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  • Domenica 12 aprile 2026

Iran e Stati Uniti non hanno trovato un accordo

Dopo 21 ore di discussioni, le due delegazioni hanno lasciato il Pakistan: le notizie man mano che arrivano

JD Vance sale sull'Air Force Two, l'aereo del vicepresidente, dopo la fine dei negoziati a Islamabad, 12 aprile 2026 (AP Photo/Jacquelyn Martin, Pool)

I negoziati a Islamabad, in Pakistan, tra Iran e Stati Uniti sono andati avanti per 21 ore ininterrotte, ma non è stato trovato un accordo. Le posizioni sono distanti soprattutto sullo stretto di Hormuz, che l’Iran vorrebbe continuare a controllare, e sullo sviluppo del programma nucleare iraniano. Nonostante il cessate il fuoco, Israele continua a bombardare il Libano. Siamo al quarantatreesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Il Post segue tutte le notizie con questo liveblog.

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L’Arabia Saudita ha ripristinato la capacità del suo principale oleodotto

Quello est-ovest, che attraversa il paese per 1.200 chilometri e collega il golfo Persico con il mar Rosso.

Ha una capacità di circa 7 milioni di barili al giorno, ma pochi giorni fa il ministero dell’Energia aveva detto che i danni causati dagli attacchi iraniani durante la guerra l’avevano ridotta di 700mila barili al giorno.

L’oleodotto è diventato fondamentale dopo la chiusura dello stretto di Hormuz, dato che consente di portare via terra il petrolio dalla costa est del paese verso i terminal petroliferi sul mar Rosso, dove poi è caricato sulle petroliere. Nella mappa qui sotto è la linea verde tratteggiata.

Il Pakistan ha chiesto di rispettare il cessate il fuoco

In un discorso televisivo, il ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar ha definito «imperativo» il fatto che le parti continuino a rispettare il cessate il fuoco anche dopo la fine inconcludente dei negoziati. 

Il ministro degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar, a Bruxelles nel 2025 (AP Photo/Omar Havana)

Il cessate il fuoco è iniziato lo scorso mercoledì: gli attacchi di Stati Uniti e Israele sull’Iran si sono fermati, così come quelli dell’Iran contro i paesi del Golfo. Allo stesso tempo però l’Iran non ha riaperto lo stretto di Hormuz, fondamentale per i commerci globali di petrolio e gas naturale. Inoltre, Israele sta continuando a bombardare intensamente il Libano.

E ora?

Non sappiamo cosa succederà dopo il sostanziale fallimento dei negoziati tra Iran e Stati Uniti in Pakistan. Trump ha principalmente due opzioni: ricominciare a bombardare l’Iran, o continuare quelle che potrebbero diventare discussioni lunghe e complesse. Nessuna delle due è particolarmente allettante.

Nelle ultime settimane era diventato chiaro che l’amministrazione Trump si fosse impantanata nella guerra contro l’Iran, e stesse cercando un modo per uscirne senza risultare sconfitta.

La guerra inoltre ha innescato una gravissima crisi energetica, che gli Stati Uniti non hanno alcun interesse a prolungare e aggravare. Nei colloqui in Pakistan non è stato trovato alcun accordo sullo stretto di Hormuz, da cui passano le esportazioni di idrocarburi dei paesi del Golfo, che quindi rimane controllato dall’Iran e sostanzialmente chiuso. 

Donald Trump a Miami, 11 aprile 2026 (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

Anche continuare a trattare non sarebbe facile. L’ultimo grande accordo tra Stati Uniti e Iran, nel 2015, richiese oltre due anni di negoziati e molti compromessi. Al tempo l’Iran acconsentì a ridurre i livelli di arricchimento dell’uranio in cambio della graduale eliminazione delle sanzioni, ma Trump ritirò gli Stati Uniti nel 2018 sancendo di fatto la fine dell’accordo. 

Gli Stati Uniti avevano provato a negoziare con l’Iran anche prima di iniziare questa guerra, evidentemente senza successo (mentre trattavano, tra l’altro, continuavano ad ammassare mezzi militari intorno all’Iran, in preparazione a un attacco). Le richieste delle due parti rimangono distantissime e inconciliabili.

Il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, mediato dal Pakistan, scade in teoria il 21 aprile: tra nove giorni. 

Intanto, Trump

Mentre erano in corso i negoziati a Islamabad, il presidente statunitense Donald Trump e il segretario di Stato Marco Rubio stavano partecipando a un evento a Miami della UFC, la principale organizzazione statunitense di arti marziali miste.

(AP Photo/Rebecca Blackwell)

Cosa dice il regime iraniano

L’Iran sta presentando le richieste fatte dagli Stati Uniti come irragionevoli e inaccettabili.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha detto che gli Stati Uniti dovrebbero evitare «richieste eccessive e illegali», e accettare «gli interessi e i diritti legittimi» dell’Iran. «Il successo di questo processo diplomatico dipende dalla serietà e dalla buonafede dell’altra parte».

