Da dove arriva l’idolatria per JFK Junior e Carolyn Bessette

Nonostante siano morti da 26 anni la fascinazione per la loro relazione e il loro stile non è mai passata: ora se ne riparla per una serie tv

John F. Kennedy Jr e Carolyn Bessette durante l'annuale cena dei corrispondenti della Casa Bianca, il 1° maggio 1999 a Washington, D.C. (Foto di Tyler Mallory/Getty Images)
John F. Kennedy Jr e Carolyn Bessette durante l'annuale cena dei corrispondenti della Casa Bianca, il 1° maggio 1999 a Washington, D.C. (Foto di Tyler Mallory/Getty Images)
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Dopo quasi 27 anni dalla morte di John Fitzgerald Kennedy Junior, figlio dell’omonimo ex presidente degli Stati Uniti, e di sua moglie Carolyn Bessette, attorno alla coppia continuano a esserci enormi curiosità e fascino. Se ne parla sui social, dove ci sono numerosi account gestiti dai fan, e periodicamente escono libri e documentari sulla loro storia. A metà febbraio su Disney+ ha cominciato a uscire Love Story, una serie tv su di loro del regista Ryan Murphy, che ha generato interesse per la coppia anche tra le persone più giovani, che quando i due erano vivi non erano ancora nate.

La serie tv ha generato un’ondata di contenuti su Instagram e TikTok, dedicati soprattutto allo stile e all’abbigliamento di Bessette e di JFK Jr., una delle cose per cui sono più ricordati. Quello che sappiamo dei due però rimane pochissimo, così come poche sono le fotografie scattate dai paparazzi che ci sono rimaste. Per la prima volta la serie ne fa un ritratto romanzato.

JFK Jr. e Carolyn Bessette morirono il 16 luglio 1999, quando avevano rispettivamente 38 e 33 anni. Si trovavano a bordo di un piccolo aereo privato pilotato dallo stesso Kennedy, e con loro c’era anche la sorella di Carolyn, Lauren Bessette, di 34 anni. Erano diretti al matrimonio di una cugina di Kennedy a Martha’s Vineyard, un’isola al largo della costa del Massachusetts, noto luogo di villeggiatura dell’alta borghesia statunitense.

Una morte così inaspettata e in giovane età contribuì molto a creare un’immagine dei due idealizzata. Già dai primi anni Novanta però la stampa aveva coltivato un’attenzione morbosa per loro, creando una sorta di fascinazione collettiva. C’entra in parte il fatto che JFK Junior fosse considerato una figura pubblica, in quanto figlio di un presidente molto stimato e assassinato nel 1963, e di Jacqueline Kennedy Onassis, first lady ammirata e chiacchierata. Ma c’entra anche il fatto che fossero entrambi di bell’aspetto, di successo e con uno stile effettivamente impeccabile. La loro riservatezza poi ha contribuito molto ad alimentare la loro fama, e la loro morte in qualche modo ha permesso di continuare per anni a raccontarli come giovani bellissimi, promettenti e innamorati.

JFK Junior e Bessette divennero famosi in anni in cui non c’erano i social network e la loro riservatezza rendeva molto difficile che finissero al centro di critiche o polemiche.

John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette Kennedy partecipano al gala di beneficenza “Brite Nite Whitney” (Foto Arnaldo Magnani/Liaison/Getty Images)

Il pubblico statunitense e internazionale aveva iniziato a conoscere John F. Kennedy Junior quando non aveva ancora tre anni, attraverso fotografie divenute particolarmente celebri, come quella in cui giocava sotto alla scrivania del padre nello studio Ovale, alla Casa Bianca, o quando al suo funerale fece il saluto militare alla bara. La stampa lo seguì anche in tutte le fasi successive della sua vita: nel 1988 la rivista People gli assegnò il titolo di “Sexiest Man Alive”, tradizionalmente conferito ogni anno ad attori o cantanti.

John F. Kennedy Jr. saluta la bara di suo padre durante il suo funerale (Foto Bettman/Getty Images)

I tabloid scrissero sempre con molto interesse anche della sua vita sentimentale, in particolare della sua relazione con l’attrice Daryl Hannah, con cui stava prima di fidanzarsi con Bessette. Kennedy era considerato molto ambito, sia per la famiglia dalla quale proveniva sia per il suo aspetto. Rispetto al padre era fotografato in contesti decisamente meno formali: mentre faceva sport, mentre si spostava in bicicletta (cosa che faceva spesso) per New York e vestito in modo casual ma sempre molto curato.

