C’è una nuova stima sui soldati russi morti in Ucraina
È stata fatta da media russi indipendenti ed è considerata molto attendibile, anche se la Russia cerca di nascondere i dati: sono 352 mila

Secondo una nuova stima pubblicata dai media russi indipendenti Mediazona e Meduza, i soldati russi uccisi nella guerra in Ucraina sarebbero stati 352 mila tra l’inizio della guerra e la fine del 2025. Il numero dei morti è tenuto segreto tanto dalla Russia quanto dall’Ucraina, e per arrivare alla loro stima Mediazona e Meduza hanno assemblato assieme varie fonti ufficiali e usato metodi creativi di calcolo.
Un primo blocco di morti, circa 218 mila, è stato verificato manualmente da Mediazona e dalla redazione russa di BBC, che dall’inizio della guerra curano una lista di soldati morti i cui nomi sono stati confermati pubblicamente tramite annunci di funerali, necrologi, post sui social media, annunci delle autorità locali e così via. Queste morti pubbliche, però, rappresentano soltanto una parte delle persone russe uccise in guerra.
Questo elenco iniziale di morti confermati viene quindi confrontato con il Registro russo delle successioni, un registro pubblico che tiene traccia di tutte le persone morte che abbiano lasciato in eredità qualcosa e per le quali sia stata aperta una pratica. Negli ultimi anni in Russia le pratiche ereditarie per giovani uomini sono aumentate enormemente.
Confrontando il loro elenco di morti confermate con il Registro delle successioni (e con un altro registro che tiene conto delle pratiche di successione per i soldati i cui corpi non sono ancora stati recuperati), i giornalisti di Mediazona e Meduza sono riusciti a estrapolare una stima coerente delle persone uccise che arriva appunto a 352 mila persone. È una stima che combacia con quelle fatte da altri istituti di ricerca: il Center for Strategic and International Studies di Washington aveva stimato a gennaio 2026 che i morti russi fossero 325 mila alla fine del 2025, e quelli ucraini 140 mila.

L’addestramento di un soldato russo, ottobre 2025 (Alexander Polikarkin/Russian Defense Ministry Press Service via AP)
La Russia ha provato in tutti i modi a tenere nascosto il numero dei morti, secretando database ed elenchi pubblici. I governi di entrambi i paesi temono che la pubblicazione dell’enorme numero dei morti possa generare malcontento e demoralizzare le truppe.
Il lavoro di Mediazona e Meduza è notevole anche perché consente di avere numerose informazioni sui soldati uccisi, e quindi sull’andamento della guerra. Il grosso delle truppe uccise proviene dalle zone orientali e meridionali della Russia, quelle più povere ed economicamente depresse.
Nei primi sei mesi di guerra, quando il grosso dei combattimenti era portato avanti dall’esercito regolare, il gruppo demografico con più morti era quello tra i 21 e i 23 anni: giovani soldati da poco reclutati. Negli anni successivi però il numero dei volontari o di persone reclutate in altri modi (per esempio detenuti convinti a entrare nell’esercito in cambio di un’amnistia) è aumentato enormemente, e lo stesso ha fatto l’età dei soldati: oggi il gruppo demografico con più morti è quello tra i 36 e i 38 anni.
L’enorme mortalità della guerra sta portando la Russia a cercare nuove reclute in vari modi: tra le altre cose ha aumentato gli sforzi per convincere a reclutarsi – a volte con l’inganno – persone che vengono dall’Africa o dall’America Latina. Sta anche cominciando a reclutare categorie di persone precedentemente protette, come per esempio gli studenti universitari. Anche l’Ucraina ha un grosso problema di mancanza di personale militare e di arruolamenti forzati.

Un cartellone per il reclutamento militare a San Pietroburgo, gennaio 2026 (AP Photo/Dmitri Lovetsky)



