La vita segreta delle storie riscritte dai fan

Le fanfiction sono una delle pratiche più antiche con cui i fan esprimono la propria creatività, e l’industria dell’intrattenimento se ne sta accorgendo

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Nel novembre del 1986 il New York Times pubblicò un articolo intitolato “Spock among the women”. L’autrice, Camille Bacon-Smith, raccontava che nei dieci anni successivi all’uscita della serie tv di fantascienza Star Trek circa diecimila fan, in larga parte donne, avevano prodotto oltre trentamila opere ispirate alla serie: racconti, poesie, canzoni, illustrazioni. Molte di quelle storie partivano da un’idea che nella serie ufficiale non compare mai: che tra i due protagonisti maschili, il capitano Kirk e il suo primo ufficiale Spock, ci fosse una relazione romantica e sessuale.

All’epoca storie del genere circolavano in una sorta di rete sotterranea, fatta di fanzine fotocopiate che i fan si spedivano per posta o si scambiavano di persona alle convention. Chi voleva leggerle doveva già sapere a chi chiederle, il che teneva questi scambi piccoli e riservati. Oggi la situazione è decisamente diversa: le fanfiction si trovano su piattaforme pubbliche e gratuite come Archive of Our Own, il più grande archivio del genere, che ne ospita oltre diciassette milioni in decine di lingue diverse, alla portata di chiunque abbia una connessione a internet.

La terza puntata di Superfan racconta i tanti modi in cui i fan trasformano le storie che amano — attraverso le fanfiction, ma anche le fan art, i fan edit, il cosplay — e indaga le origini, storiche e psicologiche, di queste pratiche. Parla di come nel Medioevo scrivere e riscrivere storie ambientate in universi narrativi già esistenti fosse diffusissimo, ma soprattutto spiega perché, oggi, a scrivere la schiacciante maggioranza della fanfiction siano donne e persone queer, che le sfruttano per esplorare personaggi e desideri che la cultura dominante racconta di rado.

E poi ricorda che tutto questo, per moltissimo tempo, è stato fatto gratis, per amore, come un dono alla comunità. Solo negli ultimi anni l’industria dell’intrattenimento ha capito quanto vale quella creatività, e ha cominciato a sfruttarla.

In questa puntata Viola Stefanello racconta queste e molte altre storie con l’aiuto di Henry Jenkins, il padre dei fan studies, che spiega come i fan si approprino delle storie che amano, l’esperienza di Eleonora Caruso e Andrea Di Lecce, una coppia di critici culturali che si è conosciuta attraverso il fandom dell’anime Neon Genesis Evangelion nei primi anni Duemila, le testimonianze di Daria Signorotto e Francesca Motta, esperte di fanfiction, e la competenza di Eleonora Benecchi, studiosa di fan studies, che racconta come Cinquanta sfumature di grigio abbia cambiato per sempre il rapporto tra le fanfiction e il mercato.

Fonti e ulteriori letture:
Textual Poachers: Television Fans and Participatory Culture, di Henry Jenkins, 1992
Cultura convergente, di Henry Jenkins, 2014
Fan, bloggers e videogamers, di Henry Jenkins (2008)
– “Fanfiction isn’t about muting the original stories. It’s about heightening them“, di Constance Grady, in Vox
– “Hamlet, The Divine Comedy, and 3 other pieces of classic literature that are also fan fiction”, di Constance Grady, in Vox
– “Spock Among the Women“, New York Times Book Review, 16 novembre 1986, Camille Bacon-Smith
– “Pornography by Women for Women, with Love“, di Joanna Russ, in Magic Mommas, Trembling Sisters, Puritans & Perverts (1985)
– “Universo CLAMP”, di Daria Signorotto, in Quants Magazine
Dummy System, podcast di Eleonora Caruso e Andrea Di Lecce su Evangelion
A hole new world, podcast di Eleonora Caruso e Georgia Cocchi Pontalti sulle fanfiction gay
– “Why every woman you know is frothing-at-the-mouth feral for Heated Rivalry”, di Kayla Kibbe, in Cosmopolitan USA
– “Why Women Love Gay Male Romance”, di Matt Lachman, in Cleveland Scene
– “Euphoria, Larry Stylinson and fan fiction’s obsession with making famous men gay”, di Alim Kheraj, in The Telegraph
– “Paideia Between Online and Offline: A Netnographic Research on Fan Fiction Communities“, di Diana Salzano, Felice Addeo, Antonella Napoli, Maria Esposito, in Italian Journal of Sociology of Education
– “Meet the Greatest Artists of Our Generation (They’re TikTok Fan Editors)”, di Annabel Iwegbue, in Cosmopolitan USA
– “How Short-Form Clips Took Over the Internet”, di Charlie Warzel, in The Atlantic
– “The Archive of Our Own just won a Hugo. That’s huge for fanfiction”, di Aja Romano, in Vox
il manifesto di @astolat su Archive of Our Own
Twilight, video di Contrapoints su Youtube