Gli orecchini di Zendaya, di più di duemila anni fa
L’attrice li ha indossati per promuovere “Odissea”, ma la ricostruzione di come sono arrivati su un tappeto rosso ha sollevato alcune questioni
- Condividi
- X
- Regala il Post

Nel mondo del cinema va di moda da qualche anno il method dressing, la pratica per cui in fase di promozione di un film gli attori indossano abiti e accessori ispirati al loro personaggio. Tra le celebrità che lo fanno con più cura e riconoscimento c’è Zendaya, che infatti qualche giorno fa, durante un evento del tour promozionale di Odissea di Christopher Nolan, ha indossato come orecchini dei reperti archeologici.
Secondo la gioielleria che li ha forniti all’attrice, la Barron London, i due dischi sarebbero infatti stati realizzati più di duemila anni fa, che è grosso modo anche il periodo in cui si pensa sia stata composta l’Odissea. I due reperti però hanno una storia complicata e secondo alcuni andrebbero considerati dei beni trafugati dall’Iran, cosa che ha suscitato alcune polemiche.
La Barron London ha detto che questi dischi d’oro appartenevano al «tesoro di Ziwiye». Secondo alcune ricostruzioni, un nubifagio nel 1947 avrebbe provocato una frana a Ziwiye, una località sui monti Zagros, in Iran. Gli abitanti del posto avrebbero così scoperto un grande recipiente di bronzo contenente oggetti in oro, argento e avorio. I pezzi sarebbero stati spartiti tra chi li aveva trovati per poi finire sul mercato antiquario ed essere dispersi tra musei e collezioni private. Proprio perché non ci fu uno scavo archeologico scientifico, gli studiosi non sanno con certezza quali oggetti provengano davvero da lì e quali no. Per questo «Ziwiye» è diventata l’origine di molti manufatti di provenienza dubbia, o smentita.
Dr Z, un’archeologa che pubblica contenuti su Instagram, ha fatto notare che poiché manufatti come questi sono «con ogni probabilità stati trafugati», presentarli come gioielli da red carpet contribuisce ad alimentare il mercato nero delle antichità. Ha ricordato che questo commercio è gestito da organizzazioni criminali, e che danneggia i paesi e le comunità da cui gli oggetti vengono portati via. Le sue posizioni sono state condivise da alcuni utenti, che si sono detti indignati o pronti a boicottare il film di Nolan.
La gioielleria londinese ha dichiarato che i dischi sono stati autenticati dal mercante d’arte londinese David Aaron, venduti al gioielliere Glenn Spiro nel 2016 (che ha curato la montatura in oro e aggiunto una decorazione di diamanti) e infine acquisiti da Barron London nel 2025. Non sono mai stati messi in vendita e sarebbero custoditi «nel rispetto della loro provenienza documentata e di tutti i requisiti di legge».
Sui social il tema si è intrecciato con quello del colonialismo. Zirrar Ali, autore ed esperto londinese di arte e storia islamica, ha detto alla testata The New Arab che le celebrità occidentali gli sembrano «in gran parte sorde alle questioni etiche e storiche quando si tratta del Sud del mondo», e che indossare oggetti simili può diventare «una dimostrazione di potere e dominio: una cultura che rivendica il possesso del patrimonio di un’altra».
A rendere le polemiche più accese è stato anche il fatto che Ziwiye si trovi in Iran. E che durante i bombardamenti della guerra in corso in Medio Oriente siano stati danneggiati siti del patrimonio culturale iraniano, come il palazzo del Golestan, uno dei monumenti più antichi di Teheran. Che un’attrice statunitense indossasse un reperto iraniano per promuovere un film americano è sembrato a molti inopportuno.
C’è anche chi ha trovato degli aspetti positivi in questa storia. Annelise Baer, anche lei archeologa e creator, ha osservato che probabilmente non si sarebbe discusso così tanto di quei manufatti se fossero stati esposti nella teca di un museo. Vederli su una celebrità ha invece iniziato una conversazione pubblica sull’etica del possesso di oggetti antichi che altrimenti non si sarebbe mai innescata.
Il caso di Zendaya, comunque, non è isolato. Sempre per promuovere Odissea, l’attrice Anne Hathaway indossava un orologio Bulgari con al centro una moneta d’argento con l’effigie dell’imperatore romano Caracalla. E pochi mesi prima Margot Robbie era stata criticata per aver indossato durante la promozione di Cime tempestose la collana Taj Mahal, costruita intorno a un diamante che l’imperatore moghul Shah Jahangir donò alla moglie nel Seicento.
Al momento Zendaya non ha commentato le polemiche. Ma la vicenda ha portato un pubblico molto ampio a discutere di una domanda che gli studiosi si pongono da decenni: a chi appartiene un oggetto così antico e cosa significa indossarlo, esporlo o possederlo oggi?



