Da luglio del 2026 i pacchi fino a 150 euro importati nell’Unione Europea avranno una tassa di 3 euro

Un uomo carica alcuni pacchi in un camion a Roma, 25 agosto 2025 (AP Photo/Gregorio Borgia)
Un uomo carica alcuni pacchi in un camion a Roma, 25 agosto 2025 (AP Photo/Gregorio Borgia)

Dal 1° luglio 2026 anche i pacchi dal valore inferiore ai 150 euro che saranno importati all’interno dell’Unione Europea inizieranno a essere tassati, per un importo fisso di 3 euro ciascuno. L’obiettivo è di ridurre l’import da aziende cinesi, come AliExpress, Shein e Temu: secondo i dati della Commissione Europea, nel 2024 su 4,6 miliardi di pacchi sotto i 150 euro il 91 per cento arrivava dalla Cina. Finora questi pacchi erano stati esentati perché di scarso valore, ma le aziende europee si lamentano da tempo della concorrenza che subiscono da parte di quelle cinesi, che hanno costi minori anche perché non sono sottoposte alle norme europee che tutelano i lavoratori e l’ambiente.

La nuova tassa è stata approvata dall’ECOFIN, il gruppo che comprende i ministri delle Finanze dei 27 membri dell’Unione Europea. Lo stesso gruppo aveva già disposto la fine dell’esenzione dalle tasse per i pacchi di valore inferiore ai 150 euro a partire dal 2028, e si sapeva che stava studiando di introdurre un regime transitorio dal 2026 perché il problema era considerato urgente.

Proprio in questi giorni il governo italiano ha inserito nella prossima legge di bilancio un emendamento che propone l’introduzione di una tassa di due euro su tutti i pacchetti che arrivano da fuori l’Unione e che valgono meno di 150 euro. La proposta però non è collegata a questa iniziativa europea, e quindi sembra per ora che, se l’emendamento fosse approvato, le due tasse si sommerebbero.

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