Gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran per il secondo giorno di fila
Hanno colpito obiettivi nei pressi dello stretto di Hormuz, dopo che Trump aveva minacciato di attaccare «molto duramente»

Il comando centrale delle forze armate degli Stati Uniti per il Medio Oriente (CENTCOM) ha detto che mercoledì sera sono cominciati nuovi attacchi all’Iran. È il secondo giorno consecutivo di bombardamenti.
Il comando li ha presentati come «di auto-difesa», una formula usata in passato per attacchi di cui voleva ridimensionare la portata, ma al momento non ci sono informazioni sulla loro estensione. I media iraniani hanno riferito di esplosioni a Qeshm e Hengam, due isole nello stretto di Hormuz, e nel porto di Bandar Abbas. Secondo funzionari statunitensi, gli obiettivi sono sistemi radar e di difesa aerea nei pressi dello stretto.
Nel pomeriggio il presidente Donald Trump aveva minacciato attacchi più pesanti di quelli che Stati Uniti e Iran si erano scambiati nella notte tra martedì e mercoledì. Anche il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, aveva fatto dichiarazioni simili, dicendo che il comando «sarà impegnato stanotte».
Gli attacchi statunitensi erano ricominciati martedì, nonostante il cessate il fuoco, come ritorsione per l’abbattimento di un elicottero statunitense sullo stretto di Hormuz: le forze statunitensi avevano colpito centri di sorveglianza radar, stazioni di controllo e sistemi di difesa iraniani, sempre vicino allo stretto di Hormuz. L’Iran aveva risposto attaccando navi e basi statunitensi nei paesi del Golfo.



