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  • Mercoledì 25 febbraio 2026

Moussa Sangare è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Sharon Verzeni

La donna era stata accoltellata una notte del 2024 mentre faceva una passeggiata, in un paese vicino a Bergamo

Moussa Sangare il 10 novembre del 2025 (ANSA/MICHELE MARAVIGLIA)
Moussa Sangare il 10 novembre del 2025 (ANSA/MICHELE MARAVIGLIA)
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La corte d’assise di Bergamo ha condannato in primo grado all’ergastolo Moussa Sangare per l’omicidio di Sharon Verzeni: è la donna di 33 anni uccisa nel luglio del 2024 a Terno d’Isola, in provincia di Bergamo. Come molti dei casi di cronaca come questo, l’omicidio aveva ricevuto grandi attenzioni da parte dei media, alimentate anche dall’iniziale difficoltà nelle indagini.

Il tribunale ha condannato Sangare per omicidio volontario, con tre aggravanti: premeditazione, futili motivi e minorata difesa. In altre parole, secondo il tribunale Sangare avrebbe ucciso Verzeni perché voleva ucciderla e non per errore, pianificandone l’assassinio, senza un movente comprensibile e in una situazione in cui lei non poteva difendersi.

La tesi dell’accusa, che aveva chiesto per Sangare proprio l’ergastolo, era che avesse deciso di uccidere Verzeni «per vivere un’emozione forte», che avesse una personalità narcisistica e che non si sia mai pentito di quanto aveva fatto. Per sapere perché il tribunale abbia effettivamente condannato Sangare all’ergastolo bisognerà attendere le motivazioni della sentenza.

Sangare e Verzeni non si conoscevano. Lei era stata uccisa nella notte tra il 29 e il 30 luglio del 2024 dopo essere uscita per fare una passeggiata, come faceva spesso. A mezzanotte e 50 Verzeni era stata colpita con una coltellata al petto e tre alla schiena, e due minuti dopo aveva chiamato il 118. All’operatore era riuscita a dire solo una frase prima di cadere a terra: «mi ha accoltellato». Alcuni passanti erano stati richiamati dalle grida di dolore della donna, che era riuscita a rialzarsi e a fare qualche passo per poi ricadere. È morta poco dopo essere stata portata all’ospedale di Bergamo da un’ambulanza.

Sangare era stato arrestato un mese dopo l’omicidio: era stato ripreso da una telecamera di sorveglianza mentre si allontanava in bicicletta dalla via in cui la donna era stata appena uccisa a coltellate. Sulla bicicletta poi erano state ritrovate tracce del DNA di Verzeni. In un primo momento aveva confessato l’omicidio, ma in seguito aveva ritrattato.

– Leggi anche: La storia dell’omicidio di Sharon Verzeni, dall’inizio