La nuova stagione di “Una mattina”, il podcast del Post sulla Resistenza
In cinque puntate sui fatti del 1944, raccontati da Luca Misculin: si possono ascoltare anche senza aver seguito la prima stagione

Dall’anno scorso il Post cerca di raccontare per bene, con un podcast, la Resistenza italiana: cioè il movimento di massa per liberarsi dai nazisti e dai fascisti durante la Seconda guerra mondiale. È una storia con cui quasi tutti abbiamo avuto a che fare, e forse qualcuno di voi poco fa avrà alzato gli occhi al cielo, come a dire: c’è davvero bisogno di spiegare cos’è la Resistenza?
Pensiamo di sì. Oggi, molto spesso, chi non ha vissuto quel periodo lo conosce soltanto a pezzetti: per via di una storia ascoltata in famiglia, qualche data imparata di fretta a scuola, la targa di un parco dietro casa. E invece la Resistenza fu un fenomeno interessante e dalle conseguenze enormemente rilevanti nella sua interezza: dalle prime lotte fino ai cortei della Liberazione. In quelle vicende, soprattutto in quelle meno conosciute, c’è molto del paese che siamo diventati e in cui viviamo oggi.
Nella prima stagione di questo podcast, che si chiama Una mattina, abbiamo raccontato cosa successe nel 1943. Nella nuova stagione ci concentreremo sul 1944: l’unico anno pieno della Resistenza, che per convenzione finì il 25 aprile del 1945.
Il 1944 non fu soltanto l’anno più lungo ma anche quello più contraddittorio e vario di tutta la Resistenza. Nelle cinque puntate della nuova stagione parleremo, fra le altre cose, di messaggi radio in codice fra bande partigiane e Alleati, di attentati che misero in grande difficoltà la Germania nazista, delle misteriose origini di “Bella ciao”, e ancora di razioni K, allucinazioni uditive nelle città bombardate, partigiani ucraini, ministre di autoproclamate repubbliche indipendenti, di stragi dimenticate e vittorie insperate.
Una mattina prova a raccontare la Resistenza con gli stessi criteri del Post: senza dare niente per scontato, chiamando le cose col loro nome, tenendosi alla larga dalla retorica e dalle semplificazioni. Le puntate contengono interviste originali a esperti e storici, oltre a spezzoni dell’enorme archivio audio e video sulle testimonianze dei partigiani e delle partigiane (no, non esistevano solo le “staffette”: ne parliamo nella quarta puntata).
Una mattina è scritto e raccontato dal giornalista del Post Luca Misculin. La terza e ultima stagione, incentrata sui fatti del 1945, uscirà nell’aprile del 2027.



