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  • Mercoledì 27 maggio 2026

Israele ha intensificato i bombardamenti sul Libano

Gli attacchi di martedì hanno ucciso 31 persone in tutto il paese e sono aumentate anche le operazioni di terra, nonostante il cessate il fuoco

Edifici distrutti dai bombardamenti israeliani nella cittadina di Burj al Shemali, nel sud del Libano (AP Photo/Mohammed Zaatari)
Edifici distrutti dai bombardamenti israeliani nella cittadina di Burj al Shemali, nel sud del Libano (AP Photo/Mohammed Zaatari)
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Secondo il ministero della Salute libanese, martedì 31 persone sono state uccise dai bombardamenti israeliani che hanno colpito il sud e l’est del paese. Lunedì, con un video sui social, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva annunciato che intendeva intensificare gli attacchi, ed è successo: l’esercito ha detto di aver colpito oltre 100 obiettivi descritti come legati a Hezbollah, il gruppo politico e militare sciita alleato dell’Iran. Israele dice spesso di avere come unico obiettivo i miliziani di Hezbollah e le strutture legate al gruppo, ma gli attacchi uccidono anche civili.

Nelle ultime ore gli attacchi di Israele in Libano sono continuati ininterrottamente, specialmente nel sud, nonostante il cessate il fuoco in vigore fra i due paesi, che è stato prorogato fino a inizio luglio. Quelli di martedì sono stati particolarmente distruttivi, e sono fra quelli che finora hanno causato più morti. I negoziati per la fine delle ostilità dovrebbero riprendere il 2 e il 3 giugno.

I bombardamenti hanno interessato non solo il sud del paese, dove dall’inizio della guerra in Medio Oriente ci sono state le operazioni maggiori, ma anche la valle della Bekaa, nell’est. Sono entrambe zone in cui la presenza di Hezbollah è particolarmente radicata. Sempre martedì l’esercito israeliano ha annunciato di aver ripreso le operazioni di terra anche fuori da quella che definisce “zona cuscinetto”, una fascia di territorio che si estende per una decina di chilometri a nord del confine israeliano, è occupata dai soldati israeliani e da cui la popolazione libanese è stata cacciata. Non si sa quanto a nord si siano spinti i soldati israeliani.

Macerie causate dai bombardamenti israeliani a Burj al Shemali, nel sud del Libano (AP Photo/Mohammed Zaatari)

– Leggi anche: Nel sud del Libano Israele sta applicando il “modello Gaza”

Nella notte fra martedì e mercoledì nel nord di Israele sono suonate le sirene antiaeree per un attacco di Hezbollah. Il gruppo libanese ha lanciato un «proiettile» (l’esercito israeliano non ha specificato di che tipo, se un razzo, un drone o altro) contro Israele, che è finito in un campo senza causare grossi danni.

Martedì Israele ha bombardato anche la Striscia di Gaza: mentre la sera erano in corso le festività per l’Eid al Adha (cioè la “festa del sacrificio”, una delle più importanti nell’Islam) ha lanciato missili contro i piani superiori di un edificio che si affaccia su una piazza della città di Gaza, nel nord, in quel momento affollata per le celebrazioni. Fonti palestinesi che lavorano negli ospedali locali hanno detto che almeno tre persone sono state uccise nell’attacco.

L’esercito israeliano ha detto che l’obiettivo era il capo militare di Hamas, Mohammed Odeh, la cui uccisione è stata confermata mercoledì dal ministro della Difesa Israel Katz. Il predecessore di Odeh come capo militare di Hamas, Izz al Din al Haddad, era stato ucciso in un attacco simile 12 giorni fa.

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