BordoCam racconta il calcio che non vediamo
Il programma di DAZN si concentra sulle partite più importanti di Serie A, facendo vedere e sentire quello che non va in diretta

Ogni settimana, dopo una giornata di Serie A maschile di calcio sulla piattaforma DAZN e poi su YouTube esce un nuovo video di BordoCam, il format che racconta la partita più importante del weekend con un approccio da “dietro le quinte”. Curato dal giornalista Davide Bernardi, che di fatto lo inventò ormai anni fa (in una versione un po’ diversa da quella attuale), dura una ventina di minuti e utilizza soprattutto immagini inedite prese da telecamere basse e “dedicate”, cioè focalizzate su un calciatore: quelle posizionate, appunto, a bordocampo.
Il montaggio mette assieme un po’ di cose che non si sono viste o percepite nella diretta della partita: indicazioni degli allenatori, litigi tra calciatori, analisi tattiche, esultanze, episodi arbitrali e casi curiosi presi da altre inquadrature. Tutto viene mediato dalla voce narrante di Bernardi, che ha 35 anni ed è uno dei più noti bordocampisti di DAZN (il bordocampista è il giornalista posizionato in genere vicino alle panchine delle squadre, che durante la telecronaca interviene ogni tanto per raccontare dettagli da bordocampo, ma che ovviamente sta lì per l’intera durata della partita).
BordoCam è un format che piace molto. Nei commenti sotto i video di YouTube o negli estratti che vengono pubblicati sui social si leggono quasi sempre elogi come «il miglior contenuto di DAZN», e in molti ormai lo aspettano con grande interesse, soprattutto quando riguarda una partita in cui ha vinto la squadra che tifano. Sono commenti di tutt’altro tenore rispetto a quelli che in genere gli utenti scrivono sui social riguardo a DAZN, piattaforma spesso criticata per i disservizi nello streaming, oggi a dire il vero molto diminuiti, e per i prezzi degli abbonamenti, considerati troppo alti.
È insomma un programma che piace, che costa poco e che grazie a una semplice idea è riuscito a inventarsi un modo originale per raccontare qualcosa in più del calcio.

Alcuni commenti a un BordoCam di qualche mese fa (YouTube)
BordoCam funziona perché avvicina, figurativamente, tifosi e appassionati a ciò che succede in campo. Utilizzando quello che ha sentito a bordocampo, o anche solo ascoltando e leggendo il labiale quando riguarda le immagini, Bernardi mostra cosa si dicono i protagonisti durante partite importanti, come reagiscono gli allenatori quando un calciatore sbaglia un gol, e anche cosa fanno i calciatori nel tunnel che precede l’ingresso in campo (le telecamere arrivano pure lì) per caricarsi prima di una partita.
Un estratto dall’ultima puntata, quella sul derby tra Milan e Inter, che sintetizza bene cos’è BordoCam
La musica in sottofondo e tutte le altre scelte di montaggio contribuiscono a dare un certo contorno di epica alle partite. È un contenuto costruito anche per suscitare emozioni, per enfatizzare le cose più spettacolari o pruriginose delle partite di Serie A.
Ma c’è anche chi ha criticato il format. Un articolo piuttosto negativo uscito a dicembre sul sito sportivo Sportellate e intitolato “BordoCam fa male al calcio giocato”, si chiedeva: «Qual è il vero obiettivo di BordoCam? Fornire uno spaccato il più possibile reale di ciò che succede di nascosto sul terreno di gioco, o enfatizzare il più possibile quegli aspetti che tocchino le corde dell’utente? In tre parole: realtà o spettacolarizzazione?».
E ancora, scriveva Sportellate: «Polemiche montate e smontate ad arte, attacchi più o meno velati al calcio moderno o a quello più antico, intimidazioni nei confronti della classe arbitrale che l’utente ormai accetta con una risata: BordoCam enfatizza tutti questi aspetti, contribuendo alla costruzione di una gimmick vera e propria, come nel wrestling, da appiccicare ai propri protagonisti».
L’estratto di BordoCam che racconta l’espulsione di Pierre Kalulu in Inter-Juventus, l’episodio più discusso di questa Serie A, ha oltre mezzo milione di visualizzazioni solo su YouTube
Bernardi ha raccontato a Rivista Undici che l’idea di un contenuto come BordoCam gli venne in mente guardando una rubrica di un programma sportivo spagnolo intitolata Lo que el ojo no ve, ciò che l’occhio non vede, che in tre minuti mostrava cose non andate in onda durante la partita. Nel 2017 sperimentò un BordoCam ante litteram per la partita tra Real Madrid e Barcellona, quella finita 3-2 con il decisivo gol di Lionel Messi all’ultimo minuto, festeggiato mostrando la sua maglia ai tifosi avversari. Per farlo si guardò tutte le immagini prodotte dalla Liga, il campionato spagnolo, in occasione della partita.
Negli anni il format è cambiato. Durante il periodo della pandemia si chiamava Senti qua e si concentrava sulle voci degli allenatori, che si sentivano molto bene negli stadi vuoti. Poi è diventato BordoCam e per anni se ne sono occupati a turno i bordocampisti che seguivano la partita scelta per il contenuto: oltre a Bernardi c’erano Tommaso Turci, Federica Zille, Alessio De Giuseppe e altri giornalisti e giornaliste di DAZN. In genere BordoCam si focalizzava su un tema preciso (la partita di un calciatore contro la sua ex squadra, o la sfida tra un attaccante e un difensore) e durava 6-7 minuti.
Da un anno circa se ne occupa solo Bernardi, che alla partita fa solo quello, cioè non fa anche il bordocampista, ma si concentra già sull’osservare le cose da mettere poi nel video. Con lui in genere allo stadio ci sono uno o due operatori di DAZN che hanno telecamere proprie, e possono riprendere cose specifiche; il resto delle immagini viene dalle riprese che fa la Lega Serie A attraverso le sue tante telecamere. In redazione poi due montatori, assieme a Bernardi, mettono i contenuti in ordine cronologico, e da lì, scegliendo le varie inquadrature e momenti, costruiscono il montaggio e il racconto.
Secondo quando raccontava Bernardi sempre durante quell’intervista a Rivista Undici, nell’ultimo anno il successo del format è cresciuto tantissimo perché «è cambiata la maniera di fruire il contenuto. Il postpartita [la trasmissione che va in onda subito dopo la partita] prima era la vetrina principale. Oggi, con le piattaforme streaming, le dinamiche sono cambiate». Oggi infatti BordoCam ha successo soprattutto sui social, nella sua versione intera, ma in particolare negli estratti, cioè nelle parti di video da 1-2 minuti che mostrano gli episodi più importanti, controversi o anche divertenti della partita.
Cose come Marcus Thuram dell’Inter che a Scott McTominay del Napoli dice di sorridere



