David Sullivan, presidente della squadra di calcio inglese del West Ham, si è dimesso per alcune accuse legate alla sua vita privata

David Sullivan prima della partita tra West Ham United ed Everton a Londra, 25 aprile 2026 (Richard Pelham/Getty Images)
David Sullivan prima della partita tra West Ham United ed Everton a Londra, 25 aprile 2026 (Richard Pelham/Getty Images)

L’imprenditore gallese David Sullivan, copresidente della squadra di calcio inglese del West Ham United (o più semplicemente West Ham), si è dimesso con effetto immediato. La sua decisione è legata a una serie di accuse legate alla sua vita privata, risalenti a decenni fa, che lui ha descritto come «oggettivamente incorrette e interamente false»: in un comunicato ha spiegato che hanno a che fare con alcuni suoi presunti comportamenti inopportuni, che nega di aver mai avuto.

Sullivan, che ha 77 anni, fu a lungo proprietario dei tabloid Daily Sport e Sunday Sport, ma costruì la propria fortuna soprattutto nel settore del porno, grazie a un giro di sexy shop, riviste pornografiche e film erotici. Nel 2010 acquistò il 50 per cento del West Ham assieme a David Gold, suo socio in affari, e ne diventò presidente assieme a lui: con la morte di Gold, nel 2023, mantenne il ruolo di copresidente assieme a sua figlia, Vanessa Gold, e restò l’azionista con il maggior numero di quote della società.

Le accuse sono state formulate in un’inchiesta congiunta della BBC e del quotidiano britannico Times che dovrebbe essere pubblicata lunedì prossimo. Il West Ham, che a fine maggio è retrocesso dalla Premier League (il campionato inglese di calcio), ha detto che nessuna riguarda la squadra o le sue attività. Sullivan ha minacciato di denunciare per diffamazione sia la BBC sia qualsiasi altro media riferisca di «accuse diffamanti» contro di lui.