Le violente proteste anti-immigrazione a Belfast
Mercoledì sono proseguite per la seconda sera consecutiva: sono partite da un accoltellamento per cui è stato arrestato un uomo sudanese

Mercoledì a Belfast, la capitale dell’Irlanda del Nord, c’è stata la seconda sera consecutiva di proteste contro un accoltellamento compiuto lunedì per cui è stato arrestato e incriminato un uomo sudanese: nell’attacco un uomo è stato gravemente ferito.
Mercoledì centinaia di manifestanti si sono scontrati con la polizia, che ha cercato di disperderli usando cannoni ad acqua. Hanno tirato oggetti agli agenti e cercato di fare barricate improvvisate, in particolare nella zona di Newtownabbey, a nord della capitale. Martedì sera i manifestanti avevano incendiato case, automobili e cestini della spazzatura: c’erano stati oltre 60 interventi dei vigili del fuoco.
L’accoltellamento era stato ripreso in un video (visibile qui) che è circolato molto online, così come i tentativi di alcune persone di fermare l’aggressore fino all’arrivo della polizia. Alcune figure di riferimento dell’estrema destra, tra cui il miliardario Elon Musk e l’attivista Tommy Robinson, avevano incoraggiato le proteste.
Molti dei manifestanti che hanno partecipato ai disordini di questi due giorni sono giovani, vestiti di nero e incappucciati: in vari casi sono entrati con la violenza nelle case, hanno spaccato finestre e poi appiccato incendi mentre urlavano slogan contro l’immigrazione. Un anno fa c’erano state proteste simili, sempre con un movente razziale che è nuovo rispetto a quello politico radicato nella storia della regione.
L’accoltellamento era avvenuto verso le 22:30 di lunedì nella parte settentrionale di Belfast, nella zona residenziale di Kinnaird Avenue. Non è ancora chiaro cosa sia successo esattamente: l’uomo colpito ha circa 40 anni, si chiama Stephen Ogilvie e ha perso la vista da un occhio a causa dell’attacco, oltre ad aver subìto gravi ferite in faccia e sulla schiena. Sulla scena la polizia ha trovato un coltello da cucina.
L’uomo arrestato è accusato di tentato omicidio, di possesso di armi improprie e di minacce di morte. Si chiama Hadi Alodid, ha 30 anni, non era noto alla polizia e viveva nel Regno Unito dal 2023: aveva ottenuto lo status di rifugiato e aveva un permesso di soggiorno valido fino al 2028. Al momento si trova in carcere ed è previsto che ci rimanga almeno quattro settimane.
Mercoledì ci sono state proteste anche in un’altra città dell’Irlanda del Nord, Coleraine. Martedì c’erano state a Londonderry, Antrim, Newtownabbey, Ballymena e Bangor. Sono state in buona parte pacifiche, ma la polizia ha parlato di «focolai sporadici di disordine» anche altrove.



