La storia dietro il licenziamento di uno storico autore di Topolino
Dopo 23 anni Roberto Gagnor non collaborerà più con la rivista per via di una serie di commenti sui social

Mercoledì lo sceneggiatore Roberto Gagnor ha annunciato con un post su Instagram la fine della sua collaborazione con Topolino, iniziata nel 2003. Gagnor ha scritto che Alex Bertani, direttore editoriale di Topolino dal 2018, ha preso questa decisione a causa di alcuni suoi commenti critici nei confronti dei lettori. «Una decisione sua, nata dalla sua scelta di privilegiare le opinioni online di alcuni “fan” che sul forum di un’associazione hanno chiesto la mia rimozione», ha aggiunto.
Gagnor ha 48 anni e negli ultimi 23 ha scritto più di 300 storie di Topolino, diventando uno degli sceneggiatori più prolifici della rivista. È noto soprattutto per le sue storie ambientate nell’antichità, per i vari personaggi che ha creato (spesso versioni alternative di quelli originali, come Paperogate da Creta, una sorta di versione ellenica del più famoso Paperoga), per due collane molto apprezzate dedicate alla storia dell’arte e del cinema, e per alcune serie originali di buon successo, come Area 15. Per qualche tempo ha avuto un blog sul Post.
Bertani ha risposto con un commento al sito specializzato Fumettologica in cui ha sostanzialmente confermato la versione di Gagnor, sostenendo di aver deciso di concludere la collaborazione per salvaguardare la rispettabilità di Topolino e per non alienarsi le simpatie dei lettori. «Posso passare sopra ad altro ma su una cosa non transigo: i lettori vanno rispettati. A prescindere», ha scritto. «Perché per fortuna viviamo in un paese libero. Dove se acquisti un magazine per leggerti delle storie hai tutto il diritto di commentare, dissentire e criticare. Anche aspramente».
Bertani ha aggiunto anche che gli autori che lavorano per Topolino, quando si esprimono pubblicamente, «vengono inevitabilmente percepiti come rappresentanti di un gruppo, di una redazione e di una sensibilità condivisa e non voglio in nessun modo che determinati modi o atteggiamenti possano essere associati, neppure indirettamente, a una realtà che da sempre promuove dialogo, rispetto e inclusività».

La risposta di Alex Bertani su Fumettologica
Anche se non lavora più con Topolino dallo scorso 6 maggio, Gagnor ne ha parlato pubblicamente solo adesso perché sul numero di questa settimana è stata pubblicata la sua penultima storia (l’ultima, che aveva scritto lo scorso febbraio, uscirà prossimamente).
Gagnor dice che tutto è iniziato da un post che aveva pubblicato su Facebook lo scorso 23 aprile per prendere in giro i commenti piccati di alcuni lettori sull’ultimo numero di PK, l’apprezzata serie supereroistica dedicata a Paperinik. La storia, scritta da Alessandro Sisti e disegnata da Claudio Sciarrone, era stata pubblicata a marzo per celebrare il trentennale della serie. «Era una storia molto bella, originale ma allo stesso tempo rispettosa della storia editoriale del personaggio. Eppure in giro vedevo solo commenti negativi: l’avevo scritto un po’ per scherzare, e un po’ per difendere il lavoro dei miei colleghi», dice Gagnor.

Poco dopo Gagnor aveva risposto ad altri commenti polemici su PK pubblicati sotto un post di un suo collega, lo sceneggiatore Francesco Artibani. Secondo Gagnor, il messaggio che ha suscitato le reazioni più forti è stato quello in cui si rivolgeva ad alcuni utenti particolarmente critici scrivendo: «Voi, invece, restate irrilevanti e gente che deve crescere».

Nelle settimane successive alcuni utenti di Papersera, un forum dedicato ai fumetti Disney con discussioni sempre accese e partecipate, avevano scritto che non avrebbero rinnovato l’abbonamento a Topolino per via dei commenti di Gagnor. Alcuni utenti hanno scritto di essere stati insultati personalmente, ma Gagnor dice che non è vero.


Il 6 maggio Gagnor ha ricevuto la chiamata di un redattore di Topolino: «Mi chiama per dirmi che Bertani aveva deciso di interrompere le collaborazioni per via dei miei commenti. Io ho chiesto di parlare direttamente con lui, che mi ha contattato via mail soltanto il giorno dopo, dicendo di “voler metterci la faccia” e utilizzando argomentazioni simili a quelle usate con Fumettologica».
Gagnor definisce il comportamento di Bertani «discutibile», perché poco attento alla libertà d’opinione degli autori. «Chi fa questo lavoro non è quasi mai un dipendente, ma un libero professionista: quando parliamo non lo facciamo in nome e per conto dell’azienda». Definisce il suo precedente «molto pericoloso», perché «d’ora in poi gli sceneggiatori sapranno che non possono esprimersi liberamente, e che quando finiscono al centro di qualche polemica la direzione non li proteggerà, anzi».
Gagnor non è il primo autore di Topolino che ha interrotto le collaborazioni in seguito all’arrivo di Bertani: era già successo ad altri sceneggiatori di lunga data, tra cui Sergio Cabella e Massimiliano Valentini.
Dal 2018, quando ha iniziato a dirigere Topolino, Bertani ha apportato diversi cambiamenti alla linea editoriale: ha sperimentato nuovi generi (tra cui l’horror, per quanto in modo edulcorato e comico), aumentato il numero di storie spalmate su più numeri e dato spazio a una nuova generazione di sceneggiatori che in qualche caso ha cambiato la caratterizzazione di personaggi molto noti.
L’esempio più famoso è quello di Marco Nucci, uno dei più importanti autori dell’attuale Topolino, noto soprattutto per il lavoro di decostruzione di Gastone, il cugino fortunato di Paperino, che sotto la sua gestione è diventato un personaggio meno favorito dalla sorte e decisamente più malinconico.
Bertani tende anche a intervenire personalmente nel processo creativo, con una certa intransigenza. Legge ogni sceneggiatura prima della pubblicazione e, quando il risultato non lo soddisfa, fa di testa sua: «Riscrivo pagine e pagine di dialoghi», disse lui stesso in un’intervista di qualche anno fa.
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