Questa distesa di asfalto ospiterà uno stadio solo per Shakira

È uno dei molti modi con cui Madrid sta cercando di diventare la capitale mondiale della musica latina

I terreni dell'Iberdrola Music a Villaverde, Madrid, il 28 aprile 2026 (Valerio Clari/il Post)
I terreni dell'Iberdrola Music a Villaverde, Madrid, il 28 aprile 2026 (Valerio Clari/il Post)
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In queste settimane a Villaverde, quartiere della periferia sud di Madrid, non c’è in giro quasi nessuno. In un enorme spiazzo di cemento lavora una decina di operai, che stanno appoggiando tappeti di erba finta. A un lato dello spiazzo ci sono dei capannoni pieni di piastrelle e centri di assistenza per elettrodomestici. Dall’altro l’autostrada. Tutto intorno, campi coltivati. Fra meno di cinque mesi questa calma piatta sarà interrotta dall’arrivo di decine di migliaia di persone.

Lo spiazzo ospiterà uno stadio temporaneo da 50mila posti. Tutto intorno si materializzerà una specie di parco tematico chiamato Parco Macondo, lo stesso nome della città immaginaria pensata da Gabriel García Márquez in Cent’anni di solitudine. Dovranno anche essere costruiti centinaia di bagni, chioschi per il cibo, negozi, vie di fuga in caso di emergenza.

Tutto questo sarà in funzione di un unico enorme evento: dodici concerti consecutivi di Shakira, una delle popstar più famose al mondo, che renderanno Villaverde il centro europeo della musica latina, seppure temporaneamente, e attireranno circa 500mila persone.

Un rendering dello stadio Shakira, che verrà costruito e poi smontato (Studio BIG Bjarke Ingels Group)

Madrid sta cercando da tempo di proporsi come una capitale della musica latina, quasi sempre cantata in spagnolo. La sua ambizione si sposa bene con un certo gigantismo del pop contemporaneo: cioè la tendenza a organizzare tour o concerti giganteschi, realizzabili di fatto solo in alcuni luoghi, come la spaziosa periferia di una metropoli europea. Persino qui, però, gli eventi di questo tipo pongono dei problemi di sostenibilità.

Eppure il governo della comunità di Madrid, di centrodestra, difende con forza l’organizzazione dei dodici concerti di Shakira, che fanno integralmente parte dell’idea di città promossa dal governo. E anche l’entusiasmo pubblico attorno all’evento sembra notevole: la decima e l’undicesima data sono state aggiunte a marzo, dopo che i biglietti per le prime nove erano stati venduti quasi tutti, la dodicesima a inizio maggio.

Shakira ha 49 anni, è in giro da 35 (pubblicò il suo primo disco a 14 anni) ed è una delle artiste latinoamericane di maggior successo al mondo. Ultimamente vive un momento particolarmente fortunato: il tour Las mujeres ya no lloran, iniziato a febbraio  del 2025, ha già incassato oltre 420 milioni di dollari e venduto più di 3 milioni di biglietti. I dodici concerti di Madrid, fra il 18 settembre e l’11 ottobre, saranno una specie di gran finale, anche perché in Europa si esibirà solo lì.

Lo farà in uno stadio creato appositamente per lei, montato per l’occasione.

Shakira nella tappa del tour di Barranquilla, Colombia, il 20 febbraio 2025 (AP Photo/Fernando Vergara)

Non è un caso unico, ma esiste in realtà solo un precedente di queste dimensioni: la serie di concerti tenuti da Adele a Monaco di Baviera, in Germania, nello spazio fieristico Munich Messe. Nel 2024 per l’occasione fu costruito nel giro di un mese uno stadio da 80mila posti, che ospitò 10 concerti (730mila spettatori totali).

Quella serie di concerti aggiungeva una nuova dimensione al concetto di residency, sviluppatosi soprattutto negli Stati Uniti e a Las Vegas: una sorta di contratto esclusivo per ripetere lo stesso spettacolo, solitamente un “best of” delle proprie canzoni, per decine di date all’anno, sempre nello stesso posto. La residency di solito avviene in strutture esistenti. Per Adele e Shakira l’idea è stata quella di crearne una apposta, che si adattasse alle esigenze dello show.

Per Shakira a Madrid la struttura sarà da 50mila posti, 30mila sugli spalti e 20mila nel “prato”. Gli schermi dovrebbero essere ancora più grandi di quelli di Adele – che erano lunghi 220 metri – e creare una sorta di muro al fondo. Il Parco Macondo è l’altra novità: sarà aperto da mezzogiorno a mezzanotte, e l’idea degli organizzatori è che le persone restino lì tutta la giornata, non soltanto durante il concerto.