Ha aggiunto che le due delegazioni hanno discusso dello stretto di Hormuz, del programma nucleare iraniano, della rimozione delle sanzioni e della fine «completa» della guerra, tra le altre cose. Ha poi ringraziato il governo del Pakistan, che ha mediato e organizzato i colloqui. 

In commenti successivi, Baqaei ha sostenuto che i colloqui si siano svolti «in un’atmosfera piena di diffidenza, sospetti e dubbi». 

I punti più problematici

Il principale riguarda lo sviluppo del programma nucleare iraniano.

Vance ha detto che gli Stati Uniti vogliono ottenere «un chiaro impegno» da parte dell’Iran di «non cercare un’arma nucleare, e non cercare gli strumenti che permetterebbero [al regime] di ottenerla in fretta. Questo è il principale obiettivo». 

È un tema di cui si discute da decenni. Oggi in Iran ci sono circa 400 chili di uranio arricchito, necessario per produrre armi atomiche. Gli Stati Uniti vogliono che il regime si impegni a non arricchire l’uranio e a smaltire o consegnare quello di cui è in possesso (formalmente il regime ha sempre negato di voler creare una bomba atomica).

Secondo vari analisti e funzionari iraniani, ci sono almeno altri due punti su cui è stato impossibile trovare un compromesso: la riapertura dello stretto di Hormuz e la richiesta dell’Iran di eliminare le sanzioni sui beni iraniani congelati.

Vance ha detto che la delegazione statunitense ha messo in chiaro con la controparte iraniana quali sono le loro «linee rosse», ossia le loro condizioni non negoziabili, senza dare altri dettagli. 

Era comunque chiaro fin dall’inizio che trovare un accordo sarebbe stato molto difficile, soprattutto in tempi così ristretti: Iran e Stati Uniti sono in guerra e partivano da richieste inconciliabili su temi estremamente complessi.

La delegazione statunitense ha lasciato il Pakistan

Poco dopo la conferenza stampa di Vance, la delegazione statunitense ha lasciato il Pakistan in aereo. I giornalisti presenti hanno detto che già durante il discorso erano in corso intensi preparativi organizzativi e logistici per la partenza. 

JD Vance sale sull’Air Force Two, l’aereo del vicepresidente, dopo la fine dei negoziati a Islamabad, 12 aprile 2026 (AP Photo/Jacquelyn Martin, Pool)

Carrie Davis, la corrispondente di BBC dal Pakistan, ha scritto che meno di due ore dopo la fine degli incontri alcuni operatori stavano già iniziando a rimuovere i molti cartelloni pubblicitari posizionati in città in occasione dell’incontro. 

Niente accordo

Verso le 3 di notte (ora italiana, le 6 in Pakistan) il vicepresidente statunitense JD Vance ha tenuto un breve discorso davanti ai giornalisti in cui ha detto chiaramente: «Torniamo negli Stati Uniti senza aver fatto un accordo».

«Abbiamo messo in chiaro quali fossero le nostre linee rosse e su cosa siamo e non siamo disposti ad andare loro incontro. Hanno scelto di non accettare le nostre condizioni», ha detto, riferendosi ai negoziatori iraniani.

Dietro di lui c’erano Steve Witkoff, l’inviato di Trump per il Medio Oriente, e Jared Kushner, il genero di Trump che è spesso coinvolto in questioni diplomatiche.

Cosa è successo nella prima giornata di negoziati

In Pakistan sono quasi le 3 del mattino e i negoziati sono ancora in corso. In questo articolo abbiamo riassunto cosa è successo nella prima giornata.

Trump dice che non gli interessa come vanno i negoziati (⁉️)

«Qualsiasi cosa succeda, abbiamo vinto», sostiene. Trump ha parlato con i giornalisti sul prato della Casa Bianca prima di salire sull’elicottero presidenziale. 

Ha anche detto che gli Stati Uniti stanno liberando lo stretto di Hormuz, che non hanno avuto aiuto dai paesi della NATO e che la Cina avrà «grossi problemi» se fornirà armi all’Iran.

Nel corso della giornata la CNN aveva pubblicato un articolo in cui si diceva che la Cina starebbe per fornire armi antiaeree all’Iran, secondo fonti di intelligence statunitense.

Donald Trump alla base Andrews, l’11 aprile 2026 (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

È iniziata una nuova sessione di colloqui trilaterali

Secondo quanto dicono le televisioni iraniane, sarebbero presenti il vicepresidente JD Vance e gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner per gli Stati Uniti, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e l’ex ministro degli Esteri Ali Bagheri Kani per l’Iran.

Questo nuovo round di colloqui sarebbe un tentativo di raggiungere una svolta, dopo che nelle precedenti ore non sono stati fatti sufficienti progressi.

L’Iran nega che navi americane abbiano attraversato lo stretto

Attraverso un portavoce dell’esercito il regime iraniano ha smentito che due navi militari degli Stati Uniti abbiano attraversato lo stretto di Hormuz, come dichiarato dal comando centrale dell’esercito statunitense.

