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  • Lunedì 9 marzo 2026

In Turchia inizia il processo contro il principale rivale di Erdogan

È considerato un modo per escludere Ekrem Imamoglu dalle prossime presidenziali: la procura ha chiesto più di 2mila anni di carcere

Un ritratto di Ekrem Imamoglu esposto durante una manifestazione dell'opposizione, il 25 febbraio a Istanbul
Un ritratto di Ekrem Imamoglu esposto durante una manifestazione dell'opposizione, il 25 febbraio a Istanbul (Tolga Ildun/ZUMA Press Wire)
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Lunedì in Turchia è iniziato il principale processo contro Ekrem Imamoglu, l’ex sindaco di Istanbul che era il più promettente leader dell’opposizione al presidente autoritario Recep Tayyip Erdogan, finché non è stato arrestato a marzo del 2025 con accuse di corruzione. Il processo è considerato politicamente motivato, volto ad affossare le ambizioni di Imamoglu a candidarsi alle prossime elezioni presidenziali, previste per il 2028, o in generale a mantenere un ruolo pubblico.

L’udienza è iniziata intorno alle 11:00 ma è stata sospesa dopo appena 15 minuti. Imamoglu aveva chiesto di poter parlare e quando il giudice gliel’ha negato si è alzato in piedi in protesta. Molti dei suoi sostenitori presenti in aula lo hanno applaudito e hanno contestato il giudice, che ha chiesto che tutti lasciassero l’aula. La seduta è poi ripresa nel pomeriggio.

Il governo di Erdogan, che ha influenza sulla magistratura, ha mantenuto una retorica punitiva verso Imamoglu. Il processo è stato impostato in pratica negandogli la presunzione di innocenza. Nonostante non siano ancora state discusse le eventuali prove, Imamoglu è già stato raccontato dai media filogovernativi (la maggioranza in Turchia) come il capo di un’associazione a delinquere.

La procura chiede una condanna a 2.352 anni di carcere. Il procuratore capo che ha istruito il caso, Akin Gurlek, a febbraio è stato promosso ministro della Giustizia da Erdogan, dopo che in passato era stato viceministro, sempre della Giustizia. Erdogan ha elogiato le indagini e i media compiacenti hanno regolarmente ricevuto imbeccate sulle accuse a Imamoglu, in teoria coperte dal segreto istruttorio.

La polizia fuori da un tribunale di Istanbul dove, lo scorso 26 ottobre, stava venendo interrogato Imamoglu

La polizia fuori da un tribunale di Istanbul dove, lo scorso 26 ottobre, stava venendo interrogato Imamoglu (AP Photo/Emrah Gurel)

In un lunghissimo atto d’accusa, di quasi 4mila pagine, la procura sostiene che Imamoglu abbia orchestrato uno schema di riciclaggio con l’obiettivo di arricchirsi e pagarsi la campagna per le presidenziali.

Imamoglu era stato rimosso dall’incarico di sindaco subito dopo l’arresto, che aveva causato estese proteste da parte dell’opposizione. Il suo caso è stato considerato emblematico della persecuzione giudiziaria dell’opposizione a Erdogan, che è proseguita con decine di arresti ritenuti arbitrari.

– Leggi anche: In Turchia continuano gli arresti di membri dell’opposizione

Imamoglu venne arrestato pochi giorni prima che il suo Partito popolare repubblicano (CHP), il maggiore dell’opposizione, lo scegliesse come candidato alle presidenziali. Erdogan è in carica dal 2014: è al terzo mandato e, se lo concludesse, non potrebbe ricandidarsi, salvo in caso di elezioni anticipate. Molti osservatori ritengono che Erdogan le convocherà prima proprio per potersi ripresentare, e l’esclusione di Imamoglu è coerente con questo obiettivo.

Imamoglu era stato eletto tre volte sindaco di Istanbul, che è la capitale economica della Turchia e di cui in passato fu sindaco anche Erdogan. Vinse per la prima volta nel 2019, in modo clamoroso: quelle elezioni erano state annullate per le pressioni di Erdogan e ripetute, e Imamoglu aveva confermato il risultato. La vittoria anche alle amministrative del 2024 aveva proiettato Imamoglu come candidato più efficace per sfidare Erdogan a livello nazionale.

Una manifestazione per chiedere la liberazione di Imamoglu, lo scors ottobre a Istanbul

Una manifestazione per chiedere la liberazione di Imamoglu, lo scorso ottobre a Istanbul (AP Photo/Emrah Gurel)

Già prima del processo, un altro sviluppo aveva complicato questo obiettivo: è passato piuttosto in sordina rispetto ai processi, ma è quello che finora ha conseguenze più concrete. Poco prima dell’arresto l’università di Istanbul aveva invalidato il diploma di laurea di Imamoglu, che è un requisito per candidarsi alle presidenziali, citando imprecisate irregolarità. A gennaio un tribunale ha respinto il ricorso di Imamoglu.

A luglio inoltre Imamoglu era stato condannato a 1 anno e 8 mesi di carcere per insulti e minacce a pubblico ufficiale, perché aveva accusato il procuratore Gurlek di perseguire arbitrariamente membri dell’opposizione. Se fosse stato condannato a più di due anni di carcere avrebbe rischiato anche di essere condannato a un periodo di interdizione dai pubblici uffici.

– Leggi anche: L’opposizione in Turchia aveva trovato quello giusto

Il processo si tiene nel complesso carcerario e giudiziario di Silivri, a ovest di Istanbul, dove è detenuto Imamoglu. È previsto duri circa due mesi, a meno che il tribunale non decida di rinviare la sentenza. Dal carcere Imamoglu è riuscito a parlare con alcuni media internazionali, denunciando le distorsioni del processo e dicendosi ottimista: «Il presidente vede arrivare la sconfitta e rifugge dalle elezioni. Si candiderà e perderà, e la Turchia sarà la vincitrice», ha detto per esempio a Reuters.