Israele ha risposto agli attacchi dell’Iran
Dice di avere colpito l’Iran occidentale e centrale come ritorsione per il lancio di missili balistici iraniani di domenica sera

Nella notte Israele ha risposto agli attacchi compiuti domenica sera dall’Iran contro il territorio israeliano. L’esercito israeliano ha fatto sapere di aver «colpito obiettivi militari del regime terroristico iraniano nell’Iran occidentale e centrale», compreso un impianto petrolchimico a Mahshahr, uno dei più importanti porti del paese vicino alla costa settentrionale del Golfo Persico. Dopodiché, nelle prime ore di lunedì, la televisione di stato iraniana ha segnalato una serie di esplosioni in tre città: Teheran, Tabriz e Isfahan. I quartieri più centrali di Teheran, secondo i media locali, non sarebbero stati colpiti. I media iraniani hanno anche detto che i dettagli sui danni e sulle «possibili vittime» degli attacchi israeliani saranno resi noti più avanti.
Domenica sera l’Iran aveva attaccato Israele per la prima volta dal cessate il fuoco dello scorso aprile. L’Iran aveva presentato gli attacchi come una ritorsione contro i bombardamenti di Israele in Libano, che il regime iraniano ha sempre detto di considerare una violazione del cessate il fuoco (un altro cessate il fuoco, quello tra Israele e Libano).
Da marzo le forze armate israeliane stanno occupando e bombardando il sud del Libano, sostenendo di voler eliminare le postazioni di Hezbollah, il gruppo politico e militare sciita alleato dell’Iran. Domenica, poco prima degli attacchi iraniani, Israele aveva bombardato anche la zona a sud di Beirut, colpendo due edifici residenziali.
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Nella mattinata di lunedì l’esercito israeliano ha fatto sapere che l’Iran ha lanciato una seconda serie di attacchi e dice di aver rilevato anche il lancio di un missile proveniente dallo Yemen. I sistemi di difesa aerea israeliani sono entrati immediatamente in funzione intercettando la maggior parte dei missili lanciati dall’Iran. Secondo il Magen David Adom, l’equivalente israeliano della Croce Rossa, gli attacchi iraniani non hanno causato né morti né feriti. I Guardiani della rivoluzione, il gruppo militare più potente dell’Iran e quello che di fatto governa il paese, hanno detto che l’obiettivo degli attacchi erano due basi dell’aviazione israeliana.
L’Iran ha anche sostenuto di avere colpito, nelle ultime ore, alcuni «gruppi terroristici» nel Kurdistan iracheno: non ha dato altri dettagli. Il Kurdistan iracheno è una regione autonoma dell’Iraq: ospita campi e basi di appoggio di gruppi ribelli di curdi iraniani, che l’Iran definisce organizzazioni terroristiche e che accusa di essere a servizio degli interessi degli Stati Uniti o di Israele.
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Come conseguenza dell’attacco iraniano, domenica la divisione delle forze armate israeliane che stabilisce chi può entrare nella Striscia di Gaza (COGAT) aveva già annunciato la chiusura di tutti i varchi che conducono dentro e fuori dal territorio fino a data da definirsi. Il COGAT l’aveva presentata come una misura di sicurezza necessaria che «non avrà alcun impatto sulla situazione umanitaria» della Striscia. La chiusura riguarda tra gli altri il varco di Rafah, al confine con l’Egitto, e quello di Kerem Shalom, nel sud-est della Striscia.

Una manifestazione a sostegno del regime iraniano a Teheran, 7 giugno 2026 (AP Photo/Vahid Salemi)