Per creare Macondo, García Márquez disse di essersi ispirato ad Aracataca, cittadina colombiana dove nacque, distante poco più di 100 chilometri da Barranquilla, dove invece è nata Shakira. Il parco promette di celebrare «cultura e modo di vivere latinoamericani»: ospiterà ristoranti, bar, luoghi per spettacoli più piccoli e attività culturali, in mezzo a piccoli boschi e zone coperte, per proteggere dal sole madrileno di settembre e ottobre (che picchia abbastanza).

Un rendering dello stadio Shakira e del Parco Macondo (Studio BIG Bjarke Ingels Group)

Questo tipo di giga-eventi inevitabilmente non piace a chi vive vicino ai luoghi che li ospitano. I terreni su cui sorgerà lo stadio temporaneo di Shakira appartengono all’Iberdrola Music, uno spazio per eventi aperto nel 2023 e da allora molto osteggiato soprattutto dagli abitanti di Getafe, comune situato dall’altra parte dell’autostrada.

Agueda Fernández fa parte dell’associazione dei residenti di Getafe Nord, e dice: «Abitiamo a 300 metri in linea d’aria dal palco e quello che ci arriva non è musica, ma un’enorme vibrazione». L’associazione e i politici locali si mobilitano da tempo per segnalare i problemi che eventi del genere portano nella zona: parlano di svincoli stradali bloccati, rumori fastidiosi, «invasioni» di auto che parcheggiano nel quartiere, e dell’impossibilità di lasciare casa o tornarci in quei giorni. Gli eventi di Iberdrola formalmente si tengono nel territorio di Madrid, motivo per cui Getafe subisce diversi effetti senza ricevere nessun genere di compensazione. Dice Fernández: «I concerti l’anno scorso erano quattro, con il festival Mad Cool, e già ci sembravano troppi: quest’anno saranno 17, molti in giorni consecutivi», fra cui vari di quelli di Shakira.

Nonostante sia in corso una causa contro l’eccessivo rumore, l’associazione di Fernández non ha grandi speranze di veder tornare quei terreni a campi coltivati, com’erano una volta. Nel settembre del 2024 in seguito a multe, denunce e proteste per il rumore eccessivo il Real Madrid ha sospeso i concerti che ospitava nel suo stadio, il Santiago Bernabeu: ma il contesto del quartiere era molto differente.

L’Iberdrola Music a Villaverde, Madrid, il 28 aprile 2026 (Valerio Clari/il Post)

Il governo della comunità di Madrid, di centrodestra, difende con forza la residency di Shakira, perché sta proponendo un modello di crescita per la città che passa da grandi eventi internazionali, musicali o sportivi: come il Gran Premio di Formula Uno o le partite giocate all’estero di NFL, la lega professionistica di football americano. La città ha alcune caratteristiche che la rendono appetibile per chi organizza eventi giganti: un grande aeroporto, ottime connessioni non solo con le maggiori città della Spagna ma anche con il resto d’Europa, prezzi inferiori a quelli di altre capitali europee e un clima mite, ideale per gli appuntamenti all’aperto.

Negli ultimi anni la città sta anche cercando di posizionarsi come la capitale mondiale della musica latina, in concorrenza con Miami. Due anni fa la presidente della comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, andò proprio a Miami per incontrare la dirigenza di Sony Music Latin. L’anno dopo la Billboard Latin Music Week, un appuntamento annuale di tutti i maggiori artisti, produttori e case discografiche del settore, si spostò da Miami a Madrid.

Sono movimenti che non riguardano solo gli addetti ai lavori. Nel 2024 la colombiana Karol G tenne quattro concerti consecutivi allo stadio Bernabeu, in questa stagione musicale ci saranno dieci concerti del portoricano Bad Bunny allo stadio Metropolitano, per un totale di 600mila biglietti complessivi venduti. C’è una ragione, che spiega tutto questo pubblico: la città può contare su una base importante di abitanti di origine centro o sudamericana, cioè la base tradizionale dei fan della musica “latina”: di recente hanno superato il milione – sono uno ogni sette abitanti – con numeri in grande crescita grazie alle politiche migratorie del governo di Pedro Sánchez.

Certo, la musica pop di Shakira e il reggaeton di Bad Bunny hanno ormai superato i confini del pubblico sudamericano: tutta la musica latina ha guadagnato pubblico anche in Europa. Il tour di Karol G del 2024 fu il più grande di un’artista sudamericana in Europa, con incassi da 270 milioni di euro, mentre nel 2025 su Spotify i generi in maggiore crescita fra i più popolari sono stati la trap latina (+29 per cento), la urban latina (+27 per cento) e il reggaeton (+24 per cento).

Presto Madrid potrebbe persino dotarsi di un altro spazio per grandi concerti. In questi giorni Live Nation, che organizza i concerti di Shakira, ha ottenuto con altri soci l’appalto per riconvertire un progetto di piscina olimpica mai completato in uno spazio per concerti al coperto.