L’altro motivo per cui ricorderemo Chuck Norris

Perché le sue lacrime curano il cancro, ma lui non ha mai pianto: cioè per i meme

Chuck Norris in Walker Texas Ranger (CBS via Getty Images)
Chuck Norris in Walker Texas Ranger (CBS via Getty Images)

Venerdì molte persone in tutto il mondo hanno reagito con una certa nostalgia alla notizia della morte dell’attore statunitense Chuck Norris. Una parte l’ha fatto perché se lo ricorda nella serie Walker Texas Ranger e in altri film d’azione e di arti marziali degli anni Ottanta e Novanta. L’altra parte non ha mai visto niente di tutto ciò, ma Norris ce l’ha bene in mente come protagonista di uno dei primi meme di Internet.

Nei primi anni Duemila – quando Facebook e Twitter non esistevano o erano ancora poco diffusi – online diventò virale una serie potenzialmente infinita di brevi battute che facevano ironia sull’invincibilità di Chuck Norris, che era famoso per i suoi personaggi tipicamente mascolini, burberi, solitari e soprattutto sempre ben disposti a menare le mani. Si andava da «Chuck Norris ha trovato l’ago nel pagliaio» a «Chuck Norris riesce a sentire il linguaggio dei segni» o «la figlia di Chuck Norris ha perso la verginità e lui l’ha ritrovata».

Anche Greta Norris, nipote dell’attore, nel suo post di addio al nonno ha citato quelli che in inglese sono diventati noti come Chuck Norris facts: le “verità” su Chuck Norris. «Voi tutti conoscete Chuck Norris come l’uomo che ha contato fino all’infinito due volte, che è stato morso da un cobra, e il cobra è morto. Era l’uomo che non poteva fare un piegamento sulle braccia perché avrebbe spostato la Terra verso il basso. Il mondo ha davvero perso un’icona».

I Chuck Norris facts cominciarono a diffondersi online nel 2005. Una sera un adolescente dello stato di New York, Ian Spector, lesse sul sito Something Awful – che all’epoca attirava soprattutto gli utenti più appassionati di comicità e cultura nerd – una serie di battute sull’attore Vin Diesel e sul suo ruolo nel film Missione tata. Raccolse alcune di quelle battute e le mise in un sito che creò apposta, poi pubblicò il link e se ne andò a letto.

Nella notte il sito ottenne una quantità di visite inaspettata e così Spector pubblicò un sondaggio in cui chiedeva ai visitatori di indicare un nuovo personaggio famoso da prendere in giro. La maggior parte rispose Chuck Norris, e allora Spector si mise a pubblicare battute su di lui: tutte più o meno con la stessa struttura («Chuck Norris non dorme, lui aspetta», «Chuck Norris non legge libri, li fissa finché non ottiene le informazioni che vuole») e poi con graduali varianti sul tema.

Le battute diventarono virali in pochissimo tempo, e non solo negli Stati Uniti e nei paesi anglofoni, ma anche in Italia, dove cominciarono a circolare in particolare tra gli adolescenti, sia online che sui diari di scuola.

Spector ha raccontato che grazie a quel successo improvviso ricevette una telefonata da Gena O’Kelley, la moglie di Norris, che gli disse che il marito voleva conoscerlo. Spector lo incontrò effettivamente insieme a suo padre (aveva meno di vent’anni), in una stanza d’hotel di un casinò del Connecticut. La chiacchierata fu molto tranquilla, dice, ma secondo il suo racconto Norris accennò al fatto che se avesse voluto cominciare a guadagnare sulla viralità delle sue battute avrebbe dovuto discuterne con lui.

Quando nel 2007 Spector le raccolse in un libro, The Truth About Chuck Norris: 400 Facts About the World’s Greatest Human, Norris gli fece causa per diffamazione.

La questione si risolse nel 2008 con un accordo, di cui però non si conoscono i termini. Spector nel frattempo si era laureato, e la notizia della causa e dell’accordo non fece altro che far salire le vendite del libro. Negli anni successivi ne pubblicò altri.

A parte questo comunque Norris si mostrò sempre ben disposto nei confronti dei meme che lo riguardavano, e nel 2009 pubblicò a sua volta un libro di Chuck Norris facts. Nel film I mercenari 2 – The Expendables, del 2012, c’è addirittura uno scambio di battute che richiama uno dei più famosi. Sylvester Stallone, che nel film recita assieme a lui, dice a Norris: «Dicevano che eri stato morso da un cobra reale». Norris a quel punto risponde: «Sì, eccome, ma dopo cinque giorni di dolore straziante il cobra è morto».

Una volta in un programma televisivo Norris lesse alcuni dei facts sul suo conto e tra i suoi preferiti citò questi due: «Quando l’uomo nero va a dormire, controlla che non ci sia Chuck Norris nell’armadio», e «Volevano mettere la faccia di Chuck Norris sul Monte Rushmore, ma il granito non era abbastanza duro per la sua barba».