In Bulgaria non sono felicissimi di avere l’euro
Lo adottano da oggi, ma ci sono vari scetticismi che riguardano la corruzione, la politica e la propaganda russa

Il 1° gennaio la Bulgaria ha adottato l’euro e ha dismesso la sua valuta nazionale, il lev. Per il paese è il culmine di un lungo processo di integrazione europea durato quasi vent’anni, cominciato con l’ingresso nell’Unione Europea nel 2007 e proseguito con l’adesione alla zona di libero scambio di Schengen nel 2024.
L’euro arriva però in un momento di crisi per la Bulgaria: il governo è appena caduto a seguito di enormi proteste contro la corruzione, il parlamento non è riuscito ad approvare la legge di bilancio, sono previste nuove elezioni e la maggior parte della popolazione è profondamente insoddisfatta. Questa insoddisfazione si è trasmessa anche alla valuta: secondo i sondaggi la maggior parte delle persone vorrebbe rimanere al lev.
Lo scetticismo nei confronti dell’euro è dovuto a vari fattori. Anzitutto una grossa parte della popolazione è affezionata al lev per ragioni storiche. Bloomberg ha scritto che nel tempo, e specie dopo la grave crisi economica di fine anni Novanta, era diventato «un simbolo di stabilità». Molte persone inoltre temono che l’euro farà aumentare i prezzi, e questi timori sono stati alimentati dall’estrema destra.
La Bulgaria è inoltre un paese storicamente vicino alla Russia, e una parte della popolazione vede con sospetto una maggiore integrazione all’Europa. Questi sentimenti sono stati incoraggiati dalla Russia, che ha avviato una campagna di disinformazione e propaganda contro l’euro.
Più in generale, però, l’euro e tutto il processo di adesione all’Unione Europea sono associati dalla popolazione alla classe politica tradizionale del paese, ritenuta corrotta e screditata. In Bulgaria ci sono state sette elezioni negli ultimi quattro anni, e nessuna è riuscita a portare a un governo stabile. L’ultimo governo è caduto a dicembre, dopo enormi proteste contro la corruzione, la connivenza tra politici e oligarchi e le disuguaglianze economiche.
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La situazione economica della Bulgaria è un po’ la dimostrazione delle contraddizioni del paese: da un lato il PIL bulgaro è quadruplicato dall’ingresso nell’Unione, e i salari crescono ai ritmi più rapidi di tutta Europa. Dall’altro, la Bulgaria rimane il paese più povero dell’Unione, e soprattutto quello in cui le disuguaglianze di reddito sono le più alte: una persona nella capitale Sofia guadagna mediamente il doppio rispetto a chi abita nel nord-est del paese, la regione più povera di tutta l’Unione Europea.
Le istituzioni europee prevedono che, una volta adottato, l’euro porterà vantaggi alla popolazione, che comincerà ad accettarlo. Secondo i sondaggi, oggi l’82 per cento dei cittadini dell’Eurozona è favorevole all’utilizzo dell’euro: è il secondo dato più alto da quando vengono fatte le rilevazioni.



