È morto Prince

Era nella sua casa-sede vicino a Minneapolis: le cause della morte non sono ancora note, aveva 57 anni

Prince nel 2013 ai Billboard Music Awards a Las Vegas, Nevada (Ethan Miller/Getty Images)

Prince è morto la mattina di giovedì 21 aprile: aveva 57 anni ed era stato una delle più popolari rockstar degli ultimi decenni. Si trovava nella sua casa/studio di registrazione a Chanhassen, in Minnesota, vicino alla sua città natale, Minneapolis. Il primo sito a dare la notizia della morte di Prince è stato TMZ, che ha riferito di una chiamata ricevuta alle 9.43 locali del mattino dalla polizia della contea. Associated Press ha poi confermato la notizia da un suo portavoce. Non si conoscono ancora le cause della morte, Prince è stato trovato privo di sensi in un ascensore e i soccorritori hanno cercato di rianimarlo, senza riuscirci: il decesso è stato dichiarato alle 10.07 locali e venerdì sarà eseguita l’autopsia per accertare le cause della morte.

La polizia ha fatto sapere che non ci sono ipotesi sospette, al momento: Prince era stato portato in un ospedale dell’Illinois col suo aereo privato una settimana fa, per i sintomi di una forte influenza, aveva detto il suo staff. Secondo TMZ, il ricovero era stato invece necessario per trattare un’overdose, ma non ci sono conferme ufficiali su questa circostanza. Sabato 16 aprile aveva suonato durante una festa a Paisley Park, in Minnesota, lanciando un invito su Twitter solo qualche ora prima e facendo pagare l’ingresso 10 dollari. Dal palco aveva rassicurato i fans dicendo che stava bene.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha scritto un messaggio su Facebook con la moglie Michelle per rendere omaggio a Prince, in cui dice che il mondo ha perso una delle sue icone creative: “Pochi artisti hanno influenzato il sound e la traiettoria della musica pop in modo più distintivo, e in pochi hanno toccato come lui ha saputo fare l’anima di così tanta gente con il proprio talento”. Obama ha scritto che Prince era “uno strumentista virtuoso, un geniale leader e un musicista entusiasmante: “Una volta Prince disse che uno spirito forte trascende qualsiasi regola, e nessuno aveva uno spirito più forte, creativo e deciso del suo”.

Nel pomeriggio e nella notte di giovedì centinaia di persone si sono radunate a Minneapolis per ricordare Prince, con fotografie, mazzi di fiori e cantando le sue canzoni. Diversi artisti locali hanno riproposto le sue canzoni più famose, si è anche ballato e sono state organizzate celebrazioni in molti club in ricordo del cantante. Sui social network decine di migliaia di persone da tutto il mondo hanno ricordato Prince con messaggi, postando sue fotografie e condividendo le sue canzoni.

Prince è stato trovato morto nei Paisley Park Studios, una delle sue abitazioni che si trova poco fuori Minneapolis e che veniva utilizzata anche come studio di registrazione. Definire Paisley Park è complicato: era sicuramente il luogo in cui Prince lavorava di più e divenne il luogo i più famoso del Minnesota per quanto riguarda la musica pop. Il complesso ha un valore stimato intorno ai 10 milioni di dollari e fu costruito nel 1986 a Chanhassen per volere di Prince. Al suo interno ci sono studi di registrazione, sono raccolti i numerosi premi ricevuti da Prince negli anni e le incisioni di molte canzoni cui l’artista ha lavorato, spesso tenendole segrete e senza mai pubblicarle in un album. Paisley Park è stato utilizzato per scopi molto diversi, anche per la registrazione di alcune pubblicità. Oltre agli studi per registrare la musica, nel complesso ci sono uffici e un appartamento in cui Prince viveva. A Paisley Park, Prince ha registrato una trentina di album a partire dal 1987.

Prince si era sposato due volte: nel 1996 con Mayte Garcia con la quale ebbe un figlio che morì pochi giorni dopo la nascita. Nel 2001 (anno in cui divenne testimone di Geova) Prince si risposò con Manuela Testonini: il loro matrimonio durò fino al 2006.

– Luca Sofri su Purple Rain

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.