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  • Mercoledì 10 giugno 2026

Stati Uniti e Iran hanno ripreso ad attaccarsi

I primi hanno risposto all’abbattimento di un loro elicottero su Hormuz, poi l’Iran ha attaccato le basi statunitensi nel Golfo

Un murale antiamericano a Teheran in una foto d'archivio (AP Photo/Vahid Salemi)
Un murale antiamericano a Teheran in una foto d'archivio (AP Photo/Vahid Salemi)
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Nella notte tra martedì e mercoledì ora italiana Iran e Stati Uniti hanno cominciato ad attaccarsi di nuovo. In serata le forze armate statunitensi avevano lanciato un attacco contro il territorio iraniano dopo che Donald Trump aveva accusato l’Iran di aver abbattuto un elicottero statunitense sullo stretto di Hormuz. L’Iran ha a sua volta risposto attaccando navi e basi statunitensi nei paesi del Golfo.

Martedì sera l’agenzia di stampa iraniana Fars aveva segnalato esplosioni in alcune località nella provincia di Hormozgan, che dà sul Golfo Persico, tra cui Kuhestak, Sirik e Minab. In un secondo momento il comando centrale delle forze armate degli Stati Uniti per il Medio Oriente (CENTCOM) ha detto che i jet dell’aeronautica e della marina statunitense hanno colpito diversi centri di sorveglianza radar, stazioni di controllo e sistemi di difesa iraniani vicini allo stretto di Hormuz.

I Guardiani della rivoluzione, il gruppo militare più potente dell’Iran e quello che di fatto governa il paese, hanno detto di aver compiuto in risposta un attacco con droni contro alcune navi della flotta statunitense nel Bahrein e di aver colpito 21 basi statunitensi nella regione. Il CENTCOM ha smentito: secondo le analisi preliminari delle autorità statunitensi, quasi tutti i missili iraniani sono stati intercettati. Al momento non sono stati segnalati feriti.

Nel frattempo mercoledì mattina le forze armate della Giordania hanno detto di aver abbattuto cinque missili iraniani diretti verso la parte centrale del paese, dove i Guardiani della rivoluzione dicono di aver lanciato un attacco contro una base militare statunitense. Per ora non risultano danni o feriti. Anche l’esercito del Kuwait ha fatto sapere che i suoi sistemi di difesa aerea stanno intercettando «obiettivi aerei ostili». Il ministero dell’Interno del Bahrein invece ha comunicato di aver attivato per la seconda volta nel giro di un’ora le sirene antiaeree per il rischio di attacchi iraniani.

– Leggi anche: I paesi arabi del Golfo cercano alternative a Hormuz

Martedì sera Trump aveva ordinato i primi attacchi sull’Iran come ritorsione per l’abbattimento dell’elicottero, che secondo un funzionario statunitense citato dal New York Times era stato abbattuto da un drone iraniano. In un post sul suo social, Truth, il presidente statunitense aveva detto che i due piloti a bordo dell’elicottero non erano rimasti feriti ed erano stati soccorsi, ma che gli Stati Uniti dovevano «necessariamente» rispondere all’attacco. L’Iran non aveva e non ha tuttora ammesso alcuna responsabilità per l’abbattimento.

Nelle ultime settimane Stati Uniti e Iran avevano minacciato più volte di ricominciare ad attaccarsi, e a fine maggio c’erano stati due attacchi statunitensi contro siti missilistici e contro una base militare iraniana. Finora comunque erano sembrati attacchi limitati, non in grado di compromettere il cessate il fuoco di inizio aprile tra Iran e Stati Uniti, ed esteso da Trump a tempo indefinito.

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