JFK Junior non entrò in politica come il padre. Dopo la laurea in legge riuscì a passare l’esame per diventare avvocato solo al terzo tentativo, cosa che riviste e giornali non fecero passare inosservata. Lavorò per qualche anno come vice procuratore distrettuale prima di entrare nell’editoria: nel 1995 fondò George, una rivista mensile che aveva l’ambizione di parlare di politica accostandola a temi più pop per renderla più accessibile e accattivante.

John F. Kennedy Jr. mentre va in bicicletta a New York (Foto di Lawrence Schwartzwald/Sygma via Getty Images)

Carolyn Bessette non apparteneva allo stesso contesto sociale del marito: non era cresciuta sotto lo scrutinio continuo della stampa e dell’opinione pubblica e affrontò la fama che conseguì dal suo matrimonio molto faticosamente. Aveva trascorso l’infanzia e l’adolescenza nel Connecticut e, quando nel 1995 conobbe JFK Jr., si occupava dei rapporti con i clienti famosi per il marchio di moda Calvin Klein. Era arrivata a coprire quella posizione e ad essere molto considerata nell’azienda dopo aver fatto la normale gavetta: aveva iniziato come commessa in uno dei negozi del marchio.

Dopo il matrimonio Kennedy chiese direttamente a giornalisti e fotografi di lasciare in pace la moglie. In molti negli anni hanno paragonato Bessette a Lady Diana: entrambe vennero osservate, idolatrate e seguite costantemente dai fotografi; entrambe avevano un fascino e uno stile particolari ed erano schive, cosa che attirava ancora di più la curiosità delle persone. Entrambe poi morirono tragicamente da giovani.

Quando si seppe dell’uscita di Love Story e cominciarono a circolare le prime immagini del set, le scelte dei costumi furono molto criticate. Sui social gli esperti di moda e le persone che conoscevano e apprezzavano la coppia giudicarono molto duramente le scelte fatte in particolare per il guardaroba e l’aspetto di Carolyn Bessette. I capelli di Sarah Pidgeon, l’attrice che la interpreta, erano troppo platino, la borsa Birkin di Hermès era della dimensione sbagliata, il cappotto color cammello sembrava comprato in una catena di fast fashion invece che da Prada, i jeans non erano i Levi’s 517 che portava lei.

I costumisti corsero ai ripari, reperendo anche diversi capi vintage, per avvicinarsi il più possibile all’originale e ora che la serie è uscita anche questo aspetto è stato accolto positivamente. La quantità di osservazioni fatte su queste scelte restituiscono però la dimensione dell’ossessione che un certo tipo di pubblico – quello appassionato di moda e in particolare dello stile di Bessette – ha per gli abiti che indossava.

Carolyn Bessette Kennedy e John F. Kennedy Jr. passeggiano a Manhattan. (Foto di Jon Naso/NY Daily News Archive via Getty Images)

Il suo stile era semplicissimo e proprio per questo considerato senza tempo e impeccabile. Vanessa Friedman, giornalista di moda del New York Times, l’ha definita «influencer fantasma» perché le scelte di Bessette in fatto di abiti, accessori e abbinamenti sono ancora oggi molto apprezzate e copiate. Le poche foto disponibili sono state analizzate nel minimo dettaglio dagli ammiratori, al punto che dei suoi look si sa praticamente tutto. Persino il cerchietto in acetato che indossava spesso è molto richiesto nel negozio che lo vende. Il suo abito da sposa, semplicissimo e in seta, realizzato dall’amico Narciso Rodriguez quando ancora non era uno stilista affermato, rimane uno dei più ammirati e imitati.

John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette fuori dal loro loft a Tribeca, New York (Foto Lawrence Schwartzwald/Getty Images)

La grande curiosità che si era creata attorno a Bessette si spiega anche con l’idealizzazione di cui era stata oggetto da parte del pubblico. Negli anni Kennedy aveva fatto interviste ed era intervenuto in programmi televisivi; di lei, invece, si sapeva pochissimo. Della sua vita privata non trapelava quasi nulla, se non ciò che i suoi amici, colleghi e conoscenti raccontavano alla stampa. Non aveva mai concesso interviste, aveva realizzato solo qualche servizio fotografico, come quello con il fotografo Bruce Weber, che, dopo la sua morte, finì sulla copertina di Vanity Fair. L’articolo con cui era corredato si intitolava “La principessa privata”, alludendo alla sua riservatezza e al fatto che, sposando Kennedy, fosse sostanzialmente diventata parte dell’“aristocrazia” statunitense.

John Kennedy Jr., con la mano ferita fasciata, a Tribeca con la moglie Carolyn Bessette Kennedy nel 1997. (Foto di Lawrence Schwartzwald/Getty Images)