L’indagine della Campania sulle presunte irregolarità nel reclutamento degli operatori socio sanitari

È stata avviata dopo un'inchiesta di Fanpage sugli esami regionali, in cui i candidati sarebbero stati promossi anche se molto impreparati 

(Ufficio Stampa Carabinieri/LaPresse)
(Ufficio Stampa Carabinieri/LaPresse)
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La regione Campania ha avviato un’indagine interna su presunte irregolarità nelle procedure d’esame per il reclutamento degli operatori socio-sanitari (OSS) e degli operatori socio-assistenziali (OSA). L’indagine è stata avviata dopo un’inchiesta di Fanpage secondo cui tra il 2023 e il 2025 sarebbero stati promossi candidati che non avevano la minima preparazione per ottenere i titoli, e a cui sarebbero state apertamente suggerite le risposte dai commissari durante gli esami scritti.

L’indagine è stata annunciata venerdì dalla Direzione generale Lavoro e formazione della regione, che ha citato in maniera generica «recenti notizie» sulle presunte irregolarità: l’inchiesta di Fanpage era stata pubblicata due giorni prima, mercoledì. Si basa su «decine di ore» di registrazione degli esami sia scritti che orali fornite alla testata e ai Carabinieri da un commissario che ha partecipato a una decina di sessioni d’esame nel periodo in questione.

Parallelamente all’indagine interna, la regione ha trasmesso tutta la documentazione raccolta anche alla procura, ai NAS, l’unità dei Carabinieri specializzata in tutela della salute, e anche alla Polizia postale.

Gli OSS e OSA sono figure professionali che lavorano con varie mansioni con persone fragili, come ad esempio anziani o persone con disabilità, sia nel pubblico che nel privato. Gli OSS danno un assistenza di tipo sia sanitario che sociale, gli OSA si occupano soprattutto del sostegno sociale e del benessere psicologico delle persone con cui lavorano: entrambe le figure lavorano in ospedali, residenze per anziani, strutture sanitarie o come liberi professionisti.

Per diventare OSS e OSA bisogna seguire un corso di formazione in un ente accreditato dalla propria regione, fare un tirocinio e poi un esame sia scritto che orale. La commissione di valutazione solitamente è composta sia da membri scelti dalla regione che da membri esterni scelti dall’ente che ha organizzato i corsi di formazione.

L’inchiesta di Fanpage racconta molti episodi raccolti dalle registrazioni. Sugli esami orali cita per esempio una sessione di luglio del 2024 in cui a un candidato viene chiesto cos’è una RSA e se sappia a grandissime linee cosa siano l’Alzheimer, la pressione arteriosa o i parametri vitali: in tutti questi casi il candidato avrebbe fatto scena muta o tirato a indovinare dando risposte sbagliate, e sarebbe stato promosso nonostante le obiezioni di uno dei commissari. In un altro caso si cita un candidato promosso in un esame durato 4 minuti, di cui tre trascorsi a chiacchierare di cucina dopo che ha dato una risposta sbagliata (l’inchiesta si legge a questo link e contiene molti altri esempi).

Per quanto riguarda gli esami scritti, l’inchiesta di Fanpage racconta di risposte lette a voce alta nel pieno della sessione dagli stessi commissari o dai candidati che le conoscevano, dando quindi la possibilità di copiare a tutti gli altri.

Il giorno dopo la pubblicazione dell’inchiesta, Fanpage ha pubblicato un secondo articolo in cui ha aggiunto nuovi elementi alla vicenda: oltre che degli OSS e degli OSA, ha raccontato che molte delle sessioni a cui aveva assistito la loro fonte riguardavano anche altre figure professionali, come manutentori delle aree verdi, addetti alle pulizie o operatori per l’infanzia. Sono figure che spesso vengono formate con corsi finanziati dal PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il grande piano di riforme e investimenti finanziato con fondi comuni europei: quindi fondi pubblici. Anche in questo caso le presunte irregolarità avrebbero portato alla promozione di molti candidati impreparati.

Non è chiaro se le presunte irregolarità siano avvenute a seguito di compensi: Fanpage parla in maniera generica di «un rapporto singolare» tra gli enti di formazione e alcuni membri delle commissioni, due dei quali dipendenti della regione Campania, e di gettoni di presenza corrisposti dagli stessi enti a componenti della commissione (non chiarisce se della regione o meno) con importi superiori a quelli previsti.

L’indagine interna della regione dovrà chiarire tutti questi aspetti: nell’annunciarla, la Direzione generale Lavoro e formazione campana ha detto che verranno raccolti i verbali integrali delle procedure d’esame, le nomine delle commissioni, gli elenchi dei candidati e degli enti accreditati per i corsi di formazione e gli esami stessi. La regione ha aggiunto di aver chiesto la redazione di una «relazione tecnica dettagliata» per individuare eventuali anomalie, e ha detto che verranno rafforzate le misure sulla trasparenza e la correttezza degli esami con ispezioni straordinarie e verifiche a campione sulle qualifiche rilasciate in passato, tra le altre cose.