La nuova tassa sui pacchi danneggia l’Italia, più che la Cina
Certi pacchi delle grandi aziende dell'e-commerce fanno giri immensi e poi ritornano, per evitare di pagare 2 euro

Quando a dicembre il governo ha introdotto la nuova tassa di due euro sui pacchi dal valore inferiore di 150 euro provenienti dai paesi extra europei, le associazioni che rappresentano le imprese della logistica hanno provato a spiegare che per le grandi aziende di e-commerce come Shein, Temu e AliExpress sarebbe stato uno scherzo trovare il modo di non pagarla. Avevano ragione: sono bastati pochi giorni.
La nuova tassa è in vigore dall’1 gennaio, ma l’Agenzia delle Entrate ha concesso un periodo transitorio fino al 15 marzo, e dovrebbe servire a ostacolare gli acquisti di prodotti provenienti in particolare dalla Cina, lo stesso obiettivo della tassa da tre euro approvata dall’Unione Europea che entrerà in vigore dal luglio di quest’anno.
Il governo italiano l’ha introdotta in anticipo rispetto ad altri paesi europei perché aveva un problema: doveva rimpiazzare la tassa sui dividendi finanziari, cancellata durante la discussione della legge di Bilancio dopo le contestazioni di diversi politici della maggioranza. Siccome alla fine i conti della legge di Bilancio devono comunque tornare, il governo ha previsto la nuova tassa sui pacchi contando di recuperare tra i 120 e i 245 milioni di euro all’anno. Ma a causa della frenesia della discussione non c’è stato molto tempo per stimare la sua efficacia.
Come ha detto Andrea Cappa, direttore generale di Confetra, la federazione dei trasporti e della logistica, il governo non ha considerato che la merce «trova sempre la strada migliore». In effetti negli ultimi anni le aziende dell’e-commerce hanno continuato a crescere e a spedire milioni di pacchi nonostante tensioni internazionali, guerre, dazi e attacchi nel mar Rosso.
Lo stratagemma trovato per evitare di pagare i due euro è piuttosto semplice. Basta mandare i pacchi in altri paesi europei – per esempio in Francia, in Germania o in Ungheria – dove la tassa per ora non si paga e poi portarli in Italia con i tir. Confetra spiega che su un aereo con migliaia di pacchettini il costo può arrivare fino a 20mila euro in più rispetto allo scorso anno, mentre il trasporto via camion da un altro paese può costare circa tremila euro. Il mercato unico europeo permette di farlo senza limitazioni.
Un altro modo per aggirare la tassa è far atterrare gli aerei carichi di pacchi in Italia e portare poi la merce in un altro paese, dove viene sdoganata prima di tornare in Italia sui tir. È un giro più lungo del previsto, ma meno costoso per le aziende dell’e-commerce, che guadagnano soprattutto tenendo i costi più bassi possibile. Questa operazione è possibile grazie al regime di transito doganale previsto dalle leggi europee, che permette di sdoganare la merce in qualsiasi paese a prescindere dallo Stato dove la merce è effettivamente arrivata.
Cappa ha detto che l’aeroporto di Malpensa, uno dei principali in Italia per il traffico merci, dall’inizio dell’anno ha già perso oltre trenta voli cargo. Secondo Confetra gli aerei vengono dirottati verso Liegi e Budapest, ma anche Francoforte, Colonia e Parigi. Repubblica ha scritto che i dati dell’Agenzia delle Dogane confermerebbero le preoccupazioni di Confetra: nei primi 15 giorni dell’anno il traffico delle spedizioni sotto i 150 euro sarebbe calato di circa il 40 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025.
Tutto questo significa perdita di gettito e perdita di lavoro per le aziende italiane della logistica. «Non incassiamo il contributo, le merci entrano comunque, aumentano i camion e l’inquinamento, e perdiamo traffici, occupazione e fatturato», ha detto Cappa.
Giovedì Forza Italia ha presentato un emendamento al decreto Milleproroghe per sospendere la tassa e rinviarla almeno all’entrata in vigore della tassa europea, quindi al prossimo luglio. L’emendamento prevede di rinunciare a 61,2 milioni di euro di gettito che erano stati previsti per la prima metà del 2026, che tuttavia sono ipotetici proprio a causa degli stratagemmi già trovati. Per ora il governo non si è espresso.



