La proposta degli Stati Uniti per far finire la guerra si è arenata
L'Iran ha risposto ponendo nuove condizioni, definite «inaccettabili» da Trump: lo stretto di Hormuz resta bloccato

Domenica l’Iran ha risposto alla proposta di accordo statunitense per far finire la guerra in Medio Oriente, presentando a sua volta un’altra proposta con condizioni diverse. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump l’ha definita «DEL TUTTO INACCETTABILE» e l’ha quindi liquidata in modo sbrigativo, senza dire cosa contenesse di preciso. Il risultato è che c’è di nuovo una situazione di stallo nella guerra in Medio Oriente.
Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran in vigore da inizio aprile sta sostanzialmente reggendo – anche se ci sono stati sporadici attacchi nello stretto di Hormuz, e l’Iran ha lanciato alcuni droni e missili sui paesi del Golfo Persico – ma lo stretto rimane chiuso, con enormi conseguenze per le forniture di energia e per l’economia globale.
La proposta degli Stati Uniti era molto vaga, e fin da subito era chiaro che non sarebbe stata risolutiva. Era un memorandum d’intesa, ossia un accordo diplomatico non vincolante, che in 14 punti prevedeva la fine immediata della guerra ma posticipava il grosso dei negoziati ai successivi 30 giorni, periodo durante il quale sia l’Iran che gli Stati Uniti si sarebbero dovuti impegnare a togliere progressivamente i rispettivi blocchi nello stretto di Hormuz.
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Gli Stati Uniti l’avevano presentata mercoledì, e domenica l’Iran ha risposto tramite il Pakistan, il principale mediatore nelle trattative. Come detto il contenuto della risposta iraniana non è pubblico, ma secondo il Wall Street Journal l’Iran avrebbe concordato sulla riapertura dello stretto di Hormuz, ovviamente a condizione che gli Stati Uniti fossero disposti a revocare il blocco navale che a loro volta hanno imposto, e che sta provocando gravi conseguenze economiche per l’Iran.
L’Iran avrebbe invece sostanzialmente rigettato la richiesta statunitense di impegnarsi fin da subito a smantellare il suo programma nucleare e consegnare le scorte di uranio arricchito (cioè del materiale che serve per produrre la bomba atomica). Secondo quanto scrive il Wall Street Journal, anche l’Iran vorrebbe rimandare ai negoziati sul tema ai successivi 30 giorni.
Prima del rifiuto di Trump, domenica pomeriggio il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva detto in un’intervista che in ogni caso la guerra «non è finita». Israele è il principale alleato statunitense nella guerra in Medio Oriente, ma i due paesi hanno obiettivi molto diversi: mentre gli Stati Uniti hanno di fatto fermato i propri attacchi contro l’Iran per negoziare un accordo di pace, Israele non ha mai smesso di attaccare il Libano, con cui sta conducendo negoziati separati da quelli tra Stati Uniti e Iran.
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