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  • Lunedì 8 giugno 2026

Le accuse contro l’ex presidente del West Ham

Diverse donne citate in un'inchiesta di Times e BBC hanno accusato David Sullivan di aver sfruttato il suo potere per costringerle a fare sesso con lui

David Sullivan durante una conferenza stampa nel 2013 a Londra (Tom Shaw/Getty Images)
David Sullivan durante una conferenza stampa nel 2013 a Londra (Tom Shaw/Getty Images)
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Diverse donne hanno accusato il noto e influente imprenditore gallese David Sullivan di aver sfruttato la propria posizione di potere per costringerle a fare sesso con lui o per chiedere loro prestazioni sessuali. Sullivan, che ha 77 anni, è stato a lungo il presidente della squadra di calcio inglese del West Ham, ma prima ancora era stato il proprietario dei tabloid Daily Sport e Sunday Sport. In seguito aveva costruito una fortuna da oltre un miliardo di sterline nel settore del porno, grazie a un giro di sexy shop, riviste pornografiche e film erotici, e poi con il calcio.

Le accuse contro di lui sono state rese note in un’inchiesta congiunta del quotidiano britannico Times e del programma Panorama di BBC pubblicata lunedì.

I fatti contestati riguardano un periodo di alcuni decenni, a partire dagli anni Ottanta, e coinvolgono diverse donne che cercavano lavoro come modelle su riviste sportive come quelle di Sullivan. Quasi tutte hanno voluto restare anonime e nell’inchiesta sono state identificate con nomi di fantasia. I giornalisti che se ne sono occupati hanno verificato le loro testimonianze confrontandole con diari, verbali di polizia e intervistando amici e familiari, tra gli altri.

Dalle testimonianze raccolte emerge che Sullivan faceva sistematicamente pressioni alle aspiranti modelle, promettendo loro servizi fotografici sui suoi giornali e altre possibilità di carriera in cambio di sesso, a volte a pagamento.

Una di queste, chiamata Florence, ha raccontato che nel 1999, quando lei aveva 20 anni, Sullivan le aveva promesso che sarebbe stata una presenza fissa sulle copertine e negli inserti centrali dei suoi giornali se avesse fatto sesso con lui. Lei dice che si era rifiutata, e che lui l’aveva condotta in una stanza, le aveva tirato giù i pantaloni e l’aveva penetrata; poi, secondo il suo racconto, le avrebbe detto: «Congratulazioni, sarai una delle nostre nuove Sport girl e avrai un sacco di lavoro». Gli avvocati di Sullivan, che nega ogni accusa, ritengono questa versione dei fatti poco plausibile.

Altre due donne hanno raccontato di essersi sentite costrette ad assecondare le richieste sessuali di Sullivan per non rischiare di compromettere la loro carriera. Una di queste, chiamata con il nome di fantasia Anna, ha detto che durante una festa in un locale notturno dell’Essex quando lei aveva 17 anni Sullivan le aveva detto che l’avrebbe trasformata in una star, se lei gli avesse praticato sesso orale. Rebecca, un’altra donna che aveva avuto a che fare con lui, ha detto che Sullivan abusava del proprio potere e «sfruttava le persone vulnerabili».

David Sullivan e David Gold in posa per una foto allo stadio di Upton Park nel 2010, durante l’annuncio della loro copresidenza (Julian Finney/Getty Images)

Sullivan è tuttora l’azionista con il maggior numero di azioni del West Ham, che acquistò nel 2010 assieme al suo socio David Gold, diventandone presidente assieme a lui. Prima ancora era stato coproprietario del Birmingham City, e durante tutta la sua carriera nei media e nello sport si era sempre vantato di avere una vita sessuale molto attiva, confermata anche da un suo amico ed ex collaboratore citato nell’inchiesta. Non è chiaro se il West Ham o le altre sue società fossero al corrente degli abusi sessuali che gli vengono contestati.

Sabato, poco dopo che Times e BBC avevano annunciato la pubblicazione dell’inchiesta, Sullivan aveva comunicato le proprie dimissioni da presidente della squadra con effetto immediato. Aveva descritto le accuse contro di lui (ancora inedite) come «oggettivamente incorrette e interamente false», e aveva minacciato di denunciare per diffamazione sia BBC sia qualsiasi altro media avesse dato notizia di «accuse diffamanti» contro di lui. Il West Ham aveva precisato che nessuna delle accuse riguardava la squadra o le sue attività.

L’inchiesta parla di otto donne che hanno denunciato Sullivan per abusi o pressioni di tipo sessuale. Una di queste è Sacha Wall, l’unica ad aver accettato di essere citata per nome e cognome: ha raccontato che nel 1998, quando aveva 24 anni e stava cercando di diventare una modella, Sullivan le aveva promesso buone possibilità di carriera, se fosse diventata «una delle sue amiche speciali». Lei rifiutò e cercò di andarsene, racconta, mentre lui le faceva minacce velate.

Nel 2023 Wall decise di segnalare Sullivan alla polizia dell’Essex con l’obiettivo di aiutare altre donne, ma sei mesi più tardi la polizia decise di non procedere. Nel 2008 Sullivan era stato fermato sempre dalla polizia dell’Essex con l’accusa di aver aggredito sessualmente un’altra ragazza, ma non fu mai incriminato: secondo la polizia non c’erano prove sufficienti per sostenere le accuse.