Sarebbero state le prime navi militari a attraversare lo stretto di Hormuz dall’inizio della guerra e secondo gli Stati Uniti avevano compiuto operazioni preliminari per avviare le pratiche di sminamento dello stretto, con l’obiettivo di garantire il ritorno alla normale navigazione.

L’Iran invece vuole continuare a controllare lo stretto e imporre un pedaggio alle navi che vogliano transitarvi: è uno dei punti su cui sembra che si stiano bloccando anche i negoziati in corso.

Quindi lo stretto di Hormuz era stato minato

Per molte settimane non ci sono state certezze sul fatto che l’Iran avesse effettivamente posto delle mine nello stretto di Hormuz, come minacciava. L’esercito statunitense aveva distrutto molte navi che potevano essere utilizzate per farlo, ma ora dice di aver iniziato operazioni preliminari che dovranno poi portare allo sminamento, confermando di fatto che le mine ci sono.

Avevamo parlato in questo articolo dei vari tipi di mine marine, di come le aveva utilizzate in passato l’Iran e di cosa serva per sminare un tratto di mare.

La guerra dell’Iran si sta spostando sul mare

Con attacchi diretti contro le navi e i tentativi di minare lo stretto di Hormuz: è una mossa che può avere conseguenze enormi

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Ma Netanyahu dice che la guerra in Iran «non è finita»

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha fatto un discorso televisivo di 13 minuti, in cui ha detto che Israele ha «ancora cose da fare in Iran». Ha anche sostenuto però di aver già raggiunto «risultati storici» con questa guerra, nel tentativo di rispondere alle crescenti critiche interne sull’efficacia e l’opportunità degli attacchi all’Iran. 

In Israele si protesta contro la guerra

Alcune migliaia di persone hanno partecipato a una protesta contro la “guerra eterna” a Tel Aviv, in Israele.

Nelle scorse settimane erano state vietate le riunioni con più di 50 persone per motivi di sicurezza e le manifestazioni erano state disperse dalla polizia. Ora quel divieto è stato cancellato e in questo fine settimana le proteste di piazza Habima hanno avuto un’alta partecipazione.

I manifestanti chiedono la fine di tutte le guerre intraprese dal governo di Benjamin Netanyahu, sostenendo che non serviranno a portare più sicurezza.

Manifestanti a Tel Aviv con foto di bambini uccisi in Israele, in Palestina, in Iran e in Libano, l’11 aprile 2026 (AP Photo/Maya Levin)

I negoziati proseguiranno questa sera

Lo confermano anche fonti della Casa Bianca, mentre secondo Al Jazeera i mediatori pakistani starebbero cercando di ottenere l’assenso da parte delle due delegazioni a proseguire anche domani.

I media statunitensi dicono che non è mai stato pubblicato un programma ufficiale del vicepresidente JD Vance, quindi non è chiaro quanto resterà in Pakistan, se partirà comunque stanotte o se è disposto a rimanere più a lungo. È all’interno dell’Hotel Serena da circa 12 ore.

Le persone uccise in Libano sono più di 2.000

Il ministero della Salute libanese dice che sono 2.020 dall’inizio della guerra e 97 solo nella giornata di oggi, in cui Israele ha continuato gli attacchi, soprattutto nel sud del paese.

I feriti sono 6.436 e fra i 2.020 morti ci sono 248 donne, 165 bambini e 85 membri del personale medico.

Le squadre di soccorso cercano corpi di persone disperse sotto le macerie a Beirut, l’11 aprile 2026 (AP Photo/Hassan Ammar)

I giornalisti al centro stampa di Islamabad si annoiano

L’agenzia di stampa AFP ha raccontato in un articolo come si sta svolgendo la giornata dei giornalisti arrivati a Islamabad per i negoziati.

Il centro stampa a Islamabad, Pakistan, l’11 aprile 2026. (AP Photo/Anjum Naveed)

Sono stati convogliati in un lussuoso centro stampa a circa 500 metri dall’Hotel Serena, sede dei negoziati: lì hanno trovato un ricco buffet, definito «da matrimonio», varie qualità di caffè con lo slogan “Preparato per la pace”, una connessione internet superveloce, ma poche informazioni e nessuna possibilità di movimento.

«Mi annoio a morte», ha detto un giornalista al collega di AFP.

Giornalisti statunitensi e iraniani sono posizionati nelle due parti opposte della sala, nell’anticamera un gruppo musicale suona musica tradizionale, e le poche informazioni e dichiarazioni ufficiali arrivano attraverso WhatsApp.

Due ore di negoziati, pausa cena e ora si ricomincia

Non ci sono informazioni sicure e comunicazioni ufficiali su come si stanno svolgendo i negoziati, ma arrivano alcune indicazioni: i primi incontri trilaterali con i rappresentanti di più alto livello sarebbero stati seguiti da colloqui fra specialisti e “squadre tecniche”. 

Il tutto è durato un paio d’ore, poi c’è stata un’interruzione per la cena e ora i colloqui dovrebbero essere ripartiti (non ci sono certezze).

A Islamabad ora sono circa le 21:30.