In Turchia inizia il processo contro il principale rivale di Erdogan
È considerato un modo per escludere Ekrem Imamoglu dalle prossime presidenziali: la procura ha chiesto più di 2mila anni di carcere

Lunedì in Turchia è iniziato il principale processo contro Ekrem Imamoglu, l’ex sindaco di Istanbul che era il più promettente leader dell’opposizione al presidente autoritario Recep Tayyip Erdogan, finché non è stato arrestato a marzo del 2025 con accuse di corruzione. Il processo è considerato politicamente motivato, volto ad affossare le ambizioni di Imamoglu a candidarsi alle prossime elezioni presidenziali, previste per il 2028, o in generale a mantenere un ruolo pubblico.
L’udienza è iniziata intorno alle 11:00 ma è stata sospesa dopo appena 15 minuti. Imamoglu aveva chiesto di poter parlare e quando il giudice gliel’ha negato si è alzato in piedi in protesta. Molti dei suoi sostenitori presenti in aula lo hanno applaudito e hanno contestato il giudice, che ha chiesto che tutti lasciassero l’aula. La seduta è poi ripresa nel pomeriggio.
Il governo di Erdogan, che ha influenza sulla magistratura, ha mantenuto una retorica punitiva verso Imamoglu. Il processo è stato impostato in pratica negandogli la presunzione di innocenza. Nonostante non siano ancora state discusse le eventuali prove, Imamoglu è già stato raccontato dai media filogovernativi (la maggioranza in Turchia) come il capo di un’associazione a delinquere.
La procura chiede una condanna a 2.352 anni di carcere. Il procuratore capo che ha istruito il caso, Akin Gurlek, a febbraio è stato promosso ministro della Giustizia da Erdogan, dopo che in passato era stato viceministro, sempre della Giustizia. Erdogan ha elogiato le indagini e i media compiacenti hanno regolarmente ricevuto imbeccate sulle accuse a Imamoglu, in teoria coperte dal segreto istruttorio.

La polizia fuori da un tribunale di Istanbul dove, lo scorso 26 ottobre, stava venendo interrogato Imamoglu (AP Photo/Emrah Gurel)
In un lunghissimo atto d’accusa, di quasi 4mila pagine, la procura sostiene che Imamoglu abbia orchestrato uno schema di riciclaggio con l’obiettivo di arricchirsi e pagarsi la campagna per le presidenziali.
Imamoglu era stato rimosso dall’incarico di sindaco subito dopo l’arresto, che aveva causato estese proteste da parte dell’opposizione. Il suo caso è stato considerato emblematico della persecuzione giudiziaria dell’opposizione a Erdogan, che è proseguita con decine di arresti ritenuti arbitrari.
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Imamoglu venne arrestato pochi giorni prima che il suo Partito popolare repubblicano (CHP), il maggiore dell’opposizione, lo scegliesse come candidato alle presidenziali. Erdogan è in carica dal 2014: è al terzo mandato e, se lo concludesse, non potrebbe ricandidarsi, salvo in caso di elezioni anticipate. Molti osservatori ritengono che Erdogan le convocherà prima proprio per potersi ripresentare, e l’esclusione di Imamoglu è coerente con questo obiettivo.
Imamoglu era stato eletto tre volte sindaco di Istanbul, che è la capitale economica della Turchia e di cui in passato fu sindaco anche Erdogan. Vinse per la prima volta nel 2019, in modo clamoroso: quelle elezioni erano state annullate per le pressioni di Erdogan e ripetute, e Imamoglu aveva confermato il risultato. La vittoria anche alle amministrative del 2024 aveva proiettato Imamoglu come candidato più efficace per sfidare Erdogan a livello nazionale.

Una manifestazione per chiedere la liberazione di Imamoglu, lo scorso ottobre a Istanbul (AP Photo/Emrah Gurel)
Già prima del processo, un altro sviluppo aveva complicato questo obiettivo: è passato piuttosto in sordina rispetto ai processi, ma è quello che finora ha conseguenze più concrete. Poco prima dell’arresto l’università di Istanbul aveva invalidato il diploma di laurea di Imamoglu, che è un requisito per candidarsi alle presidenziali, citando imprecisate irregolarità. A gennaio un tribunale ha respinto il ricorso di Imamoglu.
A luglio inoltre Imamoglu era stato condannato a 1 anno e 8 mesi di carcere per insulti e minacce a pubblico ufficiale, perché aveva accusato il procuratore Gurlek di perseguire arbitrariamente membri dell’opposizione. Se fosse stato condannato a più di due anni di carcere avrebbe rischiato anche di essere condannato a un periodo di interdizione dai pubblici uffici.
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Il processo si tiene nel complesso carcerario e giudiziario di Silivri, a ovest di Istanbul, dove è detenuto Imamoglu. È previsto duri circa due mesi, a meno che il tribunale non decida di rinviare la sentenza. Dal carcere Imamoglu è riuscito a parlare con alcuni media internazionali, denunciando le distorsioni del processo e dicendosi ottimista: «Il presidente vede arrivare la sconfitta e rifugge dalle elezioni. Si candiderà e perderà, e la Turchia sarà la vincitrice», ha detto per esempio a Reuters.



