La nuova puntata di Altre Indagini su Matteo Messina Denaro
Stefano Nazzi racconta i crimini, la latitanza e l’arresto di uno dei boss mafiosi più ricercati in Italia

Per trent’anni Matteo Messina Denaro è rimasto latitante. L’ultimo tra i capi della Cosa Nostra dell’epoca stragista a essere ancora in circolazione, è stato a lungo considerato imprendibile. Dopo l’arresto di Bernardo Provenzano, nel 2006, rimase l’unico in libertà tra i capi mafiosi più spietati e influenti, e l’unico dei pochi che avevano partecipato nel 1992 alla “riunione di Castelvetrano”, da cui ebbe inizio la strategia stragista: quella di colpire personaggi simbolo, persone con ruoli istituzionali o molto popolari, anche fuori dalla Sicilia, per fare pressioni sullo Stato affinché alleggerisse le posizioni dei mafiosi in carcere.
E poi, a gennaio 2023, Messina Denaro è stato trovato e arrestato. Dei suoi delitti, della sua vita, della sua latitanza, e di tutto quello che portò all’arresto racconta la nuova puntata di Altre Indagini, il podcast di Stefano Nazzi per le persone abbonate al Post sulle grandi vicende giudiziarie italiane.
Matteo Messina Denaro era scomparso a giugno 1993, a 31 anni, ed era stato ritrovato che ne aveva 61. Nel frattempo era diventato uno dei capi più influenti di Cosa Nostra, e ne aveva guidato la sua trasformazione: meno morti, più affari, questa era diventata la nuova regola.
Per restare latitante così a lungo nonostante i suoi crimini efferati, Messina Denaro si affidò a una rete di protezione che comprendeva familiari, professionisti e, secondo diverse indagini, anche appoggi politici, almeno a livello locale e forse anche più in alto.
Altre Indagini esce ogni due mesi e racconta storie come questa: grandi vicende che hanno segnato l’Italia e in cui le indagini sono state ostacolate da coperture o tentativi di depistaggio.
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