Come ci si allena per le Olimpiadi invernali quando non c’è neve
Video di atleti che usano sci su rotelle e tunnel artificiali, o fanno salti acrobatici con gli sci che finiscono in piscina

Tra una stagione e l’altra può capitare che le atlete e gli atleti che praticano sport invernali passino anche mesi senza mettere sci o snowboard sotto i piedi. D’estate non tutti possono permettersi di andare nell’altro emisfero per ritrovare la neve fresca, le condizioni meteo non sempre sono ideali per allenarsi e concentrarsi sulla preparazione fisica comunque non basta. Per questo nel tempo sono state adottate soluzioni creative: in Australia, per esempio, gli atleti olimpici di sci o snowboard freestyle si allenano in un impianto aperto apposta a Brisbane con diverse rampe a bordo di una piscina, di modo che dopo aver fatto le loro acrobazie aeree finiscano in acqua, anziché sulla neve.
La stagione degli sport invernali si concentra grossomodo tra novembre e marzo, e di solito il periodo delle vacanze per chi li pratica è tra fine aprile e maggio. Il pre-stagione quindi è un arco temporale «lunghissimo», spiega Matteo Artina, professore universitario di scienze motorie e preparatore di molti atleti, tra cui la sciatrice Sofia Goggia. All’inizio ci si concentra soprattutto sul rafforzamento fisico, dice, ma da giugno bisogna comunque cominciare con il lavoro tecnico, che è diverso a seconda della specialità.
Il ghiaccio usato per le gare di curling è relativamente facile da trovare (basta realizzarlo nelle apposite strutture), mentre la neve naturale è più rara. Chi fa sci di fondo, biathlon o combinata nordica quindi d’estate usa spesso gli skiroll, cioè particolari sci su rotelle con cui replicare i movimenti dello sci di fondo sull’asfalto. Lo skiroll è anche uno sport a sé, con i suoi eventi e le sue regole, ma è molto utile anche ai fondisti che appunto hanno bisogno di continuare ad allenarsi (nel biathlon lo sci di fondo è combinato al tiro a segno, nella combinata nordica al salto con gli sci).
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Oltre allo skiroll ci sono tapis roulant fatti apposta per praticarlo al chiuso: lo usano tra gli altri il fondista norvegese Johannes Høsflot Klæbo, che ha 29 anni e ha vinto cinque ori olimpici, e l’italiana Dorothea Wierer, medaglia d’argento nel biathlon a squadre a Milano Cortina.
Chi fa sci di fondo a volte si allena anche in tunnel artificiali, come quello che si trova a Torsby, nella Svezia meridionale, che è lungo più di un chilometro e largo alcuni metri. Ci sono strutture simili per sciare al coperto anche a Peer, in Belgio, dove per esempio si è allenata la slovacca Rebeka Jancova, che gareggia nello sci alpino. Sebbene lo sci su erba esista, tendenzialmente è molto complicato replicare certi movimenti.
Sempre per chi fa freestyle o salto con gli sci, esistono strutture con rampe di diverse misure dove si atterra su una superficie fatta di strati di fitte setole di plastica, che replicano – per quanto possibile – la risposta della neve agli sci. Una è il Banger Park, che si trova in Austria, a meno di tre ore da Livigno, dove si stanno appunto tenendo le competizioni olimpiche di sci e snowboard freestyle.
Molti degli atleti che fanno snowboard comunque d’estate fanno skateboard, surf o downhill. D’altra parte prima di diventare uno sport olimpico lo snowboard fu una controcultura, e le altre discipline a cui continua a essere strettamente legato possono essere da spunto per nuovi trick sulla neve.
Al di là delle soluzioni pensate per soddisfare le necessità tecniche, atlete e atleti degli sport invernali fanno anche quelli che vengono chiamati «allenamenti a secco», ovvero semplicemente senza neve, come corsa, corsa con i bastoncini o palestra. C’è chi preferisce il ciclismo perché è meno impattante sulle caviglie, e chi la corsa in montagna o su pista. Quasi a nessuno comunque piacciono i ritiri per sciare sui ghiacciai: il meteo infatti spesso non è dei migliori, e magari si rischia di doverci stare per diversi giorni, riuscendo a sciare solo per poche ore.
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