• Mondo
  • Venerdì 9 gennaio 2026

Le molte proteste negli Stati Uniti per l’uccisione di Renee Nicole Good

Le hanno sparato gli agenti dell’agenzia federale per l’immigrazione: dicono per legittima difesa, versione che sembra smentita da alcuni video

New York, 7 gennaio(EPA/Olga Fedorova/ansa)
New York, 7 gennaio
(EPA/Olga Fedorova/ansa)
Caricamento player

Giovedì in molte città degli Stati Uniti ci sono state grosse proteste dopo che martedì, a Minneapolis, un agente dell’ICE aveva sparato a una donna, Renee Nicole Good, alla guida della sua auto, uccidendola. L’ICE è l’agenzia federale che si occupa del controllo delle frontiere e dell’immigrazione: negli ultimi mesi è diventato uno dei corpi di polizia più importanti ma anche più discussi del paese, in quanto responsabile dell’esecuzione delle politiche anti-immigrazione volute dall’amministrazione del presidente Donald Trump. Tra le altre cose, da mesi gli agenti dell’ICE conducono rastrellamenti nelle città per arrestare ed espellere i migranti irregolari, spesso con metodi violenti e brutali ritenuti in violazione dei diritti umani.

Le proteste sono partite da Minneapolis (in Minnesota, nel Midwest) e hanno coinvolto anche New York, Washington e varie città della California come San Diego e Los Angeles. Ci sono stati cortei anche a Portland (Oregon), Kansas City (Missouri), Seattle (Washington) e Dallas (Texas), tra le altre.

In via precauzionale a Minneapolis sono state chiuse le scuole fino alla fine della settimana, dopo che un preside ha denunciato che alcuni agenti federali avevano condotto dei controlli violenti tra il personale del suo istituto. Il dipartimento di Sicurezza interna degli Stati Uniti ha detto che tra mercoledì e giovedì 11 persone coinvolte nelle proteste in città sono state arrestate. Vicino al luogo della sparatoria alcuni gruppi di manifestanti hanno costruito delle barricate improvvisate per impedire agli agenti dell’ICE di avvicinarsi.

Il governatore del Minnesota Tim Walz (che era anche il candidato alla vicepresidenza di Kamala Harris alle scorse elezioni presidenziali) ha detto di aver autorizzato la Guardia Nazionale a lavorare insieme alla polizia statale per «mantenere l’ordine, garantire la sicurezza pubblica e permettere manifestazioni pacifiche». La Guardia Nazionale è la principale forza di riservisti dell’esercito, a cui Trump negli ultimi mesi aveva fatto ricorso con modalità molto dibattute, inviandola soprattutto in città e stati governati dai Democratici. Normalmente sono proprio i governatori dei singoli stati, come in questo caso, a chiamarla per gestire problemi di sicurezza o catastrofi naturali.

Good, la donna uccisa a Minneapolis, aveva 37 anni. L’ICE ha sostenuto che avesse provato a investire un agente, che avrebbe quindi agito per legittima difesa. Questa versione è stata negata dai testimoni e sembra essere smentita anche da alcuni video, che mostrano un agente sparare su Good mentre questa era al volante di un’auto che si stava apparentemente allontanando dagli agenti. Le indagini sull’incidente sono state affidate all’FBI, e la polizia statale ha denunciato di essere stata ostacolata ed estromessa.

Intanto giovedì a Portland, in un caso slegato dalle proteste, due persone sono state ferite da agenti della U.S. Border Patrol, la polizia che si occupa del controllo alle frontiere (è sempre un corpo federale, ma è diverso dall’ICE). Non è chiaro in che condizioni siano le due persone ferite.

Secondo la versione dell’amministrazione Trump, simile a quella del caso di Minneapolis, gli agenti stavano facendo dei controlli su un veicolo quando la persona alla guida avrebbe provato a investirli. Il dipartimento ha detto, senza fornire prove, che la persona in questione si trovava negli Stati Uniti senza regolare permesso e che sarebbe stata collegata al gruppo criminale venezuelano Tren de Aragua. A quel punto gli agenti avrebbero sparato, mentre il veicolo si allontanava.

La polizia statale, arrivata sul posto, ha detto di aver trovato due persone ferite in un punto poco distante. Non è chiara la loro identità né che relazione avessero con la persona alla guida. Anche in questo caso le indagini sono state affidate all’FBI, ma il procuratore generale dell’Oregon Dan Rayfield ha detto di aver aperto un’inchiesta separata.

– Leggi anche: È stato anche l’anno dell’ICE