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  • Domenica 31 marzo 2024

L’opposizione turca ha vinto le elezioni a Istanbul e Ankara

Il CHP, principale partito di centrosinistra del paese, governava già entrambe le città, ma il presidente Recep Tayyip Erdogan contava di riottenerle

(EPA/TOLGA ULUTURK)
(EPA/TOLGA ULUTURK)
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Domenica in Turchia si sono tenute le elezioni amministrative: 58 milioni di persone sono state chiamate a rinnovare i sindaci di oltre quattromila città, decine di migliaia di consigli comunali e provinciali, più altre cariche minori. Il presidente Recep Tayyip Erdogan sperava che i candidati da lui sostenuti nelle principali città del paese – la capitale Ankara, ma soprattutto Istanbul, per via della sua enorme importanza economica e sociale – vincessero. Invece il partito popolare repubblicano (CHP), la principale forza d’opposizione del paese, è stato riconfermato al governo di entrambe le città.

Secondo il quotidiano turco Daily Sabah l’affluenza alle urne è stata di oltre il 78 per cento. Complessivamente il CHP ha ottenuto il 37,7 per cento dei voti, contro il 35,5 per cento dell’AK, il partito conservatore di Erdogan. «Non abbiamo ottenuto i risultati che volevamo», ha detto Erdogan in un discorso tenuto domenica sera ad Ankara.

Ad Ankara Mansur Yavas ha dichiarato vittoria dopo sole tre ore dalla chiusura delle urne: ha ottenuto il 60,3 per cento delle preferenze contro il 31,7 per cento di Turgut Altinok, dell’AK. Il CHP è considerato oggi un partito tendenzialmente di centrosinistra, con qualche elemento nazionalista ereditato dal fondatore della Turchia moderna, Kemal Atatürk.

– Leggi anche: Alle elezioni in Turchia tutti guardano a Istanbul, ancora

A Istanbul gli scrutini si sono quasi conclusi e il candidato del CHP Ekrem Imamoglu, già sindaco della città e principale leader dell’opposizione a livello nazionale, ha un vantaggio impossibile da colmare per Murat Kurum, ex ministro del governo Erdogan candidato con il partito del presidente. Imamoglu ha il 51 per cento dei voti, mentre Kurum si è fermato al 39,6 per cento. Imamoglu si è detto «molto contento» dei risultati.

La vittoria di Imamoglu è considerata particolarmente rilevante perché Erdogan stesso si era dato l’obiettivo elettorale di “riprendere le città” che erano state vinte dall’opposizione delle amministrative del 2019, a partire da Istanbul, dove il presidente è nato e dove ha avviato la sua carriera politica. Inoltre Erdogan sperava che i risultati di domenica gli confermassero «di non avere più avversari temibili» – come spiegato prima delle elezioni da Soner Cagaptay, uno dei principali esperti internazionali di Turchia – e di potersi quindi concentrare sulla riforma costituzionale che gli permetterebbe di candidarsi per un ulteriore mandato dopo la fine di quello attuale nel 2028, cosa che al momento non potrebbe fare.

I risultati preliminari dicono che il CHP avrebbe ottenuto la maggioranza dei voti in 36 delle 81 province in cui si tenevano le elezioni, e che sarebbe in vantaggio a Izmir e Bursa, altre due grandi città turche.

Una sostenitrice del CHP festeggia a Istanbul (AP Photo/Khalil Hamra)