Sui social c’è nostalgia per il 2016

Perché eravamo più giovani e usavamo i social in modo più spontaneo, ma forse anche perché proprio quell'anno il mondo iniziò a cambiare

Collage di foto tratte dai profili Instagram di Camihawke, Kylie Jenner, Eva Longoria e Rare Beauty, l’azienda cosmetica di Selena Gomez
Collage di foto tratte dai profili Instagram di Camihawke, Kylie Jenner, Eva Longoria e Rare Beauty, l’azienda cosmetica di Selena Gomez
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C’è una teoria di cui si legge ogni tanto online secondo cui le cose internazionali hanno iniziato a precipitare nel 2016, anno in cui diventò chiaro che il mondo a cui eravamo abituati stava cambiando radicalmente: prima per il risultato del referendum su Brexit, che sorprese l’Europa, poi per l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti, che sorprese un po’ tutti. Un fantasioso corollario a questa teoria, che riemerge ciclicamente, è che a tenere insieme il mondo precedente fosse David Bowie, che morì proprio nei primi giorni del 2016.

Poi ci fu il Covid, nel mondo iniziarono nuove guerre e in generale il ciclo delle notizie globali non ha mai smesso di essere straordinariamente intenso e drammatico. È uno dei modi in cui è stata spiegata anche la nostalgia che in questi giorni sta caratterizzando i social, rivolta non a epoche lontane ma ad appena dieci anni fa, al 2016.

Un trend che è arrivato massicciamente anche tra gli utenti italiani di Instagram e di TikTok invita a pubblicare le proprio foto significative (ma anche buffe, sfocate o imbarazzanti) del 2016, per ricordare cosa si stesse facendo e per scherzare su quanto siano cambiate le cose nel frattempo per ciascuno. Lo stanno seguendo tanto i millennial, quelli cioè che nel 2016 avevano all’incirca tra i 25 e i 35 anni, tanto le persone della gen Z, che quell’anno erano ancora alle scuole superiori o addirittura alle medie. Ma utilizzavano già i social, e hanno grande scelta di foto impacciate da condividere.

È un trend alimentato dai contributi di persone famose come la cantante Billie Eilish e l’influencer Kylie Jenner, e in Italia tra gli altri dalla modella Bianca Balti e da Aurora Ramazzotti. Secondo statistiche citate da BBC News, le ricerche dell’anno 2016 su TikTok sono aumentate del 452 per cento nel giro di una settimana, e i video creati con un filtro dalle tonalità rosa tenue che ricorda quelli dell’Instagram degli inizi sono più di 55 milioni. Al momento i post con l’hashtag #2016 creati su TikTok sono 1,7 milioni.

Nelle foto del 2016 riemergono stili e tendenze, come i capelli schiariti e le sopracciglia folte, che secondo l’edizione francese di Vogue sarebbero «pronti a tornare», così come l’immancabile filtro-cane reso famoso da Snapchat. Fu anche l’anno in cui moltissimi passarono l’estate a girare per le città con il telefono in mano giocando a Pokémon Go. Al tempo le classifiche musicali erano dominate da cantanti come Justin Bieber, Drake e Rihanna; ma per la musica pop fu anche l’anno di Twenty One Pilots, Chainsmokers e di Lemonade di Beyoncé, spesso considerato il miglior disco della popstar.

In effetti anche la musica è parte integrante del trend. La modella e influencer Hailey Bieber, moglie di Justin, ha pubblicato per esempio un video in cui canta “I Want (Skr Skr)” di MadeinTYO, che uscì proprio nel 2016. Il trend ha anche fatto rientrare “Lush Life” della cantante svedese Zara Larsson nella classifica dei migliori 40 singoli del Regno Unito, dove la seconda settimana di gennaio si è piazzata all’ottavo posto. Le playlist della musica del 2016 fatte su Spotify sono aumentate del 71 per cento rispetto al 2024, ha detto sempre BBC News citando statistiche della piattaforma.

@haileybieberBBLU 2016♬ I Want (feat. 2 Chainz) – MadeinTYO

Il trend di condividere foto del proprio passato sui social torna ciclicamente dal 2019, quando fu lanciata la cosiddetta #10yearchallenge, in cui Instagram si riempì di foto di quell’anno confrontate a quelle di dieci anni prima. Mode simili attirano anche persone dai quarant’anni in su e funzionano perché ricordano tempi in cui si era più giovani e spensierati: possono essere un modo come un altro per celebrare l’inizio di un nuovo anno, e in questo caso per ricordarsi che siamo più vicini al 2030 che all’inizio della pandemia. Ma oggi rievocano anche un periodo in cui l’uso dei social era molto meno performativo e basato sugli algoritmi, benché già centrale nelle vite di adolescenti, ventenni e trentenni, e in cui l’intelligenza artificiale non sembrava così temibile.

Per la giornalista di cultura dell’Independent Katie Rosseinsky, con il trend si sta insomma romanticizzando un anno che, secondo lei, fece davvero schifo. Tra le altre cose, oltre a David Bowie morirono anche Prince, George Michael e Carrie Fisher. Per il sito di cultura pop AV Club, proprio per via di tutte le cose inaspettate e sconvolgenti che erano successe, alla fine il vero meme dell’anno fu “Fuck 2016” (vaffanculo al 2016). Subito dopo l’elezione di Trump, Buzzfeed pubblicò un articolo secondo cui il 2016 a conti fatti era l’anno peggiore di sempre.

Nonostante gli eventi politici del 2016 abbiano contribuito ad accentuare divisioni già esistenti e ad anticiparne delle altre, lo psicologo Clay Routledge, che studia la nostalgia fin dal 2001, è restio ad attribuire un significato particolare a un anno piuttosto che a un altro. Parlando con BBC News, ha spiegato che si tende a essere più nostalgici quando il mondo attraversa grandi cambiamenti, e che in questi casi si guarda al proprio passato soprattutto per conforto, ispirazione e direzione.

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