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  • Lunedì 23 marzo 2026

La prima italiana a vincere un oro mondiale nella velocità

Ai Mondiali indoor di atletica leggera Zaynab Dosso ha ottenuto l'unica medaglia che le mancava nei 60 metri

Zaynab Dosso dopo la vittoria nella finale dei 60 metri (Gerrit van Keulen/Soccrates Images/Getty Images)
Zaynab Dosso dopo la vittoria nella finale dei 60 metri (Gerrit van Keulen/Soccrates Images/Getty Images)
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Sabato scorso ai Mondiali indoor di atletica leggera di Torun, in Polonia, Zaynab Dosso è diventata la prima atleta italiana di sempre a vincere una medaglia d’oro in una gara di velocità tra Mondiali e Olimpiadi. Ha vinto i 60 metri con un tempo di 7 secondi, staccando di 3 centesimi la statunitense Jacious Sears e la santaluciana Julien Alfred, campionessa olimpica in carica nei 100 metri.

I Mondiali indoor si sono tenuti per tre anni di fila perché l’edizione del 2020 era stata rimandata al 2025 a causa della pandemia. Nel 2024, a Glasgow, Dosso vinse il bronzo nei 60 metri (il corrispettivo indoor dei 100 metri) e l’anno scorso a Nanchino fu argento ai Mondiali e oro agli Europei. Quest’anno ha vinto l’oro ai Mondiali.

Zaynab Dosso ha 26 anni ed è originaria della Costa d’Avorio. Nel 2009, a dieci anni, si trasferì in Italia (a Rubiera, in provincia di Reggio Emilia) per raggiungere i genitori. Ottenne la cittadinanza italiana solo nel 2016, quando già aveva cominciato a farsi notare nelle categorie giovanili dell’atletica leggera. Da quattro anni vive a Roma, dove si allena.

È un’atleta molto reattiva ed esplosiva, capace di accelerare in tempi brevi e di correre con una frequenza di passo molto alta. Queste caratteristiche la rendono un’eccellente velocista soprattutto nel formato di gara più corto, cioè i 60 metri, che si tengono al posto dei 100 nelle competizioni indoor. Il mese scorso sempre a Torun aveva migliorato il suo record correndo in 6,99 secondi: è finora il miglior tempo dell’anno (a pari merito con Alfred), superiore di soli 7 centesimi al record mondiale, i 6,92 della russa Irina Privalova che resiste dal 1993.

Ai Mondiali le è bastato correre in 7 secondi sia la semifinale sia la finale per vincere la gara, e battere alcune delle avversarie migliori al mondo. Prima dei Mondiali, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, Dosso aveva detto che quest’anno il suo obiettivo era soprattutto essere costante nelle prestazioni, e di aver lavorato molto a livello mentale e tecnico per gestire al meglio le gare. Citava in particolare i risultati non soddisfacenti alle Olimpiadi di Parigi del 2024 e ai Mondiali di Tokyo del 2025, quando non riuscì a qualificarsi per la finale dei 100 metri.

Non era semplice, considerato il livello delle avversarie e la sua predilezione per i 60 metri, ma in entrambi i casi gareggiò al di sotto delle sue aspettative e possibilità, anche a causa di alcuni problemi fisici. Dopo le Olimpiadi in particolare pensò addirittura di smettere: «Dicevo e pensavo che fosse finita, che oltre le Olimpiadi non ci fosse altro. Il giorno dopo essere tornata in Italia, sono partita per la Costa d’Avorio: sono arrivata e ho spento il telefono», ha raccontato a Ultimo Uomo, dicendo che però poi in Costa d’Avorio trovò le motivazioni per ripartire.

Zaynab Dosso dopo la semifinale alle Olimpiadi di Parigi (Image Photo Agency/Getty Images)

Ora che ha vinto il titolo più prestigioso nei 60 metri, potrà concentrarsi sulla stagione all’aperto, e quindi sui 100 metri. A questo proposito assieme al suo allenatore Giorgio Frinolli si sta allenando in modo più intenso e metodico sui 200 metri, per migliorare la resistenza e la gestione di uno sforzo più prolungato. Dosso ha detto che farà diversi 200 metri in gara nel prossimo periodo, per il momento solo in funzione di andare meglio sui 100, e non di ottenere risultati su quella distanza.

Sui 100 metri i migliori risultati li ottenne proprio nel 2024, prima delle Olimpiadi di Parigi. Agli Europei di Roma corse la semifinale in 11,01 secondi, suo miglior tempo di sempre e record italiano, e in finale vinse il bronzo, correndo in 11,03. Dopo essere scesa sotto i 7 secondi nei 60 metri, adesso l’obiettivo è scendere sotto gli 11 secondi nei 100, cosa che Dosso stessa già due anni fa si diceva convinta di poter fare.

Dosso all’arrivo tra Alfred e Asher-Smith (Dan Mullan/Getty Images)

Ai Mondiali indoor di Torun l’Italia è arrivata terza nel medagliere, vincendo tre ori (oltre a Dosso, quelli di Nadia Battocletti nei 3.000 metri e di Andy Díaz nel salto triplo) e due argenti, entrambi nel salto in lungo con Larissa Iapichino e Mattia Furlani. Ormai non è più una sorpresa che l’Italia sia un paese competitivo ai massimi livelli in diverse discipline dell’atletica leggera.

Nelle gare veloci femminili non c’è solo Dosso. In Polonia ha esordito ai Mondiali Kelly Doualla, sedicenne di Pavia che ha già fatto vedere di essere un’atleta molto promettente. A Torun Doualla è stata eliminata in semifinale correndo in 7,36 secondi, ma lo scorso anno aveva già corso i 60 metri in 7,19 secondi, battendo il record nazionale under 23. Nei 100 metri, dove lo scorso anno vinse gli Europei juniores, ha un primato personale di 11,21 secondi.