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  • Martedì 10 febbraio 2026

Come ci si allena per le Olimpiadi invernali quando non c’è neve

Video di atleti che usano sci su rotelle e tunnel artificiali, o fanno salti acrobatici con gli sci che finiscono in piscina

Il Geoff Henke Olympic Winter Training Centre di Brisbane, in una foto tratta dal sito dell'Olympic Winter Institute of Australia
Il Geoff Henke Olympic Winter Training Centre di Brisbane, in una foto tratta dal sito dell'Olympic Winter Institute of Australia

Tra una stagione e l’altra può capitare che le atlete e gli atleti che praticano sport invernali passino anche mesi senza mettere sci o snowboard sotto i piedi. D’estate non tutti possono permettersi di andare nell’altro emisfero per ritrovare la neve fresca, le condizioni meteo non sempre sono ideali per allenarsi e concentrarsi sulla preparazione fisica comunque non basta. Per questo nel tempo sono state adottate soluzioni creative: in Australia, per esempio, gli atleti olimpici di sci o snowboard freestyle si allenano in un impianto aperto apposta a Brisbane con diverse rampe a bordo di una piscina, di modo che dopo aver fatto le loro acrobazie aeree finiscano in acqua, anziché sulla neve.

La stagione degli sport invernali si concentra grossomodo tra novembre e marzo, e di solito il periodo delle vacanze per chi li pratica è tra fine aprile e maggio. Il pre-stagione quindi è un arco temporale «lunghissimo», spiega Matteo Artina, professore universitario di scienze motorie e preparatore di molti atleti, tra cui la sciatrice Sofia Goggia. All’inizio ci si concentra soprattutto sul rafforzamento fisico, dice, ma da giugno bisogna comunque cominciare con il lavoro tecnico, che è diverso a seconda della specialità.

Il ghiaccio usato per le gare di curling è relativamente facile da trovare (basta realizzarlo nelle apposite strutture), mentre la neve naturale è più rara. Chi fa sci di fondo, biathlon o combinata nordica quindi d’estate usa spesso gli skiroll, cioè particolari sci su rotelle con cui replicare i movimenti dello sci di fondo sull’asfalto. Lo skiroll è anche uno sport a sé, con i suoi eventi e le sue regole, ma è molto utile anche ai fondisti che appunto hanno bisogno di continuare ad allenarsi (nel biathlon lo sci di fondo è combinato al tiro a segno, nella combinata nordica al salto con gli sci).

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Oltre allo skiroll ci sono tapis roulant fatti apposta per praticarlo al chiuso: lo usano tra gli altri il fondista norvegese Johannes Høsflot Klæbo, che ha 29 anni e ha vinto cinque ori olimpici, e l’italiana Dorothea Wierer, medaglia d’argento nel biathlon a squadre a Milano Cortina.

Chi fa sci di fondo a volte si allena anche in tunnel artificiali, come quello che si trova a Torsby, nella Svezia meridionale, che è lungo più di un chilometro e largo alcuni metri. Ci sono strutture simili per sciare al coperto anche a Peer, in Belgio, dove per esempio si è allenata la slovacca Rebeka Jancova, che gareggia nello sci alpino. Sebbene lo sci su erba esista, tendenzialmente è molto complicato replicare certi movimenti.

Sempre per chi fa freestyle o salto con gli sci, esistono strutture con rampe di diverse misure dove si atterra su una superficie fatta di strati di fitte setole di plastica, che replicano – per quanto possibile – la risposta della neve agli sci. Una è il Banger Park, che si trova in Austria, a meno di tre ore da Livigno, dove si stanno appunto tenendo le competizioni olimpiche di sci e snowboard freestyle.

Molti degli atleti che fanno snowboard comunque d’estate fanno skateboard, surf o downhill. D’altra parte prima di diventare uno sport olimpico lo snowboard fu una controcultura, e le altre discipline a cui continua a essere strettamente legato possono essere da spunto per nuovi trick sulla neve.

Al di là delle soluzioni pensate per soddisfare le necessità tecniche, atlete e atleti degli sport invernali fanno anche quelli che vengono chiamati «allenamenti a secco», ovvero semplicemente senza neve, come corsa, corsa con i bastoncini o palestra. C’è chi preferisce il ciclismo perché è meno impattante sulle caviglie, e chi la corsa in montagna o su pista. Quasi a nessuno comunque piacciono i ritiri per sciare sui ghiacciai: il meteo infatti spesso non è dei migliori, e magari si rischia di doverci stare per diversi giorni, riuscendo a sciare solo per poche ore.

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