa delega agli Esteri – e vari giornalisti italiani e internazionali (i cosiddetti vaticanisti). Da oltre sessant’anni, quando parte dall’Italia il papa viaggia con aerei di Alitalia (ora ITA Airways), contrassegnati sempre dallo stesso numero di volo: AZ4000. Quando torna usa solitamente aerei di una compagnia del paese in cui si trova. Di norma sono aerei con circa 200 posti, ma le dimensioni possono variare a seconda delle esigenze. I voli su cui viaggia il papa sono soprannominati anche “Shepherd One”, che in italiano vuol dire “pastore uno”, un po’ come l’Air Force One del presidente degli Stati Uniti.

Il primo volo papale fu organizzato da Alitalia nel 1964, quando Paolo VI visitò la Giordania. ITA Airways, la società italiana di proprietà dello Stato italiano che nel 2021 ereditò la struttura della storica e problematica compagnia di bandiera Alitalia, operò il suo primo volo papale nel dicembre del 2021, quando papa Francesco andò a Cipro.

C’è tutto un protocollo da seguire: in un’intervista di novembre a Business Insider l’amministratore delegato di ITA Airways, Joerg Eberhart, ha spiegato che la compagnia deve occuparsi della logistica in aeroporto, e che lui e altri dirigenti sono tenuti ad accogliere ogni volta il papa al terminal. Lo staff del papa porta il suo cibo e lo stemma del Vaticano da mettere sulla carlinga dell’aereo (la parte anteriore), mentre ITA allestisce tutti i posti dell’aereo con i colori del Vaticano. Il papa e la sua delegazione di cardinali, vescovi e staff siedono nei posti davanti, quelli più ampi e comodi, e i giornalisti in quelli dietro, come si vede in questo video della vaticanista Courtney Mares.

Il giornalista della CNN Christopher Lamb scrive che normalmente i vaticanisti pagano il prezzo di un biglietto per la classe business ma viaggiano sempre in economy. In cambio ovviamente possono incontrare il papa. Di solito infatti nei viaggi di ritorno il pontefice fa una breve conferenza stampa e risponde alle domande dei giornalisti che si trovano a bordo. Questo non è potuto succedere venerdì, visto che sul jet del re spagnolo c’era posto solo per il papa e il suo entourage più stretto, mentre i giornalisti hanno dovuto prendere un altro volo di Iberia per tornare indietro.

Ci sono anche altri vantaggi, secondo Lamb: «Il cibo è decisamente migliore sui voli papali, dove vengono serviti menu speciali con lo stemma del papa, che impreziosisce anche i poggiatesta».

I giornalisti sull’aereo di Iberia in attesa di partire da Tenerife, 12 giugno 2026 (AP Photo/Alessandra Tarantino)

In passato, quando non c’erano i sedili reclinabili, è successo che le prime file di posti dovessero essere smontate per lasciare spazio a un letto per il papa. Nel 2018 Alitalia aveva detto al Corriere che per un viaggio a Cuba di papa Benedetto XVI di sei anni prima avevano dovuto togliere circa 20 sedili delle prime file per fare spazio «a un letto, a una scrivania, all’angolo incontro. Abbiamo dovuto anche mettere dei crocifissi e un dipinto». Papa Francesco invece viaggiava in modo più modesto, scriveva il Corriere. Sugli aerei di Alitalia venivano anche affissi un quadro raffigurante la Madonna di Bonaria, protettrice dei naviganti, e un crocifisso.