Perché i missili russi Oreshnik sono un messaggio della Russia
Li ha lanciati tre volte contro l'Ucraina, l'ultima nel fine settimana: sono molto veloci e distruttivi, ma non è quello il punto

Nel fine settimana la Russia ha fatto un pesante bombardamento contro l’Ucraina: ha usato 600 droni e 90 missili, ha ucciso almeno quattro persone e ne ha ferite oltre 50. Nell’attacco la Russia ha usato anche un missile Oreshnik, un missile balistico a raggio intermedio particolarmente distruttivo: è la terza volta che succede dall’inizio della guerra nel 2022, e tutte e tre le volte la Russia lo ha fatto per inviare un messaggio all’Ucraina e ai suoi alleati in Occidente.
Oreshnik in russo significa “nocciolo”. È un missile che in questo momento l’Ucraina non è in grado di intercettare, e che ha la capacità di portare testate nucleari, cosa che lo rende particolarmente minaccioso. È stato usato per la prima volta nel novembre del 2024 contro la città di Dnipro, e nel gennaio di quest’anno contro Lviv. Nel fine settimana ha colpito la capitale Kiev, finendo su un’area con dei garage, nel sud.
Non è un obiettivo di valore militare, e lo stesso vale per la gran parte degli edifici colpiti dagli attacchi russi, che hanno lo scopo principale di terrorizzare e sfiancare la popolazione.
Il missile Oreshnik è anzitutto un missile balistico. I missili balistici vengono lanciati in traiettoria parabolica: sono sparati altissimo, fino a uscire dall’atmosfera, e poi ricadendo si schiantano contro l’obiettivo a velocità eccezionali grazie alla forza di gravità. È abbastanza comune che i missili balistici acquisiscano velocità ipersoniche, cioè almeno cinque volte superiori alla velocità del suono (che è di 1.236 chilometri all’ora). L’Oreshnik però va molto veloce per un missile di questo tipo: secondo la Russia potrebbe andare a 12mila chilometri all’ora; l’aeronautica ucraina disse che il missile di gennaio andava a 8mila chilometri all’ora.
L’Oreshnik porta inoltre sei testate (in gergo MIRV, Multiple independently targetable reentry vehicles) che durante la discesa si separano. Queste sei testate possono essere nucleari. Nel caso dei missili che hanno colpito l’Ucraina, però, sono testate cosiddette cluster, che a loro volta rilasciano sei proiettili. Sono proiettili non esplosivi, che però andando a velocità altissime fanno comunque grossi danni.
Nel video qui sotto si vede come funziona: sei testate con sei proiettili ciascuna, 36 proiettili in tutto.
Queste sono le caratteristiche che rendono l’Oreshnik difficile da intercettare – e impossibile per l’Ucraina. Quando sale nella prima parte della traiettoria parabolica, l’Oreshnik raggiunge gli strati più alti dell’atmosfera, e l’Ucraina in questo momento non ha radar per monitorare missili che arrivano così in alto. Se non riesci a individuare un missile, non riesci neanche a intercettarlo. Se poi questo missile va a velocità elevatissima e, scendendo, si divide in 36 proiettili, allora l’intercettazione diventa praticamente impossibile.
Non è chiaro se, con sistemi più sofisticati, sarebbe possibile intercettare un Oreshnik. Il presidente russo Vladimir Putin ha sostenuto di no.
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L’Oreshnik è inoltre un missile balistico a medio raggio. Può raggiungere obiettivi fino a 5.500 chilometri di distanza, e quindi può arrivare a colpire obiettivi in gran parte dell’Europa (la distanza in linea d’aria tra Mosca e Roma è di 2.400 chilometri circa). Di per sé non è poi così impressionante: la Russia dispone anche di missili balistici intercontinentali, capaci di arrivare praticamente in qualunque parte del mondo.
Ma i missili balistici a medio raggio sono considerati particolarmente insidiosi ed erano stati vietati nel 1987 da Stati Uniti e Unione Sovietica in un accordo noto come Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty (INF).
La ragione – sviluppata nell’ambito della Guerra fredda, in cui la minaccia nucleare era più viva – è: un missile balistico intercontinentale con testata nucleare che dovesse partire dalla Russia verso gli Stati Uniti ha un tempo di viaggio di 20-30 minuti, sufficienti per formulare una risposta ragionata. Ma un missile balistico a medio raggio lanciato dalla Russia verso l’Europa (o un missile statunitense piazzato in Europa contro la Russia) impiega soltanto 6-8 minuti per colpire il bersaglio. Il tempo è troppo poco per formulare una risposta a mente fredda. L’unica risposta possibile in così poco tempo è di fatto ordinare un attacco di ritorsione, e lanciare missili di risposta contro il nemico.
Per questo, di fatto, i missili a medio raggio erano considerati più rischiosi dal punto di vista strategico di quelli a lungo raggio.
Nel 2019 però l’amministrazione Trump (al suo primo mandato) uscì dall’INF sostenendo che la Russia lo stesse violando. Negli anni successivi anche la Russia disse che avrebbe smesso di rispettare il trattato.

La Russia ha trasferito alcuni Oreshnik anche in Bielorussia, paese alleato: nella foto si vede il loro trasferimento, a gennaio 2025 (Russian Defense Ministry Press Service via AP)
Di fatto, dunque, l’Oreshnik non è il missile più potente o quello a maggiore gittata dell’arsenale russo. Peraltro l’intelligence statunitense ritiene che sia stato creato partendo da un vecchio missile, e che si tratti comunque di un progetto sperimentale di cui la Russia possiede ancora pochi esemplari. Ma ha varie caratteristiche che lo rendono perfetto per inviare un messaggio.
Nel 2024 il messaggio fu di aumentare le paure di un attacco nucleare per inibire gli aiuti statunitensi all’Ucraina (ebbe successo). A gennaio probabilmente la Russia voleva contrastare i piani di vari paesi europei di inviare soldati sul territorio ucraino per far rispettare un eventuale cessate il fuoco.
Non è ancora chiaro quale sia il messaggio dell’attacco di questo fine settimana. Forse – ma non è detto – è una risposta all’attacco ucraino di qualche giorno fa a Starobilsk, una città nella regione di Luhansk, nel territorio ucraino occupato dalla Russia. Secondo le autorità russe nell’attacco sono state uccise 21 persone e altre 42 sono state ferite: la Russia ha detto che è stato colpito un dormitorio per studenti, mentre secondo l’Ucraina è stato colpito il quartier generale di un’unità di droni russa.
Un’ultima nota. Pur raggiungendo velocità ipersoniche, il missile Oreshnik non è un missile ipersonico. Quella è un’altra categoria di missili, con capacità particolari come la manovrabilità, e che serve ad altri scopi.



